TERZA PAGINA E IULM: I LETTORI E IL MESTIERE DEL FREELANCE

Tra i banchi

di ALESSIA ANCONE – Il 10 marzo si è svolto, per la redazione di Terza Pagina, il terzo e ultimo incontro del ciclo organizzato in collaborazione con l’università IULM: è stata una lezione tenuta dalla docente di giornalismo Marta Lucia Zanichelli, che ha condotto questi tre seminari basati sulla figura del giornalista e su alcune tecniche da utilizzare per scrivere al meglio gli articoli.

In questo appuntamento conclusivo sono stati corretti i lavori svolti dai redattori nelle settimane precedenti e sono stati condivisi dalla docente consigli aggiuntivi in base agli errori commessi; inoltre si è approfondita la figura del freelance, una tipologia di giornalista sempre più diffusa.

Sul piano della tecnica giornalistica, la prof. Zanichelli ha poi fornito molti consigli utili ai giovani collaboratori di Terza Pagina. Un’accortezza da avere sempre prima di scrivere un articolo, ad esempio, è quella di ricordarsi dell’importanza che ha il pubblico, perché non si tratta di un tema scolastico che spesso non ha un destinatario preciso, ma di lettori specifici che influenzano il registro di scrittura: per la fonte dalla quale lo leggono, per l’età, per la posizione geografica…

È inoltre importante fare attenzione ai tempi verbali, evitando il passato remoto per non far intendere che la notizia sia vecchia, e tenere sempre a mente il compito del giornalista: riportare la notizia nel modo più oggettivo possibile, senza aggiungere troppi aggettivi o inventarsi fatti, ma cercare di riportarli in modo semplice e chiaro.

Si può procedere con la stesura di un pezzo tenendo sempre a mente alcune cose fondamentali: la prima è la differenza tra un articolo cartaceo con una data fissa e uno scritto sul web che può essere letto anche dopo diverso tempo dalla pubblicazione. La docente IULM ha poi ribadito l’importanza della struttura del testo suddiviso in tre parti principali (attacco, sviluppo centrale e chiusura) ponendo particolare attenzione al tipo di lead utilizzato. Infine ha consigliato caldamente di non terminare i pezzi con una morale, ma piuttosto con degli spunti di riflessione per portare il lettore a ragionare sull’argomento.

“Il padrone del giornale è sempre il lettore”

“Il padrone del giornale è sempre il lettore”, è così che la professoressa Zanichelli ha voluto spiegare l’importanza di alcuni accorgimenti: bisogna “attirare” il lettore senza inventare storie, senza aggiungere troppi aggettivi per far impietosire chi sta leggendo, ma piuttosto fornire nel modo più accattivante possibile le informazioni necessarie per comprendere la notizia, senza essere però troppo vaghi nelle descrizioni, perché aiutano il lettore ad immaginare la scena.

Per fare un esempio pratico la docente ha fatto fare una rapida riflessione sulla guerra in corso tra Russia e Ucraina: com’è trattata questa notizia? Cosa manca? Manca, a suo parere, una figura un luogo un momento che faccia il punto della situazione: ci sono molte informazioni sul web, giornali, telegiornali, radio, ma manca una gerarchizzazione delle informazioni. In questo caso le storie che girano sono tante, per lo più di casi specifici, ma così si compie uno degli errori evidenziati dalla docente: si scrivono storie strappalacrime senza aggiungere qualcosa in più rispetto (per esempio) ai video. 

Questo atteggiamento dei giornalisti è una conseguenza anche della poca presenza di informatori sul posto di guerra, che si può collegare alla figura del freelance. Chi è il freelance? È un professionista indipendente che offre le sue prestazioni (servizi scritti, video, foto,…) a società, organizzazioni o privati, in questo caso alle testate giornalistiche, senza però essere assunto in esclusiva, ma che si muove libero sul campo. Una tipologia di lavoratore estremamente flessibile, utile per integrare redazioni sotto organico oppure per raggiungere luoghi e notizie altrimenti inaccessibili e costosi. Ma anche un lavoratore poco tutelato (anche dal punto di vista assicurativo: si pensi agli inviati di guerra), che può trascorrere anche lunghi periodi senza un ingaggio. Nonostante queste difficoltà, molti stanno iniziando a prediligere un lavoro di questo tipo perché i giornali, per mancanza di fondi, non sono più disposti ad assumere. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.