OGGI COME IERI “…QUESTO NON È AMORE”

FuoriLiceo

In occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, la redazione di Terza Pagina ha deciso di dedicare una mini inchiesta in due articoli a questo importante argomento: OGGI COME IERI “…QUESTO NON È AMORE” e #TOGETHERED, PER UN NUOVO RISPETTO DELLA DONNA

di EMMA GEROLDI – Desirée Mariottini è una ragazza di 16 anni (e tale rimarrà per sempre) morta nella notte tra il 18 e il 19 ottobre del 2018 a causa di un mix di droghe, dopo essere stata abusata in un immobile abbandonato di via dei Lucani nel quartiere San Lorenzo nella capitale.
Dalle indagini si apprese che il giorno precedente, un mercoledì, la giovane originaria di Cisterna di Latina aveva telefonato alla nonna per riferirle di non poter ritornare a casa poiché aveva perso l’autobus, dunque sarebbe rimasta a dormire da un’amica.

Desirée Mariottini e un murales a lei dedicato a Roma (da Il Messaggero)

Da allora i parenti non ebbero più notizie di lei, fino al drammatico ritrovamento.‍‍ Gli esami autoptici rivelarono che la giovane fu violentata da più persone all’interno di quello. Nel corso dello stupro aveva provato a sottrarsi dalla morsa dei propri aguzzini, fin quando non aveva perso coscienza.‍ Il decesso era avvenuto più tardi durante la notte per una grave insufficienza cardiorespiratoria, presumibilmente innescata da dagli stupefacenti assunti, oltre alla violenza fisica subita.‍ Dopo giorni di investigazioni, il successivo 25 ottobre, la Procura di Roma chiese e ottenne l’arresto per Mamadou Gara, 26 anni, Brian Minthe, 43 anni e Alinno Chima, 46 anni. I primi due originari del Senegal, l’altro proveniente dalla Nigeria. Il 21 novembre 2022 la Corte d’Appello di Roma ha confermato gli ergastoli a Gara e Salia, nonché le condanne a 27 e 24 anni di reclusione per Chima e Minthe.‍
Il nome di Desirée Mariottini ora è inciso su una pietra d’inciampo in travertino bianco ai piedi delle scale di Piazza degli Angeli nel borgo storico di Cisterna di Latina. Il luogo, denominato “Scalinata degli Angeli”, è dedicato al ricordo della sua scomparsa e presenta anche i nomi di altre vittime di femminicidio originarie della stessa cittadina in provincia di Latina.‍‍‍

Le sorelle Mirabal

Quello di Desirée fu un caso accompagnato da grande eco mediatica, ma quelli simili al suo sono molto più numerosi di quanto l’opinione pubblica pensi. Ogni tre giorni, infatti, in Italia una donna muore perché vittima di violenza. I dati del Ministero dell’Interno in questo 2022, fino al 20 novembre, parlano di 273 omicidi registrati, con 104 vittime donne, di cui 88 uccise in ambito familiare-affettivo; di queste, 52 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex. Il 25 novembre si celebra la giornata contro la violenza sulle donne: una data importante, anche se un tema così grande non può essere limitato a una sola giornata di approfondimento. È giusto ricordare le vittime, ma bisogna pensare a ciò che si è fatto e a ciò che bisogna ancora fare.

Ma perchè proprio questa data? Il 25 novembre è stato scelto dall’ONU non a caso: ricorre infatti l’anniversario dell’assassinio delle sorelle Mirabal, tre coraggiose donne rivoluzionarie, che furono massacrate nel 1960 nel tragitto che le conduceva al carcere dove erano tenuti prigionieri i loro mariti. La trentennale dittatura di Trujillo nella Repubblica Dominicana viene considerata una delle più dure dell’America Latina: dal 1930 al 1960 si calcola che furono uccise più di 50.000 persone. Le sorelle Mirabal provenivano da una famiglia benestante che era stata espropriata dei suoi beni dal regime; erano donne colte e decisero di organizzarsi per combattere contro le atrocità commesse da Trujillo. Insieme ai loro mariti diedero vita al “Movimento 14 giugno”, gruppo politico di opposizione clandestina che prese piede in tutto il paese. Ma i membri che ne facevano parte vennero perseguitati e molti incarcerati, comprese le sorelle Mirabal e i loro coniugi. Le donne furono poi liberate, ma uccise brutalmente in un agguato.

Anche Cremona si unisce alle manifestazioni e alle iniziative del resto d’Italia. Il 25 novembre in Piazza del Comune alle 14.30, si terrà un flash mob caratterizzato dall’hashtag #TOGETHERED, in cui uomini e donne sono invitati a partecipare indossando delle scarpe rosse.

La stessa mattina alle ore 10 presso l’istituto di istruzione superiore “Janello Torriani” si svolgerà un incontro indirizzato a tutti gli studenti degli istituti superiori della città che sarà moderato dalla Consigliera di parità della Provincia di cremona, l’avv.to Cristina Pugnoli. All’incontro interverranno anche il Commissario Capo della Polizia di Stato Dr.ssa Claudia Vismara, Vice Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Cremona; la Dr.ssa Antonella Capelli, Direttrice del Pronto Soccorso dell’Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore; la Dott.ssa Maria Rosaria Lombardo, assistente sociale del consultorio di Cremona; Avv. Elena Guerreschi, Presidente di A.I.D.A. O.D.V. di Cremona; e la Dr.ssa Fernanda Werner, psicologa, socia fondatrice dell’Associazione “Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti APS – Sezione di Cremona”.

Lo scopo di questa giornata è di aumentare la consapevolezza nel mondo che le donne sono soggette a stupri, violenze domestiche e altre forme di violenza e segna anche l’inizio dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women’s Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.
In molti paesi, come l’Italia, il colore di questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio. L’idea è nata da un’installazione dell’artista messicana Elina Chauvet, Zapatos Rojos, realizzata nel 2009 in una piazza di Ciudad Juarez, e ispirata all’omicidio della sorella per mano del marito e alle centinaia di donne rapite, stuprate e assassinate in questa città di frontiera nel nord del Messico, nodo del mercato della droga e degli esseri umani. L’installazione è stata replicata successivamente in moltissimi paesi del mondo, fra cui Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada, Spagna e Italia. La campagna in Italia viene in particolar modo portata avanti dal Centro antiviolenza e dalle Associazioni di donne impegnate nell’ambito della Violenza contro le donne.

Lo striscione per la giornata contro la violenza sulle donne su uno dei balconi della sede del Comune di C.so Vittorio Emanuele a Cremona

https://www.icarewecare.it/

https://www.centrouominimaltrattanti.org/page.php?sede_di_cremona

TGCOM24: Omicidio Desiree, confermate 4 condanne

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