BIMBI E NONNI IN VIAGGIO CON LA MEMORIA (E LA FANTASIA)

FuoriLiceo

di ALICE GEREVINI –  “È stato un insieme di arte, memoria, vita; hanno trasmesso proprio le emozioni perché i nonni ci credevano, hanno trasmesso una parte di loro, non hanno solo raccontato: è molto di più”. Alessandra Ringhini, coordinatrice della scuola Sant’Angelo, riassume così l’ultimo dei quattro incontri organizzato dall’Ucipem di Cremona, tenuto alla fine di maggio, presso l’istituto per l’infanzia Sant’Angelo, che ha ospitato una quindicina di nonni, assieme a Paola Pighi e Marta Lucchi, educatrici del consultorio.  durante la giornata i nonni hanno potuto “ricreare un museo a cielo aperto”, organizzando varie tappe all’interno del giardino della scuola, che riproponevano diverse attività pensate per far conoscere ai bambini la storia di Cremona attraverso i loro ricordi, partendo dallo stemma che campeggia al cengtro di galleria XXV aprile, fino ad arrivare agli spiaggioni del Po. In ogni stand i nonni accompagnavano i bambini alla scoperta della Cremona di una volta per mantenerne vivo il ricordo. 

I tre incontri precedenti al momento conclusivo hanno permesso di creare un gruppo, capace di far riemergere ricordi, avventure, racconti, e di spostarsi nei luoghi principali della città: “I nonni si sono spesi molto, hanno costruito una cabina telefonica, hanno raccontato di quando per fare le chiamate bisognava ‘prendere appuntamento’, darsi un orario, ci si metteva in coda, bisognava aspettare che le altre persone finissero. Hanno cercato di raccontare anche il loro vissuto emotivo, attraverso i loro ricordi hanno cercato di far vivere delle esperienze di vita, hanno catapultato i piccoli in un’altra realtà, curando tutti i particolari”.

Infatti, alla fine di questo percorso, i nonnihanno potuto rivivere quanto raccontato e ricordato: nel giardino dell’istituto Sant’Angelo 80 bambini li aspettavano accanto a una cabina telefonica; anche i più piccoli, in questo modo, hanno imparato la fatica dell’attesa, l’importanza delle parole, il peso dei secondi sprecati. “I piccoli erano incuriositi, impacciati di fronte al vecchio telefono; alcuni di loro poi piangevano perché rivedere i loro parenti anziani finalmente a scuola dopo questi due anni è stata sicuramente una bellissima esperienza”, racconta Alessandra. Tra i nonni si trovava anche una signora che aveva lavorato per il quotidiano “La Provincia” e che ha portato l’impermeabile da scrittrice, con tutte le macchine da scrivere che sono state poi messe a disposizione dei bambini; altri, invece, hanno portato vecchi giochi, mentre altri ancora hanno fatto partire un filobus che passava per tutti i luoghi caratteristici della città, disegnati su dei cartelloni. Ognuno di loro ha raccontato una parte di sè, chi narrando ricordi e chi lanciando i cori della Cremonese, rievocando così i vecchi tempi. “La mattinata é volata e per un giorno si é creato nel parco un museo a cielo aperto”.

Tra i nonni si trovava anche una signora che aveva lavorato per il quotidiano “La Provincia” e che ha portato l’impermeabile da scrittrice, con tutte le macchine da scrivere che sono state poi messe a disposizione dei bambini; altri, invece, hanno portato vecchi giochi, mentre altri ancora hanno fatto partire un filobus che passava per tutti i luoghi caratteristici della città, disegnati su dei cartelloni. Ognuno di loro ha raccontato una parte di sè, chi narrando ricordi e chi lanciando i cori della Cremonese, rievocando così i vecchi tempi. “La mattinata é volata e per un giorno si é creato nel parco un museo a cielo aperto”.

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