THE GREAT DEBATERS: QUANTO POTERE NELLE PAROLE

Che Spettacolo!

di FILIPPO GIAZZI – Ancora oggi il mondo è scosso da disuguaglianze, da pregiudizi, da mentalità radicate nel passato. Una modo di pensare spietato e ingiusto che affonda le sue radici nei secoli e che gli studenti delle classi prime del liceo Vida hanno potuto affrontare con la visione del film “The Great Debaters – Il potere della parola” in occasione della settimana scolastica dedicata a educazione civica. Il lungometraggio, realizzato nel 2007 e diretto dal noto attore e regista Denzel Washington, ci riporta negli Trenta in un’America in evoluzione, ma ancora straripante di odio razziale nei confronti degli afroamericani. La pellicola, dai caratteri drammatici, ripercorre la biografia di un uomo realmente esistito: Melvin B. Tolson, poeta e docente che visse in quel periodo e che viene interpretato magistralmente dallo stesso Washington.

Le vicende sono ambientate nell’anno 1935 in Texas, più precisamente nella cittadina di Marshall e più precisamente ancora al Wiley College: un college frequentato solamente da ragazzi di colore dove, come di consuetudine, si tengono le selezioni per il gruppo di dibattito (un gruppo composto da quattro persone, due oratori primari e due oratori secondari, che non solo rappresentano il proprio istituto ma che si dilettano nell’arte dell’oratoria). Il “Debate” consiste in un dibattito strutturato su un argomento prestabilito tra due gruppi di studenti, come in questo caso, con tempi di intervento precisi e definiti e una giuria di ascoltatori che dichiara vincitore coloro che hanno esposto la tesi più convincente. E’ un’attività che aiuta non solo a sviluppare una dialettica personale e a migliorare l’ascolto ma è anche promotrice di idee e di pensieri, è una vera e propria palestra per la mente e per l’immaginazione.

Dopo ad una netta scrematura iniziale che porta i candidati a far parte della squadra di debate da 360 a 4, si delineano i tratti dei principali protagonisti: James Junior Farmer, interpretato da Denzel Whitaker, è il più giovane del gruppo, intelligente e abile nella ricerca dati, si dà molto da fare per fare colpo sul suo esigente e autoritario padre, figura importante della città, impersonato dal noto attore Forest Whitaker;

 Samantha Booke, interpretata da Jurnee Smollet, è una ragazza passionale e sveglia che diventa la prima donna a far parte di un gruppo di dibattito e ha il desiderio di diventare avvocato; Henry Lowe, interpretato da Nate Parker, è invece un ragazzo di bell’aspetto, solitario e carismatico che colpisce per la sua sicurezza, diventerà subito il leader del gruppo, e Hamilton Burgess, interpretato da Jermaine Williams, è uno studente con la testa sulle spalle che aveva già partecipato all’esperienza l’anno precedente. A capitanare la squadra è proprio il professor Melvin B. Tolson, un uomo autoritario ma coscienzioso del suo sapere, che prende ogni spunto per cercare di impartire una lezione ai propri studenti; un uomo che conosce il mondo in cui vivono: un mondo dove se si vuole qualcosa bisogna faticarla fino allo strenuo delle forze e dove essere un uomo “negro”, come afferma lui ripetutamente nel film, è come partire cento passi indietro rispetto agli altri.

“Occorre fare quello che dobbiamo per fare quello che vogliamo!”

Forest Whitaker – James Farmer Sr.

Tolson impartisce i propri insegnamenti con durezza e mette in evidenza la forza che possono avere le parole anche in un ambiente ancora dominato dalla violenza becera e dall’odio per le razze. Ogni momento in un dibattito è essenziale: la sicurezza con cui si espone, senza esitazione, ogni respiro preso, ogni attimo di riflessione, ogni singola parola deve essere calibrata al millimetro per far sentire la propria voce e il proprio pensiero al pubblico che ascolta.

“Il dibattito è uno sport violento, una lotta. Ma le vostre armi sono le parole”

Denzel Washington – Melvin Tolson

 La sua schiettezza si rivela la mossa vincente poiché il gruppo di dibattito del Wiley College raggiunge un filotto di vittorie mai registrato nella storia della scuola. Al successo del team si interseca, però, un problema riguardante le idee politiche del professore, che durante le notti organizza assemblee clandestine di stampo comunista, con la presenza sia di afroamericani sia di bianchi per portare il sindacato nella contea. Le idee politiche di Tolson si scontrano con il metodismo del college e per questo motivo Hamilton Burgess, primo oratore, si ritira poco prima dell’imminente dibattito con il college dell’Oklahoma che rappresentava un grande punto di svolta nella storia dei dibattiti poiché sarebbe stato il primo vero incontro tra un istituto di soli neri e un istituto di soli ragazzi bianchi. 


“Il mio avversario sostiene che non è ancora arrivato il giorno in cui bianchi e neri vadano nello stesso college, dividano la stessa università, entrino nella stessa classe. Beh, mi potreste cortesemente dire quando arriverà quel giorno? Arriverà domani? Arriverà la prossima settimana? Tra un centinaio di anni? Mai?

No! Il tempo per la giustizia, il tempo per la libertà e il tempo per l’uguaglianza è ogni giorno, ogni giorno è adesso!”

Jurnee Smollet – Samantha Booke

Nel corso della pellicola la squadra del Wiley incontra numerose difficoltà, legate non solo al pensiero politico del suo coordinatore, ma anche agli scontri tra idee e personalità dei membri della squadra, che più volte arriva vicina alla rottura. Ma dal confronto, dal “debate” anche personale appunto, trovano lo spirito e lo spunto giusto per ricompattarsi e continuare a vincere, fino a scrivere la storia della loro scuola e non soltanto.

The Great Debaters scaturisce in chi lo guarda tantissimi spunti diversi su cui riflettere: i pochissimi diritti degli afroamericani, i pregiudizi, il prezzo della fatica, le minoranze, l’odio incondizionato, lo schiavismo e il linciaggio (con la citazione al militare e schiavista, noto per le sue pratiche macabre, William Lynch, da cui potrebbe derivare il termine) ma anche la bellezza di esporsi, la forza del riscatto, la disobbedienza civile, le lotte per la libertà. I momenti di dramma si mischiano in maniera omogenea a momenti di rinascita, attimi di rassegnazione si equilibrano a attimi di grande determinazione e di dignità. Anche i diversi riferimenti storici e culturali per avvalorare le proprie tesi sono interessanti e ci immergono ancora di più nel clima di ricerca e di preparazione: si passa dal mondo antico fino alla storia americana, per poi citare anche Gandhi e Sant’Agostino.

Questo film mi è piaciuto molto e mi ha colpito particolarmente perchè si alternavano i problemi dei personaggi, che sono normali per un adolescente come me, con i disagi di un popolo intero” -ha raccontato al termine della visione Andrea Caffi, studente della Prima Liceo sportivo- “La dedizione del gruppo di dibattito mi ha fatto pensare a quanto ogni obiettivo possa essere raggiunto con impegno e caparbietà”.

Nonostante durante la visione del film lo spettatore avverta emozioni e sensazioni di tensione e di pathos, la conclusione dello stesso si rivela un trionfo e una liberazione per l’impegno dei protagonisti che, sia nel lungometraggio sia nella realtà, sono riusciti a diventare ciò a cui aspiravano contro ogni tipo di pregiudizio.

The Great Debaters è un film che rappresenta la crudezza della realtà e la vera forza d’animo, è un film che sprona a non mollare, ad impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, a fare del proprio meglio per se stessi e per gli altri per raggiungere traguardi positivi e a vantaggio della collettività. 


The great debaters – Il potere della parola

Anno: 2007

Durata: 123 minuti

Regia: Denzel Washington

Cast: Denzel Washington, Forest Whitaker, Nate Parker, Jurnee Smollet, Denzel Whitaker, Jermaine Williams

Casa di produzione: Harpo Films, Marshall Production, The Weinstein Company

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.