BELLEZZA SUI SOCIAL, TRA REALTÀ E (MOLTA) APPARENZA

FuoriLiceo

di SERENELLA NIGRO – In una società basata sulle apparenze e dove si sente la necessità di sembrare perfetti agli occhi altrui, hanno trovato terreno fertile numerose app in grado di modificare il proprio aspetto. Se desideri avere le labbra carnose, gli occhi grandi o un perfetto fisico a clessidra basta un click ed il gioco è fatto: metti la tua foto sull’app, scegli uno tra i vari filtri che vengono proposti e ora sei pronto a postare la tua foto o il tuo video per catturare likes e commenti, come un vero influencer. Ma queste app sono davvero un semplice “gioco” o dietro c’è qualcosa di più profondo e magari oscuro? 

Nel giugno 2021, la Norvegia ha messo al bando le numerose applicazioni in grado di cambiare i connotati delle persone e ha stabilito che se una foto viene modificata, va esplicitamente dichiarato. Il motivo di tale cambiamento, accettato grazie ad un emendamento al Marketing Act proposto da un disegno di legge del Ministero norvegese per l’infanzia e la famiglia, è la grave insicurezza sociale e l’aumento di disturbi alimentari e problemi di autostima nei giovani a causa della continua visione di questa perfezione fasulla proposta sui social. Ragazze magrissime, visi perfetti, capelli lucenti e addominali scolpiti…, ma quanto c’è di vero in tutto ciò? “Stanno diventando sempre più tossici, stiamo inseguendo qualcosa di irraggiungibile“, ammette Aurora Baruto, influencer italiana con più di 900 mila followers. “Prima non mi modificavo le foto, ma vedendo le foto delle modelle sempre perfette mi sono detta: ‘Caspita io sono così e loro invece sono bellissime’. Ora mi modifico come vorrei essere“. 

I social spingono un numero spropositato di giovani a sviluppare un’eccessiva ossessione per il proprio corpo al fine di ambire a modelli irraggiungibili, portandoli così ad avere un rapporto alterato con la propria immagine e, nei casi più gravi, a soffrire di patologie e disturbi mentali di seria entità clinica (in particolare disturbi alimentari). Inoltre, la Società Italiana di Chirurgia estetica ha riscontrato un uso sempre più massiccio della chirurgia anche prima dei 18 anni. “In molti casi – denuncia Daniele Spirito, specialista in chirurgia plastica a Roma e a Como – la decisione di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica deriva da un’insicurezza interiore amplificata dall’incremento dell’utilizzo dei social network. Molto spesso, infatti, le richieste dei giovanissimi sono dettate proprio dal condizionamento dei social.“. 

Il chirurgo estetico Tijion Esho nel 2018 ha persino coniato il termine “Snapchat Dysmorphia” dopo aver notato che, mentre prima i pazienti gli portavano la foto di un personaggio famoso, adesso invece gli proponevano come modello ideale una foto di se stessi trasformata dai filtri. Gli specialisti oggi parlano più in generale di “filter dysmorphia”, il dismorfismo da filtro, quell’abuso dei filtri che può portare a un’alterazione della realtà e della percezione del proprio corpo che il paziente cerca di “correggere” tramite ripetuti interventi di chirurgia estetica. 

Sasha Pallari, per la sua campagna #Filterdrop

La prima a contrastare questo fenomeno è stata proprio un’influencer, Sasha Pallari, modella curvy e attivista beauty, che nel febbraio 2020 ha lanciato la campagna #filterdrop postando foto e video di se stessa che la ritraevano senza filtri, invitando tutti a fare lo stesso. All’iniziativa hanno partecipato numerose celebrità social tra cui la make-up artist nostrana Clio Zammateo ( in arte ClioMakeUp) , che sotto ad una sua foto rigorosamente naturale ha espresso la sua opinione sul pericolo dell’uso dei filtri : “«…mai come oggi con i social il paragone diventa così facile e può portare a delle ossessioni o forme di depressione. A volte la leggerezza con la quale si usano i filtri per migliorarsi il viso, e anche in generale la vita, mi fa paura”».

La bellezza comincia nel momento in cui decidi di essere te stesso

COCO CHANEL

Emma Marrone, Matilde De Angelis, Aurora Ramazzotti e Chiara Ferragni sono solo alcune delle celebrità italiane ad essersi mostrate senza filtri e ad aver esposto senza vergogna la propria acne o la cellulite, promuovendo così uno standard di bellezza decisamente più sano e reale. 

Persino nel mondo dello spettacolo internazionale le star dalla bellezza senza filtri sono sempre più numerose. Tra le ultime testimonianze, quella della cantante Cardi B. che in un video totalmente #nomakeup ha risposto alle critiche degli haters: “« Non ho mai avuto paura di mostrarmi per quella che sono. Mi fido di quella che sono, sto bene nella mia pelle”». Non mancano i selfie senza trucco di Margot Robbie o della supermodella Gigi Hadid, considerate esempi di bellezza assoluta, che senza filtri non sono da meno! 

La modella Gigi Hadid per la campagna #NOmakeup

Anche aziende e i social stessi, che per primi hanno risentito della questione, hanno cominciato a proporre comportamenti sempre più sani e positivi. Facebook e Snapchat hanno installato delle etichette per segnalare agli utenti tutte le foto filtrate pubblicate sui social. Su Instagram compaiono sempre più filtri dedicati alla “body positivity”. Alcuni marchi (tra cui la Dove con il suo Progetto Autostima e il lancio dell’hashtag #NoDigitalDistortion per la pubblicazione dei selfie non filtrati sui social) hanno promosso delle iniziative per contrastare l’utilizzo eccessivo dei filtri e per aiutare, in particolare le nuove generazioni, ad avere un buon rapporto con il proprio aspetto e una definizione più ampia della bellezza. 

Come diceva Coco Chanel, “la bellezza comincia nel momento in cui decidi di essere te stesso”: ognuno di noi è unico ed inimitabile e grazie a questa consapevolezza, si spera che il fenomeno dell’eccessiva modificazione del viso e del corpo attraverso l’uso dei filtri crolli insieme ai continui canoni estetici che ci vengono imposti.

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