GIORNATA DEL CANE GUIDA: SERVE FARE DI PIÙ

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di VINCENZO PAOLO SANTELIA – L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) istituì, il 16 ottobre 2006, la Giornata del Cane Guida, giunta quest’anno alla diciassettesima edizione. Lo scopo, come dichiarato dalla presidente della sezione cremonese dell’UICI, Flavia Tozzi, è quello di “sensibilizzare la cittadinanza e le Istituzioni pubbliche sull’importanza vitale che il cane guida riveste per tutte le persone prive di vista che si affidano a questi preziosi animali per muoversi in autonomia e in sicurezza”. Un’opera di sensibilizzazione che è ancora ben lungi dall’essere terminata e che oggi, nella giornata dedicata, è importante rilanciare. 

Chi ha la fortuna di vivere la bellissima esperienza di convivenza con un animale d’affezione impara presto a sperimentare il profondo legame di grande fiducia e complicità che si viene a creare”, spiega la presidente, “Per un cane, di qualunque taglia o razza, è quasi sempre istintivo sviluppare un senso di protezione nei confronti della persona a cui si affeziona”. E ciò che descrive Tozzi (cieca fin dalla nascita), vissuto in prima persona a partire dall’infanzia con un bastardino randagio di nome Rintin, avviene anche nelle famiglie chiamate ad “addestrare” i cuccioli a svolgere i compiti di un cane guida. Infatti i cuccioli, prevalentemente di razza labrador o golden retriever, scelti per la loro indole mite e socievole, vengono assegnati a famiglie affidatarie, che li allevano fino a circa un anno di vita. Una volta adulto, il cane viene avviato al vero e proprio addestramento. Uno dei centri più importanti del nord Italia è quello gestito dai Lions a Limbiate (Mi), dove 15 dipendenti (tra cui 8 addestratori) si occupano della cura e della formazione del cane che verrà poi affidato gratuitamente al suo accompagnatore non vedente.

Il percorso di formazione dura circa sei mesi, nel corso dei quali il cane guida viene preparato ad affrontare percorsi urbani ricostruiti all’interno del centro di addestramento e assaggia anche la realtà di strada, con i suoi suoni, odori, ostacoli, imprevisti,… Si tratta di una “scuola” fondamentale perché il cane possa poi svolgere adeguatamente il suo importantissimo lavoro per l’intera vita. Ma è anche una scuola costosa, che non grava sulle spalle del non vedente, ma che richiede spese e investimenti, e dunque la generosità di tanti (come donare: leggi qui) “Il ruolo svolto dal cane guida nella vita di una persona non vedente (…) è soprattutto quello di ridarle quella fiducia e autostima che la condizione di cecità spesso si porta via. Ma non solo, a volte è un ottimo motivo di socializzazione e una scusa per incontrare persone ed instaurare nuove amicizie e relazioni, cosa spesso assai difficile per un cieco, se non è in grado di uscire di casa da solo”. Tale compito non è esente comunque da rischi, sia per l’accompagnatore che per l’accompagnato: infatti un cane guida tende a distrarsi, soprattutto quando viene distolta la sua attenzione e in particolare quando ciò avviene con la forza, ad esempio strattonando il guinzaglio. Tale condotta è fortemente sconsigliata da un decalogo di condotta di fronte ad un cane guida.

Celebrazioni per la “Giornata nazionale del cane guida” allo Stadio Zini; la terza da destra è la presidente della sezione cremonese dell’UICI, Flavia Tozzi.

Davanti a un così nobile obiettivo, è difficilmente ignorabile il dispiacere della presidente di fronte all’assenza di spazio dato a questi fidati accompagnatori proprio durante il Pets Festival, che si terrà proprio il prossimo weekend a Cremona Fiere in onore di tutti i nostri amici a quattro zampe. Nonostante la presenza di normative riguardanti cani guida (come  la legge 14 Febbraio 1974 n.37, la legge 25 Agosto 1988 N.376 e infine la legge 8 Febbraio 2006 n. 60) è evidentemente necessario un ulteriore lavoro di sensibilizzazione su un tema così delicato e così fondamentale.


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