“UN ANGELO PER CAPELLO”: 25 CENTIMETRI DI SPERANZA

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Di ANGELICA STEFANONI – Si dice che i capelli siano “il filo dell’anima”, quell’elemento che incornicia il volto di ciascuno ed ha la capacità di esprimere la propria personalità. È per questo motivo che la loro temporanea perdita, dovuta a cure oncologiche come la chemioterapia, costituisce uno dei più temuti effetti collaterali, nonché uno dei momenti più traumatici soprattutto per una donna. Non ci si riconosce nella nuova immagine e sembra che la propria femminilità stia svanendo, si prova vergogna senza aver fatto nulla di sbagliato e si cerca di nasconderla con bandane e cappelli. 

Anche l’acquisto di una parrucca può rappresentare un modo per conservare il proprio aspetto e affrontare con maggiore sicurezza la lotta giornaliera contro la malattia: il benessere psico-fisico, infatti, è sicuramente in grado di favorire la guarigione. Tuttavia questo è un lusso a cui non tutte le pazienti possono accedere a causa degli elevati costi di una parrucca di buona qualità. Così, dalla volontà di fornire aiuto e supporto alle donne che non possono sostenerne economicamente l’acquisto, nel 2016 è stata fondata “Un Angelo per Capello”. Si tratta di un’associazione Onlus composta da medici, sociologi, psicologi ed esperti della comunicazione e della formazione e che porta lo stesso nome di un’iniziativa avviata nel maggio 2014 dal Comune di Santeramo in Colle, nel barese, in collaborazione con l’“Associazione Oasi della Salute”, il “Laboratorio Mediavision” e la “Calviclinica”, ditta specializzata nella progettazione e produzione di impianti in capelli umani. 

A contraddistinguere il progetto è il fatto che ad essere regalate sono parrucche realizzate grazie alle numerose persone, provenienti da tutt’Italia ed anche dall’estero, che con coraggio decidono di donare una ciocca o l’intera chioma di cui si sono prese cura per anni. È anche la storia di Giulia, giovane impiegata  nell’ufficio acquisti di un’azienda di Castelleone, che qualche mese ha deciso di effettuare il fatidico taglio: idea, quella di accorciare i propri capelli, che la ragazza aveva già da tempo, ma che è stata accelerata da “un incontro al  bar con un’ex-compagna di classe delle superiori malata di tumore, la quale indossava proprio una parrucca ricevuta gratuitamente da “Un Angelo per Capello” e ha raccontato che questo dono era stato per lei già un ritorno alla normalità”. Sicuramente un’esperienza molto forte, traumatica per certi aspetti, ma “non un dramma insuperabile: se non avessi saputo che li davo a questa associazione, penso che avrei pianto” – afferma sinceramente Giulia –  “E anche adesso, quando ci penso, la consapevolezza che con il mio gesto sto aiutando sicuramente qualcuno toglie un po’ il dispiacere per dei capelli che di fatto ricresceranno”. 

Quindi, se prima i capelli tagliati venivano gettati via, ora, soprattutto grazie all’adesione di numerosi parrucchieri presenti sul territorio, questi possono essere trasformati in una concreta forma di empatia e solidarietà. È necessario, però, attenersi a dei semplici accorgimenti: come spiega bene l’immagine seguente, al momento del taglio i capelli asciutti e puliti devono essere raccolti in una treccia della lunghezza minima di 25 centimetri.

I requisiti necessari per poter aderire all’iniziativa (www.unangelopercapello.it)

In seguito, ogni 800 grammi di capelli raccolti e un contributo in denaro a carico dell’Associazione, la “Calviclinica” confeziona una parrucca di ottima qualità del valore commerciale di circa 400-500€. Si tratta di parrucche sintetiche traspiranti che, oltre ad essere più adatte ad un uso quotidiano, rispetto alle parrucche organiche (ovvero realizzate capelli veri) prevedono costi e tempi di produzione inferiori e, di conseguenza, consentono di far fronte alle disponibilità economiche dell’Associazione. Con una media di tre parrucche al mese, sono molte le donne che hanno ricevuto questo grande aiuto psicologico. Il semplice gesto di donare una ciocca di capelli e il nobile progetto “Un Angelo per Capello”, infatti, permettono a una donna che sta affrontando l’impervia strada della malattia di “poter stare in mezzo alla gente senza essere guardata come una ammalata, senza vedere il pietismo negli occhi della gente” – come scrive sulla pagina Facebook della Onlus una signora di Bari che ha avuto la fortuna di conoscere gli angeli dell’Associazione –  “ di non pensare in continuo alla malattia e di continuare a svolgere il proprio lavoro, senza sentirsi a disagio”.


IL SITO UFFICIALE DELL’ASSOCIAZIONE ONLUS “UN ANGELO PER CAPELLO”

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