PROFESSIONE ARBITRO, TRA CRISI DI VOCAZIONI E RILANCIO

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di FILIPPO GIAZZI – Nel corso di due anni di pandemia molte dinamiche del vivere quotidiano sono state stravolte. Progetti, idee, cambiamenti verso il rinnovamento e propositi per il futuro si sono spesso persi nel tempo, disgregati di fronte alle influenze negative e alle difficoltà legate alla lontananza e alla divisione. 

Anche un settore prolifico e con una base solida come quello calcistico ha mostrato crepe profonde e significative. Ad aver riportato più danni è sicuramente stato il calcio di provincia, non solo per quanto riguarda il benessere delle società , ma anche per l’equilibrio dei giocatori, dai bambini fino agli adulti, senza dimenticare un ruolo fondamentale cui spesso non viene attribuito il giusto peso, ma che è stato anch’esso intaccato negativamente da questa situazione: quello degli arbitri. 

Il calcio provinciale cremonese ha iniziato la stagione tra alti e bassi a causa della mancanza effettiva di direttori di gara. “Il momento di crisi maggiore” – sostiene Gianmario Marinoni, presidente della Federazione Arbitri di Cremona – “è stato durante il coronavirus: tutte le attività sportive erano ferme e molti hanno sofferto il lungo stop. Inoltre la disincentivazione e la rassegnazione hanno creato un grave deficit a livello numerico”.

Soprattutto nei mesi di settembre e ottobre si è dovuto ricorrere alla riprogrammazione del calendario di alcune partite delle categorie dei giovanissimi Under 15 e degli allievi Under 17 in giorni infra-settimanali, così da permettere la rotazione degli arbitri disponibili e non lasciare nessuna gara scoperta. Il peggio è però passato con l’inizio del girone di ritorno grazie al corso autunnale di formazione alla professione arbitrale tenuto nella sede Aia di Cremona (della durata di due/tre mesi), seguito dal medesimo corso anche nel periodo primaverile. Questa attività di reclutamento ha portato una ventata d’aria fresca con una ventina di nuovi aspiranti arbitri che sono stati linfa vitale per consentire il regolare svolgimento del campionato e per permettere l’integrazione di un organico di circa 120 arbitri a fronte di eventuali problemi legati alle  positività al coronavirus. 

Un fattore altrettanto importante che ha consentito la ripresa dell’attività arbitrale è stato poi l’entusiasmo portato dalla salita della Cremonese in Serie A. “La Cremonese nella massima serie è un trampolino di rilancio che gioverà sia al calcio giovanile sia al mondo arbitrale di Cremona”, ha aggiunto Marinoni, spiegando che sono infatti già otto i nuovi iscritti che l’anno 2022/2023 si impegneranno per diventare gli arbitri in un futuro che sembra avere nuovamente delle buone aspettative.

Il tesserino da arbitro permette di vivere il mondo del calcio a 360 gradi: consente infatti lo studio da vicino di tantissimi giocatori, tattiche e stili di gioco differenti, inoltre garantisce la possibilità di poter entrare gratuitamente in tutti gli stadi d’Italia e vivere le competizioni di Serie C, Serie B e di Serie A minuto per minuto e direttamente dal vivo. Infine agli arbitri è riconosciuto un rimborso spese per gli spostamenti per arrivare ai campi di gioco.

Un’altra grande novità introdotta durante l’anno appena trascorso a fronte delle problematiche legate alla pandemia è la possibilità che alcuni giocatori dell’età che va principalmente dai 14 ai 17 anni possano conseguire il tesserino da arbitro e quindi poter seguire match che ovviamente non vedano presente la squadra nella quale militano.

Noi della Associazione Arbitri di Cremona” -conclude Marinoni- “ci aspettiamo un nuovo anno ricco di iscritti contraddistinto dalla magia e dalla passione che solo il calcio riesce a creare”.

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