SEMPRE DEGNA DI ESSERE VISSUTA: LA DAT E UNA RIFLESSIONE SULLA VITA

Tra i banchi

di EMMA GEROLDI – Quando sul nostro cammino incrociamo la malattia, sia che riguardi noi stessi sia nostri cari o conoscenti, sorge l’esigenza di saperne di più: Vidas è un’associazione che da quasi quarant’anni cerca di dare tutte le informazioni di cui ha bisogno sull’assistenza ai malati, le cure palliative, il biotestamento. Ma anche sulla possibilità di donare, per un sostegno più consapevole. Fin dal 1985, VIDAS ha fatto della riflessione sulle tematiche esistenziali e sociali una parte fondamentale del suo operato. 

Vidas difende il diritto del malato a essere curato, anche quando non può più guarire, perché finché c’è vita sia la miglior vita possibile

Vidas difende il diritto del malato a essere curato, anche quando non può più guarire, perché finché c’è vita sia la miglior vita possibile”: come riassume lo slogan sul sito dell’associazione, la sua missione principale è quella di evitare al malato che non può più guarire di essere lasciato solo e di dare supporto a lui e alla sua famiglia attraverso la cura del dolore, un sostegno psicologico e l’assistenza domiciliare gratuita. Tutto questo è reso possibile grazie all’intervento di 7 équipe socio-sanitarie, formate da figure professionali tutte specializzate in cure palliative: 70 tra medici, fisioterapisti, psicologi, infermieri, logopedisti e assistenti sociali affiancati da 140 volontari selezionati. Un percorso che dura da quasi 40 anni accanto a chi soffre: anziani, adulti e dal 2015 anche bambini. Per loro nel 2019 è stata inaugurata Casa Sollievo Bimbi, primo hospice pediatrico della Lombardia per l’accoglienza di minori gravemente malati e il sostegno alle famiglie. Risale invece al 2006 l’apertura dell’hospice per adulti nato con il sostegno dell’allora sindaco di Milano Gabriele Albertini e di numerosi testimonial come Franco Baresi, Lella Costa, Carla Fracci ed Enrico Ruggeri. Insieme a loro, sono oltre 40.000 i donatori che hanno scelto di sostenere VIDAS perché credono nell’importanza della sua missione di umanità e dignità. Ed è grazie alla generosità e alle donazioni di queste persone che ogni anno il servizio raggiunge oltre 2.000 malati e le loro famiglie, garantendo oltre 70.000 giornate di assistenza.

Dal sito dell’associazione www.vidas.it

L’attività di sensibilizzazione e divulgazione di Vidas muove dai temi cari alla nostra attività, ma si estende anche a riflessioni di più ampio spettro, su grandi temi quale il vivere e il morire. L’associazione cerca con le proprie opere di riflettere e testimoniare alcuni valori fondamentali dell’uomo: il pensare e l’agire disinteressato, il rigore, l’altruismo, la disponibilità alla condivisione, la difesa dei diritti primari e della libertà altrui non meno della propria. Così definisce una serie di principi che ci guidano in ogni decisione (di tipo assistenziale, gestionale, organizzativa): il primo è la gratuità dell’assistenza al malato che garantisce il diritto alle cure per tutti. Vidas promuove questo messaggio anche attraverso il progetto “Il DIRITTO DI SCEGLIERE. Essere consapevoli, essere liberi, un confronto sull’esistenza, sulla consapevolezza e sulla libertà di scelta che, a partire dalla Legge 219/17 sul biotestamento, accompagna gli studenti della scuola secondaria di secondo grado in un percorso di educazione civica aperto a riflessioni in ambito filosofico, letterario e storico. Il progetto chiama in campo la Costituzione e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, a tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona. 

Ma cosa si intende esattamente per “biotestamento”? La legge 219/17 stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte può, attraverso le DAT , esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. La Dichiarazione Anticipata di Trattamento è un vero e proprio testamento biologico, un documento firmato anticipatamente che dà la possibilità ad un cittadino italiano che dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte anche nella consapevolezza che la sua scelta possa accelerare la fine della propria esistenza. Nel documento è indicata anche una persona di sua fiducia, un «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere. L’accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo, che è allegato al fascicolo.

Questo è quello su cui hanno lavorato i ragazzi della 3 Alis del Liceo Vida, accompagnati dalla professoressa di Diritto ed Economia dello Sport Anna Biazzi e da, un educatore Vidas. La prima fase dell’incontro è stata dedicata a far entrare  entrare in contatto i ragazzi con la complessità di un tema che tocca aspetti sensibili di natura etica, per sviluppare capacità di analisi, comprensione e contestualizzazione della normativa.

In un secondo momento la classe è stata divisa in due gruppi e a ciascuno è stato assegnato un caso da argomentare poi in 3 minuti all’educatore e al gruppo avversario che poteva contestare l’ argomentazione e sostenere la propria per farla risultare vincente. I casi analizzati obbligava gli studenti ad immergersi dapprima nel punto di vista del paziente poi nel punto di vista del medico. I ragazzi hanno così potuto ragionare insieme e imparare a discutere civilmente ascoltando tutti l’opinione di tutti.

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