GENINAZZI: “LA GUERRA? NULLA DI INATTESO. MA LE COLPE VANNO DIVISE”

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Il giornalista e scrittore Luigi Geninazzi, esperto di politica internazionale

di DENNIS DOBOS – “La guerra non era qualcosa di inaspettato”: è un parere secco e diretto quello del giornalista, esperto in politica internazionale, Luigi Geninazzi, intervenuto venerdì 4 marzo 2022 in collegamento con gli studenti di tutte le classi del Liceo Vida.

Nell’incontro online si è discusso del percorso che ha portato alla situazione attuale tra Russia, Ucraina e Occidente, di come il conflitto sia anche colpa dell’Europa e dell’America, di come Putin abbia preparato la guerra sulla base di una mitologia e di come il leader russo voglia tornare al passato.

“La guerra è anche colpa dell’Occidente”, ha spiegato Geninazzi, “Le nazioni unite non sono mai intervenute seriamente contro Putin”, ha aggiunto ricordando i fatti accaduti nel 2013-2014, quando i soldati russi occuparono la regione del Donbass e la Nato e gli Stati Uniti intervennero con delle sanzioni minori rispetto a quelle attuali, portando il Cremlino alla convinzione di “potersi permettere” questo tipo di azioni.

“Il Governo russo ha preparato la guerra sulla base di una mitologia” ha continuato Geninazzi, che ha elencato i punti che lo zar ha usato come pretesto per dare inizio al conflitto: la Russia, dopo la Guerra Fredda, è stata infatti più volte umiliata e le è stata strappata via l’Ucraina.

“Putin è un uomo che vuole tornare al passato”, ha asserito il giornalista citando il discorso del presidente russo di pochi giorni fa, dove quest’ultimo afferma che Kiev è un errore di Lenin, non esiste l’Ucraina perchè il popolo ucraino e russo sono un’unica nazione, la tradizione ucraina è anche russa e la loro storia è intrecciata da periodi di guerra e altri di alleanza.

Il giornalista rifiuta però l’idea che viene da Mosca e da alcuni osservatori filo-russi che vi siano responsabilità dell’alleanza atlantica nella situazione che si è venuta a creare: ”Non si può giustificare Putin dicendo che la Nato ha messo in pericolo la sicurezza russa: non è la Nato che voleva avvicinarsi alla Russia, ma sono i paesi minacciati dalla Russia che hanno chiesto di entrare”, ha aggiunto Geninazzi, “Sarebbe giusto che un paese vicino ad una superpotenza sia neutrale, ma non è obbligatorio: ogni paese ha il diritto di aderire all’amministrazione che considera più giusta per la propria sicurezza“.

Nell’ultima parte dell’incontro è stato poi lasciato spazio alle numerose domande degli studenti delle classi collegate; tra le altre è stato chiesto “Se l’Italia dovesse entrare in guerra la leva sarebbe introdotta di nuovo?” e “Perchè durante la guerra del Kosovo l’Occidente ha reagito militarmente, anche in modo pesante, ma contro la Russia no?”.

Il giornalista ha risposto che non bisogna preoccuparsi della possibile reintroduzione della leva in quanto l’Italia ha già un esercito professionista e la Nato è intervenuta pesantemente contro la Serbia perché la polizia di Belgrado fece strage di civili indifesi ripetutamente, mentre ciò non è ancora successo nel conflitto tra Russia e Ucraina, anche se l’escalation degli ultimi giorni fa presagire che la direzione possa essere di una strage tra i semplici cittadini ucraini.

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