CIRCO DI KIEV, SOSTEGNO DAL PUBBLICO E DAI TEATRI ITALIANI

Che Spettacolo!

di ALICE QUATTRONE – Con un solo applauso si può esprimere apprezzamento, ammirazione, ma non solo, anche solidarietà e sostegno. È con questo spirito che il 3 aprile il pubblico del Ponchielli ha accolto con calore il circo ucraino di Kiev, Circus-Theatre Elysium, nella sua rappresentazione di Alice in Wonderland. 

Quella cremonese è stata una delle numerose tappe della tournée in Italia, iniziata prima dello scoppio della guerra, in cui una compagnia di giovani ballerini-acrobati, tutti tra i 20 e 30 anni, ha portato un piccolo pezzo di Ucraina con sé. Con il conflitto in atto e l’impossibilità per gli artisti di tornare nella loro terra e dai propri cari, si è risvegliato nei teatri d’Italia il desiderio di offrire rifugio e appoggio alla compagnia, permettendo così il prolungamento della tournée di quasi 2 mesi, fino alla data del 6 maggio a Pistoia.

Si tratta di un esempio di grande solidarietà da parte dei teatri italiani e dagli stessi spettatori che hanno riempito la platea con entusiasmo. “La nostra è stata una richiesta, poi sono stati i teatri a rendere possibile il tutto. È stato il frutto di una rete solidale potente, dove il mondo della cultura italiana non ha mai smentito la sua grandezza”, spiega il produttore dello spettacolo, Roberto Romaniello; il gesto di accoglienza del nostro paese ha infatti suscitato l’immensa gratitudine degli artisti che, proseguendo nel lavoro oltre le date previste, riescono ad aiutare i familiari lontani. “In questo momento il lavoro è la loro vita” -spiega ancora Romaniello- “Sta dando loro la possibilità di vivere, di guadagnare e di sostenere non solo loro stessi, ma anche le loro famiglie ancora in Ucraina. Questo spettacolo li aiuta ad essere ancorati al presente, li libera dalle catene del pensiero di cosa ci sarà in futuro”.

Il circo è salito sul palco con lo scopo di donare stupore e divertimento al pubblico e nello stesso tempo di “porre l’attenzione su cosa sta accadendo al loro paese e far conoscere la proprio cultura, che in qualche maniera era abbastanza sconosciuta in europa”. La stessa vicenda di Alice in Wonderland parla di una nuova realtà, di un luogo inedito, pronto per essere scoperto. Si tratta di “un racconto fantastico, che sfocia nel sogno di un mondo alternativo”, come l’ha definito il produttore della compagnia. La fantasia e l’immaginazione del racconto sono emerse anche sul palco attraverso il talento dei ballerini-acrobati che hanno lasciato a bocca aperta il pubblico con prove di forza, coraggio, impegno e talento.

Numeri spettacolari hanno suscitato stupore e hanno portato la platea ad trattenere il fiato per qualche secondo, nella contemplazione e nell’ammirazione di un lavoro che, nonostante i suoi potenziali rischi, viene reso affascinante dagli artisti. La vita del circense è sempre rivolta al momento, alla concentrazione sull’esercizio che si sta eseguendo, sul prossimo numero, sul presente. È così anche per il circo di Kiev, ma questa dimensione è ancora più amplificata.

Cosa succederà alla fine della tournée? Quando potranno tornare a casa? Queste sono domande che non possono ancora porsi e delle quali nessuno sa ancora la risposta. Il produttore Romaniello ha mostrato così l’importanza di rivolgere la loro attenzione sul presente, senza pensare a progetti futuri che non riuscirebbero di fatto a portare alcuna certezza. “Al momento non possiamo avere nessun piano. Si va avanti sperando che questa situazione finisca il prima possibile e si possa, così, iniziare a ragionare su una ricostruzione nel loro paese che non sia di soli edifici, ma di un intero tessuto sociale, di un mondo lavorativo e di una serenità dimenticata da tempo“.

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