“DILETTANTI A CHI?!”: IL CALCIO PROVINCIALE PRONTO A RIPARTIRE

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di FILIPPO GIAZZI -Quanto manca vedere il pallone scivolare sull’erba, appena tagliata, dei campi di provincia; quanto manca il clima spogliatoio, i “torelli” infiniti, gli scherzi tra compagni di squadra, le trasferte in compagnia; ma soprattutto l’ansia pre-partita combinata alla voglia di non perdere neanche un contrasto e dare il massimo in ogni singola azione; quanto mancano i cenni di intesa tra compagni di reparto, l’esultare per un gol segnato o il soffrire tutti insieme per un gol subito…forse è proprio questo che è mancato di più in questo logorante periodo di pandemia: lo stare insieme.

Dopo un anno e mezzo costellato da momenti di stop continui e di alti e bassi, il calcio provinciale sembra essere pronto a ripartire e a rientrare in carreggiata nella stagione 21/22 che riprende in questi giorni con l’inizio delle prime preparazioni atletiche. I primi dati positivi in merito provengono direttamente dal numero delle squadre iscritte o che si
iscriveranno ai campionati nei prossimi giorni, che all’incirca dovrebbe rispecchiare il numero degli anni precedenti. Solo nella provincia di Cremona ci sono circa 80 società affiliate che contano 1500 tesserati per le Prime squadre e 3500/4000 tesserati per il settore giovanile scolastico. Anche in Lombardia i numeri rimangono alti con ben 1400 società che numerano 182.000 tesserati regionali per confluire nelle 12.000 società a livello nazionale con oltre 1 milione di giocatori tesserati. Il calcio giovanile dilettantistico è e rimane il movimento sportivo più grande in Italia.

Nonostante all’inizio della pandemia si stimasse un’emorragia di club e tesserati e un 30% delle società cremonesi in via d’estinzione, il sistema ha retto il contraccolpo. Dove da una parte persisteva il danno nel bloccare tutti i campionati e la conseguente crescita dei giocatori, dall’altra le società, restando inattive, hanno avuto la possibilità di risparmiare e di non esporsi a delle spese importanti. Inoltre sono stati di grande aiuto alcuni contributi economici stanziati direttamente dal Governo e pervenuti al movimento lombardo con un effetto a cascata che ha coinvolto anche il calcio provinciale. In provincia di Cremona, al momento, si è avuta la perdita solo di due squadre di Terza Categoria, Gussola e Madignanese, con una new entry: la polisportiva Treponti.
Rimangono sicuramente diverse incognite che riguardano la gestione delle eventuali positività Covid e equilibri precari da sostenere: ad ogni società infatti sono richieste la massima accortezza e sicurezza nel tener controllati i propri giocatori. Ogni squadra dovrà identificare i propri tesserati in tre categorie: vaccinati, guariti dal coronavirus o nè vaccinati e nè guariti dal coronavirus. A questa prima divisione seguirà un tampone iniziale per tutti affinché si abbia un primo tracciamento e in seguito i non vaccinati, essendo i soggetti più a rischio di trasmissione, dovranno sottoporsi a tamponi in modo ciclico; tutto ciò per tenere monitorata la situazione e per prevenire ogni tipo di contagio.

“Siamo fiduciosi, la copertura vaccinale rappresenta un grande e forte punto a favore per la ripresa dell’intero movimento e la gestione degli eventuali casi di positività rimane il principale problema da arginare per non paralizzare nuovamente il sistema”, spiega Gianluca Corbani, segretario della delegazione provinciale della Figc, “Si pensava a conseguenze più corrosive ma bisogna fare i complimenti alle società che hanno ritrovato la forza e l’entusiasmo per non mollare e continuare a crederci”.


Oltre alla ripresa di tutti i campionati, che rimane lo snodo centrale, la FIGC provinciale propone due novità che possano valorizzare al massimo tutto il calcio cremonese. La prima è la Cremona Youth Cup, la piccola Champions League di Cremona: “Un torneo composto da squadre under 15 e 17”, racconta Corbani, parallelo ai campionati provinciali e nato per rimarginare il tempo perso e le ferite causate dal Covid, una competizione unica nel suo genere”. La seconda innovazione è la nascita delle finali che assegneranno il titolo a livello provinciale. La formula definitiva è ancora in sviluppo, ma l’idea di base sarebbe quella di concentrare in un solo weekend e in un determinato impianto, che presenti caratteristiche precise come una buona capienza di pubblico, parcheggi, tribune coperte e un ulteriore
campo di allenamento, le tre finali per i titoli provinciali dei giovanissimi, allievi e juniores. Un pretesto per attirare i media locali, per valorizzare la sede delle finali, (che sarà itinerante ogni anno) e cercare di portare sempre più persone ad assistere e a sostenere il calcio giovanile cremonese perché, conclude Corbani, dal settore giovanile passa il futuro del calcio italiano: è un patrimonio straordinario che va tutelato con tutte le nostre forze!”.

Fonte FIGC Cremona

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