ECCO “DONNEXSTRADA”: CAMMINARE SOLE NON DEVE FAR PAURA

FuoriLiceo

di EMMA GEROLDI – DonneXstrada nasce a marzo 2021 con lo scopo di aiutare le donne che hanno timore a tornare a casa da sole. La prima idea dell’associazione è stata creare le “dirette per strada”: delle dirette instagram che garantiscono compagnia alle donne che sono per strada da sole e anche delle prove in caso di violenza o molestia, in quanto i volontari dell’associazione sono pronti a registrare lo schermo dello smartphone in qualsiasi momento, fornendo così dei riscontri concreti in caso di denuncia. DonneXstrada (LEGGI QUI tutti i dettagli) ha raggiunto un livello internazionale e si prepara al rilascio di una vera e propria App che le donne potranno utilizzare per farsi reciproca compagnia quando sono sole. L’associazione conta su un team di circa 90 volontari, comprese le 10 co-fondatrici.

Claudia Malerbi, una delle fondatrici di “DonneXstrada”

Tra loro Claudia Malerbi che ha raccontato a Terza Pagina cosa vorrebbe fare DonneXstrada per migliorare ancora di più la sicurezza sui marciapiede di paesi e città: “Chiedendo alle persone che si sono interfacciate con il nostro profilo Instagram abbiamo visto che sicuramente un grosso problema è l’illuminazione nelle strade: se si pensa ai centri città le strade sono più o meno ben illuminate, ma man mano che si va in periferia la luce manca, ed è quella che garantisce un certo senso di sicurezza. E poi mancano i servizi che diano visibilità a iniziative come la nostra: noi siamo nate l’anno scorso e ovviamente non possiamo  offrire un servizio ottimale poiché ci appoggiamo ancora ad una piattaforma come Instagram, ma prima di noi non c’era nessuno. In più manca l’educazione nelle scuole: questa può dare ai ragazzi e alle ragazze i mezzi per sapere come proteggersi. Quello che vorremmo fare noi è soprattutto entrare in contatto con i comuni, la polizia e i carabinieri per riuscire ad alzare la sicurezza, non solo con le pattuglie che girano, ma anche appunto con l’illuminazione”. 

L’associazione ha anche lanciato un progetto, chiamato “Punti Viola”, rivolto a quelle attività commerciali che lavorano a contatto con il pubblico.

Il nostro progetto”, spiega ancora Claudia Malerbi, “nasce con lo scopo di formare chi lavora in  locali a contatto con il pubblico, che siano bar, ristoranti, parrucchiere, centri estetici… rendendolo capace di rispondere sia ad una violenza nell’immediato oppure di intervenire nel caso una donna sia vittima di violenza nel locale. Immaginiamo una situazione dove la donna si trova in un bar e subisce violenza: il barista deve sapere come rispondere e come intervenire. Anche in caso di violenza domestica la donna sa che quel determinato luogo è un Punto Viola, sa che è un  posto sicuro dove potrà chiedere informazioni e ricevere assistenza. Vogliamo che le donne si sentano invogliate ad andare in questi luoghi, per esempio per un appuntamento con un uomo che non conoscono. Formare baristi e camerieri, che talvolta sono i primi ad essere autori di violenza, è molto importante”.

Il servizio VIOLAWALKHOME offerto dall’associazione “DonneXstrada

Abbigliamento provocante, trucco marcato,…spesso si sente dire che le donne vittime di violenza se la vadano un po’ a cercare e ci sono state anche sentenze di tribunali quantomeno ambigue.

“È anche questa una forma di violenza secondaria che purtroppo è presente tutt’ora nell’opinione pubblica, tanto che i giornali parlano molto spesso di come è vestita la donna, di dove andava, di come in realtà il molestatore fosse un uomo buono, di come in realtà la colpa sia della donna,…: purtroppo questa mentalità è ancora molto presente anche nei tribunali. In una sentenza di qualche anno fa, che ha portato poi alla creazione del Denim Day (https://www.direcontrolaviolenza.it/denim-day-contro-la-violenza-alle-donne), la donna era stata definita “non vittima” di violenza perché indossava dei jeans, e i jeans sono un indumento che non è possibile togliere senza l’aiuto di chi li indossa. Cose assurde, quando sei vittima di furto nessuno ti chiede come sei vestita: è uno stereotipo, una retorica che viene fatta sulle donne vittime di violenza. Questo crea una violenza che fa ancora più male di quella fisica: non essere credute, non dare valore alla sofferenza. Noi vogliamo far capire alle persone che non devono giudicare le vittime, ma far sì che vengano credute”.

Non vergognatevi di chiedere aiuto davanti a una forma di violenza. La vittima non è colpevole

Tra le cose che le donne possono fare per prevenire una situazione di violenza in strada c’è innanzitutto di rimanere sempre in luoghi frequentati, uscire se si è da sole in orari dove la luce è ancora presente e se si vogliono usare le cuffiette per ascoltare la musica, tenerne indosso una sola in modo tale da sentire i rumori esterni o se qualcuno si avvicina. È poi un gesto prudente quello di avere il cellulare sempre a portata di mano, avere un numero da chiamare (come prima cosa sempre meglio il 112) e provare sempre a chiedere aiuto. 
Claudia Malerbi dona infine un consiglio a tutte le donne: “Non vergognatevi di chiedere aiuto davanti a una qualsiasi forma di violenza. La vittima non è colpevole.  Spesso alle ragazze più giovani diciamo di non aver timore di parlare con i genitori e, se con loro non se la sentono, di farlo magari anche con insegnanti o amiche. A tutti dico di aiutare una persona se vedete che è in difficoltà e non smettete mai di sensibilizzare gli altri”.


DONNEXSTRADA

L’Associazione intende migliorare la sicurezza in strada delle donne, prevenire comportamenti violenti attraverso la rieducazione, favorire lo sviluppo di una rete di sostegno locale, prevenire il disagio psichico e aumentare il benessere e la qualità della vita.

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