PORTARE FUORI IL BUONO CHE ABBIAMO DENTRO

Editoriali

di DON MARCO D’AGOSTINO* – Ho atteso qualche giorno per stendere questo augurio, all’inizio di un nuovo anno scolastico che vede le scuole della diocesi di Cremona, insieme, in un unico corpo, in cammino verso una proposta educativa e didattica che tenga conto di alcune priorità. Provo a elencarle – non per fare la lista della spesa – ma per dir grazie a tanti, alla Chiesa di Cremona, al Seminario, alle famiglie, agli insegnanti e ai collaboratori scolastici, all’equipe educativa, ai bambini e ai ragazzi stessi per l’entusiasmo, la fatica, la gioia nell’iniziare un nuovo percorso. E le parole sono tre. 

Anzitutto «cambio». Di registro, di mentalità, di cuore. Veniamo da tempi difficili, ma non ci si arrende. Si ricomincia. Arriviamo dal Covid, ma proviamo a ricominciare. Ne abbiamo bisogno tutti quanti. Per essere aderenti, come il Papa spesso richiama, al vangelo e alla realtà, alla chiamata che il Signore rivolge a ciascuno, dentro la vita e l’esperienza educativa e didattica. Abbiamo bisogno di essere “elastici”. Se siamo arrivati fin qui, nel cammino, è merito di tanti, anche di quelli che oggi non sono a scuola, ma ci sono passati, hanno alimentato idee e proposte. 

Insieme vogliamo, ciascuno per la sua parte, costruire – è la seconda parola – una «casa», cioè una realtà comune, una società attiva, propositiva, lontana dalle lagne e dai lamenti per un mondo e una chiesa che non funzionano. E che a volte vogliamo mantenere così. Ci piacerebbe, sulla scia di don Milani, gridare il nostro “I care”, per tutto e tutti, per ciò che interessa all’uomo e, dunque, anche a Dio. Crediamo che insieme si possa educare, le famiglie possano scegliere una proposta, i bambini e i ragazzi possano crescere insieme, dandosi una mano reciprocamente. Abbiamo bisogno sempre di più, nella casa comune, di un gruppo che cammini insieme, né chi va troppo avanti, né chi tira indietro, ma che insieme si possano vedere le esigenze, i problemi, le attese e i desideri di tutti. E il bene che Dio semina nel cuore delle persone possa essere – ed è la terza parola – portato a «compimento». Non è sufficiente restaurare i muri, “fare l’Italia”. Oggi è il momento irrinunciabile e necessario per “fare gli italiani”.

E’ semplice tracciare righe, dipingere, rifare gli impianti, produrre certificazioni. Molto più impegnativo è costruire la casa che siamo noi, le “pietre vive” che tengono in piedi un edificio vivo. E permettere che la scuola, in tutte le sue componenti, possa portare a compimento il tanto bene che c’è in ciascuno. E-ducare, portare fuori e tracciare il buono che tutti abbiamo. Condividerlo, senza accumularlo. La scuola – vorrei dirlo a tutti e per tutti – insieme, a più voci, è viva. Sentiamo le voci dei bimbi, gli schiamazzi di chi gioca, le voci “da grandi” degli adolescenti, le paure, le proposte, la voglia di riprendere di chi sta per compiere i diciotto anni. La scuola paritaria non è meglio di altre: ha una sua proposta di comunione, a servizio dell’uomo, cristiana nella radice. Di attenzione all’uomo e alla donna che crescono e diventano cittadini responsabili. Se insieme, parola faticosa ed entusiasmante, saremo capaci di confrontarci, lavorare, pensare, creare, proporre avremo fatto un servizio. Proviamo a costruire una scuola comune viva, attenta, capace di solleticare, curiosa, creativa, aggiornata, per l’oggi, giovane, come siamo noi, dentro. È il dentro che dobbiamo costruire, cercando quel Dio che si manifesta in ciascuno, soprattutto nel fragile, nel più piccolo, nel più debole. Io gioisco perché tutti siamo protagonisti di questa avventura che ci chiede responsabilità e fiducia e sono convinto che insieme – solo insieme – sapremo costruirla.

Io ci credo. Sono credente. In Dio e nell’uomo. 

La vostra vocazione coincide col bene di questi ragazzi e delle nostre famiglie. Se crescono loro cresciamo anche noi. Se ci guadagnano loro, ci guadagniamo tutti.

E per questo vale la pena tentare.

Davvero, a ciascuno, buon anno scolastico.

* rettore del Seminario vescovile di Cremona e del Liceo “M.G. Vida”

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