“FIORI DI LOTO”, DONNE IN CERCA DI RINASCITA

FuoriLiceo
Il logo del podcast di Barbara Masulli (ASCOLTA QUI)

di IRENE SALI – Sono storie emozionanti quelle raccontate nel nuovo podcast “Fiori di Loto” (ASCOLTA QUI), creato e condotto dalla giornalista Barbara Masulli: un nuovo, toccante capitolo nella lunga guerra per ottenere la parità di genere. Donne che hanno trovato la forza di far sentire al mondo la loro voce raccontandosi, parlando delle grandi difficoltà che hanno dovuto affrontare.

Barbara Masulli ha studiato a Bari scienze della comunicazione e in seguito ha frequentato la scuola di giornalismo, mettendo il cuore nel suo lavoro che le ha permesso di viaggiare e scoprire sempre di più nuove realtà. Attualmente  lavora per TG2000 e gli argomenti che tratta nei suoi servizi spaziano da avvenimenti più seri come attacchi terroristici allo sport, raccontato da lei per molti anni in passato.

Il tema della parità di genere le è sempre stato molto a cuore, infatti ha deciso di creare un podcast in cui intervista donne che sono entrate nel vivo della loro sofferenza e ne sono uscite più forti di prima.

Barbara Masulli, giornalista di TV2000 e autrice del podcast “Fiori di Loto”

Non si poteva trovare un nome migliore per la sua creazione: “I fiori di loto sono il simbolo della rinascita,” -racconta Barbara a Terza Pagina- “il simbolo di una bellezza che rimane inalterata anche nel fango”. Così la giornalista spiega esattamente ciò che trasmettono le sue interviste: forza, bellezza e coraggio.

La parità di genere al giorno d’oggi esista solo sulla carta”, continua la conduttrice pugliese, e Il suo podcast ne è la dimostrazione: anche se siamo nel 2022 tutte le lotte che si combattono da ormai più di un secolo non hanno ancora portato a una vera parità tra uomo e donna che permei le fondamenta della società.

Barbara spiega che le donne interpellate non hanno esitato neanche un secondo per darle il consenso all’intervista: sono storie toccanti e troppo profonde e crudeli per essere taciute e loro lo sanno, se ne rendono conto, per cui arriva un momento in cui si deve parlare e le persone devono ascoltare.

Le prime quattro vicende sono quelle di Isabella, Gemma, Valentina e Manusca. Quattro storie differenti che hanno in comune la forza e la resilienza di queste donne.

Isabella racconta della malattia della figlia che ha tutt’ora una malformazione dell’intestino, di come per lei l’aborto non fosse un’opzione e dell’amore che ha spinto lei e il marito a prendersi cura della loro bambina nonostante il periodo di pandemia che ha complicato le cose. La paura più grande che ha sempre avuto era quella che sua figlia non potesse assaggiare la felicità e la belleza della vita, che descrive come un dono, ma adesso Lucrezia ha due anni ed è una bambina felice, una piccola guerriera che si sta facendo strada in questo mondo.

Gemma invece è una donna che è rimasta disoccupata e che ha dovuto affrontare un percorso molto duro: datori di lavoro che preferivano candidati più giovani a cui insegnare più velocemente, o che non la pagavano, o superiori da cui ha subito molestie sessuali per mantenere il suo incarico. Nel momento in cui ha perso il lavoro si è sentita persa, senza uno scopo nella vita, ma poi si è fatta forza per la sua famiglia, ha attraversato tutte le difficoltà e ne è uscita in modo brillante.

Foto di form PxHere

Valentina ha sofferto per 19 anni di anoressia: a un certo punto ha deciso di non mangiare più e questo l’ha portata ad affrontare una delle malattie peggiori. Raccontando della sua vita, ha tenuto a dire che dai disturbi alimentari si può guarire: è un percorso lungo e complicato, ma la luce in fondo al tunnel la si può raggiungere.

L’ultima donna della prima stagione di “Fiori di Loto” è stata Maruska, che ha parlato della sua depressione post partum: una malattia che tocca molte donne e che spesso viene sottovalutata.Nella sua intervista parla di come si è sentita emotivamente e psicologicamente distrutta, dei suoi pensieri profondamente negativi verso se stessa e dei sensi di colpa che sentiva. Una depressione avuta dopo due gravidanze, nonostante la seconda l’abbia affrontata con più serenità, ma tra le due situazioni c’è stata una grande differenza: la seconda volta conosceva il suo nemico. Ciò che l’ha salvata è stata la terapia che ha seguito e che l’ha portata ad avere un rapporto più sano con se stessa e con i suoi figli.

La terapia è un’arma potente e serve, non bisogna vergognarsi di appoggiarsi a qualcuno e lanciare un grido di aiuto” è uno dei messaggi che Barbara Masulli vuole far arrivare alle persone che ascoltano il suo podcast: tutte le donne di cui parla hanno infatti avuto un grande sostegno da parte di psicologi e psichiatri, senza i quali rialzarsi sarebbe stato probabilmente impossibile. Queste donne e molte altre ce l’hanno fatta, hanno portato la loro sofferenza a testa alta e non si sono mai arrese.

Barbara Masulli spiega che è stato molto emozionante per lei intraprendere questo viaggio e ascoltare le  parole toccanti di altre donne, tanto che (ammette) “la sera tornavo a casa e mi lasciavo al pianto”.

Ora è stata pubblicata anche una nuova stagione di “Fiori di Loto” che dà voce ad altre donne che hanno storie incredibili in cui si sono ritrovate con le spalle al muro e hanno imparato a lottare per loro stesse e per la loro famiglia. Parlando con Barbara del suo lavoro e delle vicende che racconta, si percepisce come abbia la sensibilità giusta per rendere onore a questi racconti e di come sia orgogliosa di tutte le donne che hanno la forza di parlare e combattere insieme a lei in questo progetto.

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