SHAKESPEARE AL FILO: I SENTIMENTI DANZANO

Che Spettacolo!

di ALICE QUATTRONE –Noi adesso ci mettiamo la maschera e facciamo come sempre del nostro meglio. Lo dobbiamo a chi sopravvive, a chi non vive più, perché ci sembra giusto continuare a far incontrare e ritrovare la gente, per unirla in una risata o in una lacrima. Questo è l’unico modo che conosciamo per stare in pace.”

È con questa frase che il 7 marzo si è aperto il sipario del Teatro Filo di Cremona. Sul palco i sentimenti: gelosia, passione, amore corrisposto e quello infelice. Insieme a loro, nove giovani attori pieni di talento e di voglia di mettersi in gioco: Simone, Giorgia, Veronica, Mattia, Maddalena, Francesca, Michela, Ester e Marta. È questo il gruppo “grandi” della Compagnia dei piccoli guidato dal regista Mattia Cabrini che, in collaborazione con Marianna Bufano, insegnante di danza de Il Laboratorio, ha portato Shakespeare in città con una versione di “Sogno di una notte di mezza estate“.

Si tratta di una commedia che affonda le sue radici nella fantasia, in boschi lontani in cui, tra risate e fate, si possono cogliere sprazzi di profonda realtà. L’ironia rappresenta senz’altro il fil rouge della commedia e segna una sottile linea di demarcazione tra il sorriso e la riflessione. Parlare d’amore non è infatti facile e Shakespeare decide di farlo a partire da un sogno.

L’amore comincia davvero con un sogno: ci pensi, te l’immagini, fantastichi, la sogni di notte”, commenta Mattia Cabrini, regista della serata, che ci ha voluto spiegare il vero significato dello spettacolo e la realtà che si nasconde dietro le note dell’immaginazione. Non tutta l’invenzione della scena si limita ad essere sola finzione, ma racconta la tematica amorosa con la creatività e l’ingenuità che denota ogni innamorato. 

L’amore viene narrato da Shakespeare su tre piani: il giorno, la notte e la rappresentazione. Il primo è il mondo degli amanti, come Ermia e Lisandro, che scappano e litigano; il secondo è un sentimento più terreno, erotico; l’ultimo coincide con il tragico sacrificio d’amore di Piramo e Tisbe. Ogni livello ha i suoi personaggi e le sue diversità, ma le loro storie si incrociano in continuo. “Chiedere ai ragazzi di lavorare su tre registri non è stato facile,” -ha continuato Cabrini- “tenendo conto che c’erano delle diversità di genere che a me interessavano, ma che a qualcuno nel pubblico potevano spiazzare”. È infatti questo uno degli aspetti che hanno richiamato l’attenzione dalle poltrone del teatro: personaggi maschili, anche di grande virilità nella versione originale, sono stati interpretati da volti femminili. “Era importante il fatto che ci fossero due donne a incarnare Titania e Oberon, il fatto che i comici fossero ragazze giovani e belle, e non comici anziani, come di solito si pensa.” Nel 2022 questo non sconvolge più la maggioranza, ma è certamente una scelta degna di nota, una novità rispetto al primo copione di Shakespeare. 

Ciò su cui la Compagnia dei piccoli ha voluto focalizzare maggiormente la propria attenzione è stato però il sentimento. Laddove le parole non sembrano arrivare, la danza trascina. È con questo obiettivo, spiega ancora Cabrini, che è iniziata la collaborazione tra la recitazione e la scuola di danza Il Laboratorio: “per capire come il corpo sa indagare dei vissuti e trasmettere emozioni”. La parola soltanto, infatti, non riesce spesso a comunicare ogni sfaccettatura, mentre il balletto è in grado di dialogare con i sentimenti del pubblico. 

Insomma, se si vuol riassumere: 1 ora e mezza di risate, divertimento e allo stesso tempo di pura emozione. Gli attori della Compagnia dei piccoli non hanno solamente recitato, danzato, ma trasmesso sentimenti e soprattutto riportato alla memoria di ognuno il valore di ritrovarsi di fronte alla cultura, ad uno spettacolo senza tempo, alla musica, a ragazzi appassionati del bello.

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE – W. SHAKESPEARE

Regia: Mattia Cabrini e Marianna Bufano

Coreografie di Marianna Bufano

Con: Simone Carando, Giorgia Dordoni, Veronica Facchetti, Mattia Pagliarini, Maddalena Parma, Francesca Poli, Michela Storti, Ester Tolomini, Marta Vanoli

Scenografia: Giulia Cabrini e Antonio Spada

Costumi: Elisa Gnocchi di Lovely Viper

Disegno Luci: Marco Rossetti

Grafica e Fotografie: Paolo Mazzini

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