SOLE DI SETTEMBRE? MEGLIO NON ABBASSARE LA GUARDIA

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di ALICE QUATTRONE – L’estate è sinonimo di caldo, mare, vacanze…ma soprattutto tante scottature. Quel rosso acceso che spopola sulle spiagge italiane fa spesso sorridere mentre si manifesta nelle sue forme e sfumature più svariate, purtroppo però cela in profondità grandi rischi che vengono il più delle volte sottovalutati o del tutto ignorati. Infatti mentre si mostra il segno del costume, orgogliosi di essere stati sotto al sole, sperando che l’abbronzatura resti con noi a lungo, la nostra pelle grida aiuto.

E se è vero che l’inizio della scuola ormai incombe, per i fortunati che viaggiano a settembre è meglio non sottovalutare le insidie del sole.

Edoardo Guzzeloni, medico specializzato in dermatologia, ci spiega che molte abitudini e credenze su questo argomento sono sbagliate e profondamente rischiose per la salute, prima tra queste la tanoressia. Quest’ultima infatti è la ormai diffusa “mania dell’abbronzatura”, forse la causa principale delle grandi scottature cutanee, che deriva da un’eccessiva esposizione ai raggi UV. 

Non bisogna certamente demonizzare il sole”, afferma Guzzeloni, “ma raccomanderei di evitare la “tanoressia” in quanto è particolarmente rischiosa. Il sole senza dubbio fa bene perchè contribuisce ad evitare l’osteoporosi nel sesso femminile, ma bisogna considerare che bastano pochi minuti al giorno di esposizione solare per convertire la necessaria quantità di vitamina D”.

Non è quindi essenziale sdraiarsi per ore sul lettino sotto il sole rovente per sistemare i valori di vitamine nel sangue, anzi, questo comportamento porta più pericoli che benefici. “I rischi di una prolungata esposizione ai raggi UV sono molteplici”, continua il dermatologo cremonese, “e dipendono non solo dalla esposizione eccessiva nel breve tempo, quella per intendersi che provoca vere e proprie scottature solari (flittene, ustione), ma anche alla esposizione cumulativa nel tempo. I raggi UV devono essere considerati dei veri e propri fattori cancerogenetici, che incidono di più naturalmente se i soggetti esposti sono di fototipo chiaro. Si va così dal semplice invecchiamento cutaneo precoce a vere e proprie precancerosi, fino ai tumori cutanei più comuni”.

Probabilmente molte persone desiderano raggiungere il “colorito ideale”, ma non tutti per questo sono disposti ad avere rughe prima del dovuto. Purtroppo però i segni del tempo non sono nulla in confronto alle più drammatiche conseguenze a cui si può andare incontro.

Meritano infatti un discorso a parte i melanomi”, prosegue il dottor Guzzeloni, “sicuramente provocati dai danni diretti degli UV al DNA, che hanno elevata malignità se non presi in tempo. Secondo l’ AIOM, società italiana di oncologia medica, sono i tumori maligni che negli ultimi anni hanno avuto il maggior incremento medio annuo, che va dal 7 al 9% a seconda del sesso e della fascia di età. E’ una delle poche neoplasie che tende ad aumentare, insieme a quella del cancro ai polmoni nelle donne. Per dare qualche numero, il Registro Tumori riferisce di 2065 decessi in Italia nel 2017 per melanoma”.

Infine un mezzo che permette di godersi il sole d’estate (e di settembre), prevenendone i rischi, è sicuramente la crema solare, invano tanto odiata. “L’antisole va messo ogni 2 o 3 ore per scongiurare i raggi UV che passano anche attraverso l’ombrellone. Consiglierei sempre fattori elevati o molto elevati (50+, 100+) specialmente nei bambini e negli anziani”.

Per coloro invece che vogliono a tutti i costi una pelle di ebano, anche ricorrrendo agli autoabbronzanti, non ci sono particolari controindicazioni. “Basta ricordarsi che è una abbronzatura artificiale, un “camouflage” e che pertanto non protegge come quella naturale”, conclude il dottor Guzzeloni, che invita a riscoprire un rapporto salutare con il sole e la nostra pelle, consapevoli dei rischi, più o meno gravi, a cui non raramente si può andare incontro.

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