THERANOS, LA PIÙ GRANDE TRUFFA DELLA SILICON VALLEY

FuoriLiceo

di FRANCESCO GAMBA –Ho iniziato tutto perché ho paura di non poter aiutare chi amo: è la cosa che più mi spaventa; sentirmi inerme, disarmata, quando qualcuno a cui vuoi veramente bene si ammala gravemente. E sai che non puoi fare nulla per cambiare le cose. Allora ho deciso di trascorrere la mia vita a rivoluzionare il sistema sanitario“. All’inizio di tutto doveva essere questo il motivo che spinse Elizabeth Holmes, classe 1984, a lasciare l’università di Stanford e a fondare a soli 19 anni una start up che si annunciava rivoluzionaria: Theranos (il nome è una crasi di “therapy” e “diagnosis”, ovvero “terapia” e “diagnosi”). Lo fece nel 2003 grazie al sostegno di Channing Robertson (suo docente di ingegneria chimica) affittando il seminterrato di una casa universitaria e usando i fondi che in principio dovevano essere dedicati a Stanford. Un inizio pionieristico e avventuroso, che ricorda i primi passi di Steve Jobs nel garage della casa dei genitori. E come il fondatore di Apple, anche Elizabeth aveva una visione. La sua idea era di rivoluzionare il mondo delle analisi di laboratorio grazie a una nuova e potente tecnologia: un dispositivo portatile grande quanto un pc da tenere in casa, veloce negli esami e preciso nei risultati. 

“Ho iniziato tutto perché ho paura di non poter aiutare chi amo. Allora ho deciso di trascorrere la mia vita a rivoluzionare il sistema sanitario”

ELIZABETH HOLMES

Nel 2007 Holmes presentò il proprio prototipo dicendo: “Abbiamo provato tutto il resto e ha fallito, quindi chiamiamolo Edison”, una frase presa in prestito dall’omonimo inventore, famoso tra le tante cose anche per aver detto “Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato”. In teoria, la macchina creata dalla Holmes avrebbe dovuto eseguire una “immunoassay”, ovvero un test biochimico che cerca la presenza di un anticorpo o antigene nel sangue o nel fluido. A differenza dei test immunologici standard ( che possono misurare ad esempio solo i livelli dei farmaci, i livelli ormonali e alcuni marcatori del cancro), il “menu” di The Edison offriva invece più di 240 test, che potevano essere fatti su una singola goccia di sangue con risultati in sole quattro ore. Un metodo, dunque, che offriva un’opportunità molto più veloce ed economica rispetto ai classici esami del sangue.

The Edison

Queste idee rivoluzionarie erano affiancate da una grandissima abilità nel promuoverle: grazie alle sue apparizioni in dolcevita nero per la quale venne soprannominata “Steve Jobs in Gonnella”, con la sua voce insolitamente profonda (un ex collega di Theranos affermò in seguito che la sua voce naturale era di alcune ottave più alte, ma la famiglia ha sempre negato questa affermazione) e grazie al suo grande carisma, Elizabeth Holmes riuscì a ottenere una grande copertura mediatica. Questa immagine di donna innovatrice che era riuscita a farsi strada in un ambiente tutto maschile come quello della Silicon Valley favorì poi l’arrivo di denaro da parte di venture capitalist di rilievo, (investitori istituzionali che forniscono capitale a una società per finanziare il suo avvio o la crescita in settori ad elevato potenziale di sviluppo, innovazione e attrattiva, anche se l’investimento è rischioso) come il miliardario australiano Rupert Murdoch, e di personaggi di spicco nel suo consiglio di amministrazione: i due ex segretari di Stato Henry Kissinger e George Shultz, l’ex segretario alla Difesa William Perry, l’avvocato vicino ai Democratici David Boies, gli ex senatori Sam Nunn e Bill Frist. Inoltre, è stato riconosciuto ad Holmes di aver formato “il consiglio di amministrazione più illustre nella storia aziendale degli Stati Uniti” per tre anni di seguito. Mancavano però medici, ingegneri o scienziati. Un indizio di quello che sarebbe accaduto.

Holmes stava tenendo Theranos lontano dall’attenzione pubblica, senza comunicati stampa o un sito Web aziendale fino a settembre 2013, quando la società annunciò la partnership con Walgreens Botts Alliance, un’importante catena di farmacie statunitensi, che pagò milioni di dollari a Theranos per installare The Edison, il tester ideato dalla startup, nei propri punti vendita. Ma l’apparecchio non funzionava ancora e nel settembre del 2013, la data di lancio prevista per il miniLab, l’obiettivo diventò sempre più irrealizzabile. Questo era chiaro a tutti in Theranos. Eppure, successe qualcosa di incredibile: nel mondo dell’innovazione, i ritardi sono all’ordine del giorno (basti pensare ai piani grandiosi di Elon Musk e a quanto spesso vengano dilazionati), nella Silicon Valley nessuno si sarebbe stupito di un ritardo da parte di Theranos, purché mantenuto entro certi limiti, ma il ritardo non ci fu e Walgreens iniziò a offrire i sistemi di Theranos in una quarantina di farmacie. L’attenzione dei media crebbe ulteriormente nel 2014, quando Holmes apparve sulle copertine di Fortune e Forbes. Quest’ultima aveva nominato Holmes come la più giovane miliardaria fatta da sé del mondo e la piazzò nel 2014 alla posizione 110 dei Forbes 400. La sua società aveva raggiunto un valore di $ 9 miliardi e alla fine del 2014, il suo nome appariva in 18 brevetti degli Stati Uniti e 66 brevetti internazionali.

Nel mentre però John Carreyrou del Wall Street Journal dopo aver ricevuto una soffiata da un esperto in medicina che riteneva  sospetto il dispositivo per il test del sangue, avviò un’indagine segreta su Theranos, durata un mese. Carreyrou intervistò ex dipendenti e si procurò documenti aziendali. Venuta a conoscenza dell’inchiesta, Holmes incaricò l’avvocato David Boies di avviare un’azione che, per mezzo di minacce legali e finanziarie contro il Wall Street Journal e gli informatori, avrebbe impedito a Carreyrou di pubblicare i risultati dell’inchiesta. Nell’ottobre 2015, nonostante le intimidazioni e le violente tattiche di Boies, Carreyrou pubblicò l’articolo (John Carreyrou, Hot Startup Theranos Has Struggled With Its Blood-Test Technology, in Wall Street Journal, 16 ottobre 2015) in cui rivelava che il dispositivo di analisi del sangue Edison di Theranos forniva risultati inaccurati e che la società utilizzava macchine disponibili in commercio per la maggior parte dei test, il tutto corredato di molti dettagli incriminanti. In seguito alla pubblicazione di questa inchiesta, Walgreens sospese l’utilizzo del macchinario nei suoi punti vendita. Seguirono una serie di articoli di Carreyrou con altri dettagli schiaccianti, ma Holmes negò sempre le accuse, definendo in modo sprezzante il giornale un “tabloid” e promettendo che la società avrebbe pubblicato i dati sulla precisione dei test. Holmes fu ospite al Mad Money di Jim Cramer (un programma televisivo finanziario americano) ospitato la sera stessa della pubblicazione dell’articolo. La Holmes, rispondendo all’intervistatore che sosteneva che l’articolo fosse piuttosto brutale, disse: “Questo è quello che succede quando lavori per cambiare le cose, prima pensano che tu sia pazzo, poi ti combattono, e poi all’improvviso cambi il mondo”. 

Ma nonostante la sua indubbia abilità mediatica e le forti relazioni con l’alta società americana, Elizabeth Holmes non è riuscita a riparare dalla tempesta la sua creatura: Edison non ha mai davvero funzionato e il castello di carte costruito attorno al sogno dell’ex studente di Stanford è crollato. A causa della fuga di notizie, che ha poi portato a una vera e propria indagine, Holmes è stata costretta a pagare una multa di 500.000 dollari, ma non è tutto. Ufficialmente è stata accusata di frode dalla S.E.C. (la Securities and Exchange Commission, l’organismo che si occupa, per l’appunto, di questo genere di verifiche) e le è stato imposto il divieto di assumere ruoli di controllo in società per azioni per dieci anni.

Theranos è stata liquidata nel 2018 e ora Holmes, che ha 37 anni, è sotto processo, accusata di avere mentito e ingannato per anni clienti e investitori in quella che è stata definita la più grande truffa della Silicon Valley.

“Questo è quello che succede quando lavori per cambiare le cose, prima pensano che tu sia pazzo, poi ti combattono, e poi all’improvviso cambi il mondo”

ELIZABETH HOLMES

APPROFONDIRE, CAPIRE E FARSI UN’IDEA

https://www.ilpost.it/2021/09/09/processo-theranos/

https://tg24.sky.it/spettacolo/serie-tv/2019/06/13/the-inventor-elizabeth-holmes-theranos

https://www.corriere.it/esteri/21_agosto_30/elizabeth-holmes-inizia-processo-grande-truffatrice-sanita-che-sognava-essere-steve-jobs-0973fc90-090e-11ec-92ce-f1aac6dc2317.shtml

https://www.ilfoglio.it/magazine/2021/09/20/news/silicon-crac-e-iniziato-il-processo-contro-elizabeth-holmes-2968994/

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