MATURITÀ 2022, RITORNO “ALL’ANTICO”

Tra i banchi

di SERENELLA NIGRO – Manca sempre meno allo svolgimento della maturità 2022 e dopo mesi di dubbi ed ipotesi, il ministero dell’istruzione si è finalmente espresso sulla modalità dell’esame di Stato di quest’anno.

Negli ultimi tre anni, il COVID ha portato a un totale stravolgimento del sistema scolastico, a partire dai numerosi mesi trascorsi in DAD che non sempre hanno permesso un normale svolgimento delle lezioni e tantomeno un’ attenzione costante da parte degli studenti: questo non è però bastato per impedire il ripristino della seconda prova.

La maturità 2022 sarà quindi composta da una prima prova ministeriale di italiano composta da sette tracce a scelta di cui tre di testo argomentativo, due di attualità e due analisi del testo. La seconda prova, che avrà come oggetto una materia di indirizzo, non sarà invece imposta dal MIUR, ma decisa dalle singole scuole: per l’indirizzo classico la materia scelta è latino, mentre per quello scientifico e scientifico sportivo sarà matematica.

Infine il colloquio orale si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (potrà essere un testo, una foto o un documento) il quale sarà necessario per dimostrare di aver acquisito contenuti e metodi sulle singole discipline.

Nonostante le numerose controversie legate alla reintroduzione della seconda prova, il ministro dell’istruzione Bianchi ha rassicurato gli studenti invitando loro a non avere paura –“Abbiamo tenuto conto degli ultimi due anni vissuti dai nostri ragazzi. Studentesse e studenti non devono avere paura di non farcela. Continueremo a sostenere le scuole, le ragazze e i ragazzi, accompagnandoli verso questo traguardo con tutti gli strumenti a nostra disposizione”-. 

Gli studenti invece si sono categoricamente schierati contro la seconda prova, accusando il ministero di non averli ascoltati e di non aver tenuto conto delle difficoltà causate dalla DAD e dalla situazione COVID-19. 

Il MI non ha ascoltato le richieste della comunità studentesca” -afferma Tommaso Biancuzzi, coordinatore nazionale della Rete degli studenti Medi- “Da qualche mese, infatti, le associazioni degli studenti chiedevano un esame che fosse incentrato sulle singolarità dello studente, eliminando gli scritti e inserendo una tesina in modo da tener conto delle difficoltà enormi nella didattica e nell’apprendimento degli ultimi tre anni. Siamo sconcertati. E’ un esame senza senso“-  .

Terza Pagina ha indagato l’opinione generale degli studenti dell’ultimo anno del Liceo Vida, riscontrando risultati piuttosto omogenei. Le domande del sondaggio hanno spaziato dalle difficoltà del periodo Covid al giudizio sulla “nuova” maturità.

È stato chiesto ai maturandi se la pandemia abbia influito particolarmente sul metodo di studio e circa l’ 80% di loro ha dato risposta affermativa (“molto” o “abbastanza”), solo il 16% non ha riscontrato particolari difficoltà, mentre neanche uno studente ha selezionato la risposta “per nulla” : tutti, chi più chi meno, hanno dunque affrontato difficoltà legate al metodo di studio a causa della pandemia.

Riguardo la didattica a distanza, tutti gli studenti sostengono che non sia stata efficace tanto quando la didattica tradizionale:, solo il 25% ritiene la DAD abbastanza efficiente, ma non del tutto.

Risultati ancora più netti sono stati visibili nelle risposte sulle decisioni ministeriali per la maturità 2022.

Il ritorno dello scritto, ad esempio, non è stato ben accolto dagli studenti dell’ultimo anno: il 63,9% dei maturandi non ritiene infatti che la seconda prova sia necessaria per una completa valutazione della preparazione e per  il 72% del campione la decisione di ripristinare la seconda prova risulta tardiva o addirittura discriminatoria. Solo l’ 11% ritiene la reintroduzione dello scritto una scelta giusta.

La maturità, primo vero grande esame della vita, ha sempre spaventato tutti, ma quest’anno la situazione è ulteriormente controversa: nessuno dei giovani maturandi si ritiene infatti totalmente preparato per l’esame. Il 44,4% si sente “poco” preparato, un altro 44.4% “abbastanza” e l’8,3% per nulla. Difficile però dire quanto questa impreparazione percepita dai ragazzi sia imputabile alla didattica a singhiozzo degli ultimi anni oppure al nuovo esame oppure ancora sia fisiologica vista l’importanza del momento che verrà affrontato.

Inaspettato è stato il risultato riguardante la reintroduzione dello scritto di italiano: il 55,6% ritiene la prova giusta. 

” Personalmente ritengo sia opportuna la reintroduzione dello scritto, poiché nel momento in cui era stata eliminata è come se avessimo dichiarato al mondo che scrivere non sia più importante”- afferma  Marco Baroni, docente di latino e italiano presso liceo Vida– “Non occorre aver seguito le lezioni in presenza per leggere ed interpretare un testo letterario o di esprimere un parere rispetto la contemporaneità o problemi che riguardano tutti quanti”.

Infine è stato chiesto se i maturandi di quest’anno si ritengano svantaggiati rispetto a quelli degli ultimi anni e la risposta è stata per più dell’ 80% positiva (o “molto” o “abbastanza”): i maturandi 2022 non solo hanno dovuto affrontare le difficoltà legate alle ultime restrizioni e alle quarantene (in particolare durante la stagione invernale), ma sono reduci di due anni di didattica a distanza, la quale anche secondo i risultati del sondaggio non è risultata particolarmente efficace. 

“Pretendono di tornare alla normalità quando non c’è niente di normale. Non è normale camminare con una mascherina o non poter toccare le persone” – Affermano alcuni studenti di Aosta che sono scesi in piazza per manifestare  contro il ritorno dell’esame scritto- “Se mi viene detto che c’è la normalità di tornare a fare gli scritti allora c’è anche per andare in gita e per vivere normalmente la vita da diciottenni. Agli occhi dei grandi sembra che noi protestiamo perché non abbiamo voglia di fare l’esame, ma secondo me finché non si vivono lo stress della DAD e tutte queste preoccupazioni non si può capire cosa prova uno studente. Non è per gli scritti che sciopero, ma perché è ingiusto.”

Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da dolori, sofferenze e difficoltà d’ogni genere: i giovani della generazione Covid hanno visto parte dei loro anni più spensierati strappati via da questa terribile pandemia e dalle restrizioni ad essa collegate, ma non sarà di certo la seconda prova scritta a spegnere.

Gli esiti del sondaggio sono chiari: la reintroduzione dell’esame scritto è stata decisamente troppo tardiva e per alcuni discriminatoria a causa delle numerose difficoltà metodologiche e psicologiche provocate dalla pandemia. La didattica a distanza per la maggior parte degli studenti è stata fallimentare data la difficoltà di rimanere per lunghi periodi di tempo di fronte a uno schermo senza poter allentare la tensione stando con i propri amici e compagni di classe.

La pandemia ha reso tutti gli studenti più stanchi, avviliti e provati e sicuramente anche incompresi vista la scelta di ripristinare la maturità tradizionale nonostante le numerose e note problematiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.