#TOGETHERED, PER UN NUOVO RISPETTO DELLA DONNA

FuoriLiceo

In occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, la redazione di Terza Pagina ha deciso di dedicare una mini inchiesta in due articoli a questo importante argomento: OGGI COME IERI “…QUESTO NON È AMORE” e #TOGETHERED, PER UN NUOVO RISPETTO DELLA DONNA

di EMMA GEROLDI – “I care, we care” è un progetto ideato da un gruppo di avvocati che hanno frequentato un corso di alta formazione giuridica in materia di diritti umani, sulla prevenzione e la lotta alla violenza “di genere”. Ne fa parte l’avvocato cremonese Stella Abbamonte, tra i fondatori di questa associazione: “Sono stata selezionata insieme a un gruppo di 30 avvocati in tutta Italia per seguire un corso riguardanti le leggi a tutela delle vittime di violenza contro le donne, organizzato dal Consiglio d’Europa. Nell’ambito di questo corso online, nel quale noi di fatto non ci siamo mai incontrati, alla fine ci siamo chiesti, siccome ci rendevamo conto che c’è questo clima di crescente violenza, cosa avremmo potuto fare. Tutti, più o meno,  ci occupiamo di aspetti della violenza, chi di quella contro le donne, chi contro minori, chi di  problemi legati all’immigrazione. Avendo tutte queste esperienze abbiamo deciso di creare un programma per le scuole che poi è cresciuto ed è diventata la nostra associazione”. 

L’avv. Stella Abbamonte

Cremona non viene risparmiata dai casi di violenza sulle donne, se ne sono registrati anche di molto gravi: femminicidi, ad opera sia di cittadini stranieri sia di cittadini italiani, reati come violenza domestica e stalking. La differenza rispetto ad altre realtà si basa su un apparato giudiziario che funziona bene: “A mio avviso la differenza sta che tutto sommato abbiamo un apparato giudiziario che funziona bene e anche le forze dell’ordine presenti sul territorio sono un punto di forza; questo ci consente talvolta di poter prevenire gli effetti più gravi, che talvolta purtroppo accadono comunque. Riguardo al mondo dell’immigrazione, poi, c’è il triste fenomeno della tratta che, soprattutto per le donne, è una piaga sociale presente nelle nostre zone”.  

Casi di questo genere nei confronti delle donne si moltiplicano sempre di più e il problema sta nell’educazione maschile, ma anche in quella femminile. “Io ritengo che ci sia un problema quanto di educazione maschile quanto di educazione femminile,”, spiega l’avvocato Abbamonte, ”ed è per questo che come associazione quando andiamo nelle scuole cerchiamo di proporre un’educazione che sia rivolta sia agli uomini che alle donne. Perché è vero che gli uomini devono imparare ad avere rispetto delle donne, ma le donne devono imparare ad avere rispetto di se stesse. Perciò entrambi in realtà devono imparare a uscire da certi stereotipi: anche noi donne purtroppo siamo ingabbiate in stereotipi che ci inducono a pensare che certe cose sia giusto tollerarle”.

Anche noi donne siamo ingabbiate in stereotipi che ci inducono a pensare che certe cose sia giusto tollerarle

Avv. Stella Abbamonte

Secondo lei le donne potrebbero avere anche una tendenza eccessiva verso il vittimismo? “Non necessariamente verso il vittimismo, è un discorso molto complesso: semplicemente a volte le donne tendono ad accettare determinate situazioni perché le ritengono normali. Direi quindi che non hanno consapevolezza del fatto che alcune situazioni non siano corrette o siano per loro lesive: spesso molte donne si trovano in situazioni per cui fanno fatica, pur magari rendendosene conto, ad affrancarsi da situazioni di violenza. Una cosa fondamentale da sottolineare è che si pensa magari che la violenza contro le donne riguardi solo donne di fascia sia culturale che economica più povera, invece la violenza tocca tutti i tipi di donne in ogni contesto sociale, economico e di razza”.

Può essere un buon metodo educare sia ragazzi che ragazze delle superiori, cominciare da quella fascia di età? “Io posso dire quello che vorremmo fare noi come Associazione: noi vorremmo iniziare sin dalla prima elementare. È   giusto che il rispetto venga insegnato fin da piccoli, perché se cominci a parlare di certe cose a dei ragazzi magari già grandi, per certi aspetti è già troppo tardi: sono già cresciuti con determinati stereotipi, con una determinata forma mentale che gli ha insegnato, inconsciamente, che la bambina non può giocare a calcio o cose sciocche di questo genere. In questo senso vorremmo preparare un programma di educazione da proporre al MIUR che parta proprio dalle elementari”.

L’associazione di cui fa parte l’avvocato Abbamonte, “I care, We care”, organizza il 25 novembre 2022 alle ore 14.30  in Piazza del Comune, un flash mob. Dove invita tutti, soprattutto uomini e ragazzi  per proporre idee nuove, per esprimere la volontà di costruire una realtà nella quale donne e uomini hanno il medesimo obiettivo: realizzare un mondo basato sul reciproco rispetto. L’associazione ha chiesto a tutti di indossare un simbolo solitamente femminile, le scarpe rosse. Le scarpe rosse vennero utilizzate per la prima volta dall’artista Elina Chauvet come simbolo per non dimenticare le donne vittime di violenza.

La campagna si articolerà in due modi: un evento di piazza alla presenza delle associazioni sportive locali e di tutti coloro che vorranno aderire, compresi gli studenti, e un evento social rivolto a tutti, dove si invita a postare foto indossando scarpe rosse e utilizzando l’hashtag #TOGETHERED: due distinti passi verso un’ importante rivoluzione, quella della valorizzazione del ruolo degli uomini nel contrasto alla violenza contro le donne. 

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