TERZA PAGINA, BILANCIO DI UN ANNO ONLINE

Editoriali

di PATRIZIO PAVESI –E con questa canzone si chiude anche l’appuntamento di oggi con Verba Volant, il nuovo programma della nostra radio in collaborazione con la redazione di Terza Pagina. Ci risentiamo domani, sempre alle 13.30!”.

Click. Parte la canzone successiva. Microfoni spenti, via le cuffie e un “cinque” sciogli-tensione con Irene e Riccardo. Da qualche giorno Terza Pagina è sbarcata anche in radio.

Un passo nell’etere che arriva a un anno esatto di distanza da quel primo, timido passo che la nostra piccola e talvolta ancora timida redazione ha fatto il 24 maggio 2021, quando è stato messo online il nuovo sito. Un anno in cui abbiamo provato a fare i giornalisti e a coltivare un’idea che ci era sembrata da subito bella e affascinante. E che lo è ancora in realtà, ma che non è esente da ostacoli, limiti e difficoltà.

Eppure ci siamo: in un anno abbiamo fatto un sacco di cose e siamo anche sbarcati in radio, chiudendo il cerchio dei modi di comunicare tra scrittura, video e parola “parlata”. Un cerchio che magari non ha fatto di noi dei professionisti dell’informazione, ma che ci ha permesso di fare esperienza, di assaggiare il mondo del lavoro…Ecco, Terza Pagina è stato un “menù degustazione” del giornalismo: un ristorante ricco, dai piatti infiniti, del quale noi abbiamo assaporato un taglio, un boccone di molte portate.

Quasi 280 articoli pubblicati. Decine di servizi video prodotti. Una trasmissione radiofonica. Due concorsi nazionali nell’ambito del telegiornalismo. Numerosi ospiti intervistati

Quasi 280 articoli pubblicati. Decine di servizi video prodotti per Terza Pagina o per l’Ufficio Comunicazione della Diocesi. Una trasmissione radiofonica in undici puntate. Due concorsi nazionali all’attivo nell’ambito del telegiornalismo: il primo vinto, il secondo in attesa di responso. Numerosi ospiti intervistati sul campo oppure nelle nostre riunioni di redazione settimanali. Tante persone e argomenti nuovi incontrati, conosciuti e raccontati.

Un bilancio importante, sicuramente, ma che è fatto di luci e ombre, ben lungi dall’essere completo.

Il cammino dei nostri collaboratori è stato significativo. Per alcuni i miglioramenti sono stati più che evidenti, le competenze raccolte molte (oltre alla scrittura: l’impaginazione, la scelta delle immagini, la preparazione di un’intervista, per alcuni anche il montaggio video) e le esperienze fatte significative: incontrare il presidente Mattarella, condurre un vero telegiornale, fare l’inviato o lo speaker radio, intervistare grandi professionisti del settore,…

Ma non si può negare che ci siano cose che avrebbero potuto funzionare meglio.

Suscitare la curiosità, stimolare iniziativa e impegno e creare spirito di appartenenza sono fronti sui quali combattiamo quotidianamente contro nemici forti e attrezzati: i mille stimoli (spesso più “piacevoli”) che i ragazzi ricevono da tante fonti, la serietà e l’impegno richiesti dal giornale, la mancanza di veri momenti di “redazione”, in cui lavorare gomito a gomito per portare a casa il risultato e scambiare consigli per entusiasmo, correzioni per energia.

Suscitare la curiosità, stimolare iniziativa e impegno e creare spirito di appartenenza sono fronti sui quali combattiamo quotidianamente contro nemici forti e attrezzati

Essere autocritici, avere chiari questi “limiti” è importante se si vuole continuare a migliorare: e noi siamo giovani (loro più di me) e ambiziosi. Vorremmo migliorare ancora come singoli e come redazione, ci piacerebbe crescere nelle visualizzazioni e nella pubblicità, consolidare la nostra organizzazione interna e sentire bussare alla porta della nostra redazione nuovi aspiranti giornalisti che vogliano collaborare, sperimentare e crescere con noi. Domani inizia il nostro secondo anno di vita, senza nessuna intenzione di abbassare l’asticella.

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