TERZA PAGINA E IULM: IL LEAD GIORNALISTICO

Tra i banchi

di ALESSIA ANCONE – Giovedì 3 marzo si è tenuto il secondo incontro organizzato da Terza Pagina con la docente di giornalismo dell’università IULM Marta Lucia Zanichelli. è stata la seconda, di tre lezioni, che sono inserite nell’ambito del “Progetto licei” dell’ateneo milanese, alle quali la redazione avrà l’occasione di partecipare. Il primo seminario, che si è svolto giovedì 24 febbraio, si era incentrato sulla figura del giornalista, mentre l’appuntamento della scorsa settimana, anche questo a distanza con i collaboratori del giornale collegati dalla redazione, si è basato sui diversi tipi di attacco giornalistico.

Marta Lucia Zanichelli, docente IULM (www.iulm.it)

L’incipit del pezzo è di fondamentale importanza per un articolo, perché è ciò che permette di catturare l’attenzione del lettore nelle poche righe iniziali. Questo primo periodo viene chiamato lead da “to lead”, che in inglese significa “guidare”: è uno spezzone di testo che ha quindi il compito di guidare il lettore nella direzione in cui vuole andare il pezzo.

É importante ricordare, ha sottolineato al prof. Zanichelli, che c’è differenza tra il fatto, che è quello che avviene realmente e la notizia, che è la relazione, attraverso la selezione da parte del giornalista, tra un avvenimento e il pubblico a cui viene raccontato.

La notizia è formata dalle famose 5 W: chi (who?), dove (where?), quando (when?), cosa (what?), (“come”, ovvero how? che è però con l’H) e perché (why?) per ultimo. Il “perché” è preferibile lasciarlo in coda per non entrare subito nelle opinioni e rimanere invece sui dati, mantenendo così l’oggettività e la concentrazione su quello che viene scritto. 

I tipi di lead sono numerosi e vengono scelti in base al tipo di pezzo, ma anche alle preferenze del giornalista che lo scrive. Uno dei più utilizzati è quello enunciativo, nel quale il giornalista può rispondere a queste cinque domande nelle prime righe del testo. 

Ovviamente esistono infiniti sistemi per iniziare un articolo ma, oltre a quello enunciativo, ce ne sono altri tre principali: dichiarativo, interrogativo e quello che parte dalla descrizione di una situazione.

Il lead dichiarativo, come suggerisce il nome, parte da una dichiarazione importante rilasciata da un protagonista del fatto (testimone, commentatore,…), che al posto di essere inserita successivamente viene utilizzata per dare il via all’articolo. Il risultato è quello di drammatizzare la notizia che si racconta.

Con quello interrogativo, invece, si inizia ponendo una domanda: si trasforma un fatto di cronaca in un problema collettivo e l’effetto è quello di coinvolgere il lettore, chiedendo retoricamente la sua opinione. Quello che conta non è quindi l’avvenimento in sé, ma la riflessione che provoca.

L’ultimo lead è quello in cui si parte da una situazione: si descrive una determinata scena coinvolgendo il lettore come se fosse lì ad osservare il momento. Diminuisce così la sua imparzialità che viene influenzata per il resto della lettura dalla descrizione soggettiva del giornalista.

Dopo aver identificato i diversi tipi di lead, la docente ha proposto alla redazione di Terza Pagina di riscrivere, utilizzando i quattro incipit trattati, il lead di un articolo già scritto. La redazione si è quindi messa alla prova per produrre gli attacchi che sono stati descritti e questa esercitazione ha permesso ai redattori di comprendere l’importanza degli incipit e la diversificazione che si può dare ad essi in base a come si vuole presentare la notizia. 

Giovedì 10 marzo si terrà l’ultimo incontro con la professoressa Zanichelli nel quale si parlerà della “Scrittura per la radio”.

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