LA SCUOLA È FINITA, PENSIAMO LA SCUOLA DI DOMANI

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di REDAZIONE – Le lezioni sono finite da quasi un mese, ma la scuola intesa come organizzazione e luogo di pensiero e riflessione non si ferma nemmeno nel periodo estivo dove, anzi, si guarda al nuovo anno. E anche più in là: è infatti alla scuola del futuro che è stato dedicato l’ultimo speciale di Riflessi Magazine, la rivista online della Diocesi di Cremona. Uno speciale nato dalla consapevolezza, nel mondo scolastico ma anche in quello esterno, di affrontare un periodo delicato, in cui va ricercato un equilibrio tra una normalità che abbiamo tanto ricercato e un cambiamento che è stato inevitabile. Ospiti della trasmissione il prof. Pierpaolo Triani, coordinatore del corso di formazione primaria dell’UniCatt Piacenza, e  Anna Pozzi, maestra della scuola Sacra Famiglia di Cremona. Il confronto è partito proprio dalle strategie da utilizzare in questo tempo così contrastato.

Anna Pozzi e il prof. Pierpaolo Triani (Foto: P. Mazzini/TRC)

Riconoscendo che questo è un tempo prezioso” -ha esordito Triani- “perché questi due anni ci hanno insegnato quanto sia importante la scuola: per le famiglie, per i bambini soprattutto…questi due anni ci hanno insegnato come la scuola richieda progettualità e passione educativa: abbiamo capito che insegnare è ben di più che parlare davanti a qualcuno, ma è creare contesti, costruire relazioni. ora si tratta non di ripristinare quello che c’era, ma di costruire il “nuovo”, che non vuol dire completa novità, ma rimettere al centro i fondamentali: il bambino è capace di imparare, gli adulti di accompagnare”.

Anna Pozzi, fresca di ingresso nel mondo scolastico, ha raccontato che tipo di scuola ha trovato, paragonando poi il tirocinio durante l’università alla realtà lavorativa.

Ho trovato una scuola che sta cercando di adattarsi a questa fase di transizione, che sta cercando le risorse per far fronte a questo periodo. tante maestre con cui mi confronto mi dicono che i bambini sono diversi, che i tempi di concentrazione sono cambiati e perciò la scuola com’era anni fa non riesce più a rispondere a queste nuove esigenze. Quali? Fare tanta esperienza: vedo alle elementari che tante parole non servono, serve esperienza umana e didattica”.

Nel corso dello speciale è stato poi presentato con un servizio il nascente corso di laurea magistrale  in formazione primaria dell’Università Cattolica di Piacenza, illustrato dal preside della Facoltà di Scienze della Formazione, prof. Domenico Simeone, e approfondito dagli ospiti in studio.

E se in università si formano i maestri e i docenti della scuola che sarà, c’è una scuola del presente che opera e agisce, spesso guardando al futuro. è il caso delle scuole della Coop. Cittanova, rappresentate dalla dirigente Roberta Balzarini.

La scuola funziona laddove c’è una forte lettura della realtà e la capacità di dare agli studenti, dai più piccoli ai più grandi, degli strumenti per muoversi nella realtà odierna. Giovare alla scoperta, rendere i bambini protagonisti e consapevoli del cammino, dando loro anche i giusti tempi: è importante che questa frenesia che c’è nel mondo adulto sia in qualche modo rallentata rispetto a un tempo scolastico dove i tempi di apprendimento siano calibrati, perché ogni bimbo è un unicum”.

Pozzi, Triani e, nel monitor, la dirigente delle Scuole della Diocesi Roberta Balzarini (Foto: P. Mazzini/TRC)

Tempi di concentrazione, rapporto con la tecnologia, salto generazionale: secondo la dirigente delle Scuole della Diocesi (nonché preside del Liceo Vida) non si può pensare di costruire le fondamenta dell’istruzione con le stesse modalità del passato. Importante, secondo Balzarini, anche la gestione dell’errore, che deve essere inquadrato come punto di partenza per migliorare, e dell’emotività.

Sul tema del tempo ha poi insistito il prof. Triani: “È molto importante” -ha detto il docente- “che la scuola si pensi come «un» tempo di vita, non come «tutto» il tempo: è molto importante riconoscere che i bambini crescono anche fuori dalla scuola ed è importante che imparino anche fuori, ma la scuola è il luogo-tempo più prezioso perché il bambino impari a fare “unità” di ciò che apprende, collegando esperienze che vivono a ciò che fanno a scuola”.

Molto interessanti poi le considerazioni del docente della Cattolica in merito ai programmi, che sono definiti come degli strumenti e mai il fine della scuola (che è la crescita del bambino, l’apprendimento) e quelle della maestra Pozzi, che ha sottolineato l’importanza della “rete” che si deve creare tra famiglia, scuola, sport e vita extrascolastica, in modo che le singole azioni educative e formative non restino isolate, soprattutto nei casi di bambini e ragazzi che vivono e affrontano difficoltà.

Lo speciale “La scuola di domani” è visibile sul canale YouTube di Riflessi Magazine.


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