GABRIELLA GREISON, LA FISICA OLTRE IL SIPARIO

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di ALESSIO PERODI – Cos’è la fisica? Impossibile spiegarlo con parole, numeri o simboli. Ogni qualvolta scegliamo un linguaggio limitiamo la nostra comprensione del mondo che si presenta invece come una pluralità di espressioni. Lo stesso avviene in fisica. Si pensa, erroneamente, che questa scienza sia solo un insieme di formule, ma queste ultime non costituiscono altro che l’apparato formale della conoscenza che abbiamo della realtà. “La matematica è l’alfabeto nel quale Dio ha scritto l’universo”, così la definì Galileo Galilei: un alfabeto, nient’altro che un insieme di simboli. Ciò che conta davvero è quindi ciò che sta dietro ai simboli, ciò che li sorregge e li innalza. Ma come spiegare questo? Magari il teatro potrebbe essere la risposta. 

Gabriella Greison è una fisica, scrittrice, giornalista e performer teatrale italiana. Ha conseguito una laurea in fisica nucleare a Milano e ha successivamente insegnato per qualche anno nei licei milanesi e romani. Ha lavorato all’Ecole Polytechnique di Parigi e al museo della scienza di Milano e ha creato trasmissioni radiofoniche e televisive. E’ stata definita “la donna della fisica divulgativa italiana” (Huffington Post), “la rockstar della fisica” (Corriere della Sera), “il volto rivoluzionario della scienza in Italia” (GQ)- Di lei hanno scritto  “ha creato un nuovo filone che non esisteva prima, con i suoi racconti di fisica romanzata a teatro e nei suoi romanzi” (Repubblica). 

Gabriella Greison è autrice di 8 libri, molti dei quali hanno scalato le classifiche delle vendite, ma soprattutto convinto pubblico e critica: Superdonne, Hotel Copenaghen, Einstein e io, Sei donne che hanno cambiato il mondo, L’incredibile cena dei fisici quantistici, La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall, Einstein forever e Ucciderò il gatto di Schroedinger. Ognuno di questi romanzi ha il merito di saper introdurre agli aspetti fondamentali della fisica moderna anche il lettore meno esperto. Le teorie  esposte dall’autrice si trovano però solamente sullo sfondo di narrazioni che illuminano la vita dei più celebri scienziati con una luce diversa, toccando talvolta i loro più subdoli segreti. 

E se la sua produzione letteraria è copiosa, altrettanto importante è il suo bagaglio teatrale che vanta ben 9 spettacoli: 1927 monologo quantistico, Einstein & Me, Sei donne che hanno cambiato il mondo, La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm hall, Einstein forever, Due donne ai raggi X – Marie Curie e Hedy Lamarr, Cara Marie Curie…, Hedy Lamarr – ve la racconto io e Ucciderò il gatto di Schroedinger

Quest’ultimo è andato in scena per la prima volta, dal vivo, il 6 agosto 2021 sotto al panorama mozzafiato che offre il castello di Arco (TN). Lo spettacolo, secondo Gabriella Greison, racconta di “una rinascita, di una elevazione, di un cambiamento. Dagli incontri con Erwin Schroedinger, la protagonista, Alice, una ragazza di 28 anni che si veste con la tuta di Kill Bill, trova la strada da seguire per realizzare se stessa”. La fisica serve anche a questo: conoscere se stessi. Ed è questo il messaggio chiave che Gabriella Greison vuole lanciare con il suo ultimo lavoro teatrale.

Ma dove finisce Newton e inizio io?”. Questo è il dilemma che scombussola l’animo della povera Alice e che ha scombussolato quello dei padri fondatori della fisica quantistica. Il passaggio dalla teoria classica a quella moderna non è netto, ma è come quello che avviene nella nostra vita ogni qualvolta siamo tenuti a prendere una decisione. 

Tutti conosciamo il celebre gatto di Schroedinger e il suo paradosso: l’animale si trova in una scatola contenente una fiala di veleno e un congegno che rompe quest’ultima non appena un atomo decade. Non si può conoscere con precisione quando quest’ultimo evento avverrà, se fra 10 secondi, 10 anni o 10 millenni, e non è quindi possibile sapere se il gatto sia vivo o morto. É quindi lecito considerare il povero animale sia vivo che morto allo stesso tempo, portando nel mondo macroscopico ciò che l’equazione di Schroedinger ha portato nel microcosmo quantistico.

Nella nostra vita non possiamo però permetterci di sapere che il gatto è sia vivo che morto, dobbiamo attuare scelte e cambiamenti. “La vita è tutto quello che resta dopo aver aperto la scatola”, perché sì, noi dobbiamo aprirla quella scatola, dobbiamo farla quella scelta e dobbiamo cambiare se vogliamo vivere secondo le nostre aspettative e i nostri desideri.

Questo è solo uno dei tanti spunti e delle tante domande che la fisica può introdurre nella nostra vita di tutti i giorni. Perchè quindi rinchiudere questa affascinante disciplina all’interno delle mura di un’aula? Perchè non farle superare il sipario? Questo è l’obiettivo di Gabriella Greison: fare uscire la fisica dall’ambiente accademico nella quale è rinchiusa. 

La vita è tutto quello che resta dopo aver aperto la scatola

ALICE (da “Ucciderò il gatto di Schroedinger”)

Se non vi piace la fisica forse l’avete imparata dall’insegnante sbagliato o dall’attore sbagliato o youtuber o qualunque altro divulgatore abbia abbastanza conoscenza della materia. Con le potenzialità offerte da internet è infatti possibile intercettare ogni persona col metodo più adatto a fargli comprendere la magnificenza della conoscenza fisica. Non tutti sono in grado di comprendere a pieno la fisica e il suo formalismo matematico, ma tutti possono avvicinarsi ad essa e coglierne gli insegnamenti più importanti. 


Prossimi eventi di Gabriella Greison:

  • 21 agosto – Santa Margherita Ligure (GE) – Sei donne che hanno cambiato il mondo.
  • 22 agosto – Spotorno (SV) – Quel Genio di Schroedinger.
  • 26 agosto – Firenze – Monologo quantistico.
  • 11 settembre – Cremona – TEDXCremona.

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