“LE BARRICATE DELL’ANIMA”, IL RETROSCENA DELLA LIBERTÀ

Arte&Cultura

di LAURA ZORZI “Qualsiasi opera d’arte nasce con un’intenzione comunicativa, dietro ad ognuna c’è una storia e si tratta di macchine di divulgazione potentissime”. E proprio a partire da un’opera, La libertà che guida il popolo, e dal suo artefice, Eugène Delacroix,  Anna Adami ha scritto Le barricate dell’anima”, un racconto incentrato sulla narrazione della storia di un dipinto, o meglio dietro un dipinto, scritto in modo lineare ma decisamente creativo.

La premiazione al Palazzo Comunale, il 4 novembre 2022

Così brillante da classificarsi  al primo posto del premio letterario “Città di Cremona”, organizzato anche nel 2022 dalla casa editrice Cremonabooks e dall’associazione Lo Studiolo, con una giuria presidiata da Raffaella Barbierato (direttrice della Biblioteca Statale di Cremona ed insegnante laureata in Musicologia). Si tratta della seconda edizione del concorso e la premiazione dei libri vincitori (uno per la categoria under 35 e un altro per gli studenti) è avvenuta venerdì 4 novembre presso il Palazzo Comunale.

Dopo l’assegnazione da parte degli organizzatori  il tema generale della “libertà” ai partecipanti della gara, la vincitrice ha basato tutta la sua narrazione sul quadro a suo modo di vedere più rappresentativo di quel valore. Anna Adami è dal 2022 docente di arte presso il Liceo Vida e da tempo una guida turistica della città di Cremona. Laureata in Archeologia e Storia dell’arte, lingue straniere, musica, è autrice anche di vari saggi e articoli dedicati al mondo della cultura, ma non si era mai affacciata alla scrittura creativa in prosa ed è stata spinta a farlo da una sua cara amica: “Difficoltà davanti alla pagina bianca? Una volta trovato il gancio del dipinto mi è bastato sfogliare del materiale sul quadro e sulla sua storia per “aprirmi” la fantasia. L’ho scritto velocemente, senza blocchi, e poi l’ho lasciato qualche giorno per riguardarlo poi a freddo e fare le mie correzioni”.

Eugène Delacroix, La Liberté guidant le peuple (28 juillet 1830), Museo del Louvre

Il celebre dipinto si può considerare la prima grande opera figurativa che rappresenta la passione politica del popolo e della borghesia francese e ritrae la rivolta del luglio 1830. Delacroix raffigura una folla di rivoltosi che avanza, guidata da una donna, Marianne, che sventola in alto il tricolore francese ed è la personificazione della Francia e l’emblema della libertà. Il dipinto, conservato oggi nel Museo del Louvre, fa riferimento alle tre gloriose giornate del 1830, quando i parigini insorsero dal 27 al 29 luglio  contro l’autorità del re Carlo X di Borbone. Nella rivolta alzarono le barricate nelle strade di Parigi vincendo contro l’oppressione a cui erano stati costretti, per instaurare una nuova monarchia a capo di Luigi Filippo.Il titolo del racconto si collega direttamente a quello originale dell’opera, “Scene da barricate”, come spiega direttamente la stessa professoressa Adami: “Lo stimolo di ribellione viene interiorizzato da Delacroix  e l’artista, al posto di prendere fisicamente in mano la armi per combattere, decide di dare il suo contributo attraverso le proprie abilità pittoriche, ed è per questo che ho deciso di introdurre il concetto dell’anima, al quale sono sempre stata particolarmente legata”. La scrittrice si è immaginata il “dietro le quinte” dell’opera in cui Delacroix, una mattina nel suo studio appena sveglio, sente le grida della battaglia e decide di scendere in strada incontrando vari personaggi che partecipano alla ribellione che la notte successiva l’artista elabora nel proprio sogno e inserisce nel celebre dipinto, concluso pochi mesi dopo la rivoluzione di luglio. “Un insegnamento dietro il mio racconto? No,  mi sembra troppo ambizioso. Ho pensato solo che sempre le opere d’arte nascono con un’intenzione comunicativa e quindi sapere che dietro ogni opera d’arte c’è dietro una storia e che la possiamo apprezzare fino in fondo se sappiamo qual era l’intenzione di chi l’ha realizzata, cosa voleva effettivamente dire, al di là del soggetto. Penso che l’arte e gli artisti siano macchine di comunicazione potentissime”.

Penso che l’arte e gli artisti siano macchine di comunicazione potentissime

Partendo dal fatto che questo concorso fosse rivolto sia agli under 35 che agli studenti (categoria in cui la vincitrice è stata Elena Mignoni del Liceo Manin con “L’usignolo e lo sparviero”), abbiamo chiesto alla prof.ssa Adami un consiglio per i giovani che si affacciano al mondo della scrittura. Il suggerimento è stato di non fermarsi mai e di non farsi scoraggiare, ma di seguire l’istinto e il bisogno della scrittura, definita “una passione che va annaffiata e pian piano coltivata per farla crescere e che ovviamente si può sempre migliorare. Anche se non ci si sente particolarmente talentuosi o dotati, la scrittura è qualcosa che si può addomesticare”. 

Scrivere, per Anna Adami, è stato sempre terapeutico perché considerato un gesto per sé che l’ha aiutata anche nell’adolescenza. Con questo lavoro e questo riconoscimento, la docente del Vida si propone non solo come esperta di storia dell’arte, ma anche come una grande promotrice della scrittura e crede particolarmente nei piccoli racconti che secondo lei potrebbero avere sempre più successo in questi anni grazie all’ottica breve e riassuntiva che i media, i social e anche le notizie, soprattutto digitali, stanno assumendo.

Anna Adami nei panni di guida turistica

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