“QUI, QUASI UN INIZIO”: TEATRO E DANZA CONTRO LA DISPERSIONE SCOLASTICA

Che Spettacolo!

di ANGELICA ZANACCHI SALTI – Martedi 7 dicembre alle 20.30 il Teatro Ponchielli di Cremona aprirà le porte ai giovani con una performance basata sul movimento, messa in scena da un corpo di ballo di danza contemporanea accompagnato da un’orchestra di musica classica. 

Cinquanta ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, accomunati dall’aver abbandonato la scuola durante la pandemia, avranno l’occasione di mettersi in gioco e mostrare a tutti i risultati di un lavoro durato cinque settimane, durante le quali, guidati da Marianna Bufano, Mattia Cabrini e Chiara Servalli, hanno intrapreso un viaggio alla scoperta della cultura del teatro e di tutte le bellezze che ne possiede.  

  “Qui” è inteso sia come spazio teatrale sia come termine per indicare la condizione difficile nella quale i ragazzi, cioè i protagonisti dello spettacolo, vivono nell’oggi. 

Mattia Cabrini – ideatore scenico

La scuola di danza “Il Laboratorio” in collaborazione con la “Compagnia dei Piccoli” in queste settimane ha portato avanti con determinazione il progetto “Non Uno di Meno – La scuola senza cattedra”,  un’iniziativa che coinvolge 53 realtà tra enti del Terzo Settore, istituti e enti pubblici delle province di Cremona, Mantova e Brescia con l’obiettivo di combattere la dispersione e l’abbandono scolastico, “per promuovere interventi sistematici capaci di tenere conto delle diverse aree e dei diversi livelli di azioni, rinforzare la capacità di creare relazioni e collaborare, per sperimentare e costruire la comunità educante”. Nel progetto elaborato a Cremona

Sulle note dei compositori Giovanni Gaetano  Rossi, Johann. Strauss, Antonìn. Dvořák e Amilcare Ponchielli i giovani attori interverranno come strumenti di un’orchestra che vivrà da subito la sfida di ascoltarsi, di farsi posto e muoversi insieme. “La musica detta i tempi“, spiega Mattia Cabrini, “e come un copione muoverà le azioni dei giovani danzatori, che saranno chiamati a compiere passi di danza che sono in realtà passi di un racconto con contorni sfumati tra il classico e la contemporaneità, tra l’attualità di tutti noi e il presente di ciascuno di loro“. 

L’idea che sta alla base è che forme alternative alla didattica devono diventare opportunità per rinforzare risorse personali

Mattia Cabrini – ideatore scenico

Il contributo di ciascuno, continua il curatore della parte teatrale del progetto, “diventerà pennellata che insieme a quella degli altri compone quadri che presenteranno il tema del nostro posto nel mondo. E come spesso succede dentro l’adolescenza, c’è tanto che risuona agli occhi e al cuore di adulti e bambini essendo loro collocati proprio lì: al confine tra l’infanzia e la vita adulta, tra il teatro e la danza, tra il dentro e fuori della vita. L’idea che sta alla base è che  forme alternative alla didattica devono diventare opportunità per rinforzare risorse personali e scoprire approcci cognitivi altri e complementari a quelli tradizionali. L’arte, la danza, il teatro possono essere attivatori di competenze”.

L’intero percorso, spettacolo finale compreso, è stato documentato al fine di realizzare un docufilm a cura di Sol Capasso di Camarada Films.

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