GREEN PASS, SALUTE O LIBERTÀ?

Libertà di Parola

Con questo intervento diamo spazio al dibattito nato tra i nostri redattori in merito all’uso del Green Pass proposto dal presidente francese Macron e al centro di un aspra polemica anche in Italia. Se vuoi partecipare alla discussione scrivi alla redazione di Terza Pagina: redazione@terzapagina.org

di FILIPPO LANZONI – Siamo al 15 di luglio dell’anno 2021, a metà estate esatta, l’Italia ha appena riscosso importanti traguardi a livello internazionale in ambito sportivo e musicale, e ciò ha portato un po’ di vita alle nostre radici, che da tempo avevano sete di speranza. Tuttavia il virus e le sue varianti continuano a perseguitarci, e si inizia a percepire nell’aria e tra le pagine dei giornali, quella paura che tutti, nostro malgrado, abbiamo conosciuto. 

I vaccini hanno sicuramente migliorato la situazione, eppure l’onda dei contagi sta salendo prima rispetto all’anno scorso, nonostante i ricoverati nel nostro paese continuino a diminuire. L’Europa è in allerta e bene o male tutti i paesi stanno cercando di ricavare un’utilità dal green pass, rendendolo obbligatorio per alcuni luoghi, incoraggiando (o obbligando) così i cittadini a vaccinarsi. L’Italia sta valutando l’obbligo del green pass per i viaggi in treno o aereo, per l’accesso a stadi e cinema, e forse anche per i ristoranti al chiuso. 

Questa è una linea che possiamo definire, come dice anche Draghi, “leggera”, ma anche ragionevole, rispetto a quella degli altri stati europei, per esempio quella che sta adottando la Francia. Macron infatti dal 21 di luglio renderà obbligatorio il green pass non solo per luoghi di grande assembramenti come stadi, musei o mezzi di trasporto pubblici, ma anche soltanto per andare al bar o al ristorante o addirittura al supermercato. Obbligherà per vie secondarie (ma neanche troppo) la popolazione francese a vaccinarsi, nessuno escluso. Toglierà alle persone non vaccinate la possibilità di incontrare amici e parenti al tavolo di un bar, di fare colazione con un caffè e un croissant prima della giornata. Nei fatti verranno negate a molti le relazioni sociali…e che cos’è l’uomo senza relazioni sociali? Si tratta di barattare la libertà con la salute? Si tratta di scegliere cosa sia più importante, o meglio di obbligare le persone a fare una scelta? 

Viene da sorridere pensando che la norma venga da quegli stessi francesi che sacrificarono la loro vita pur di ottenere la tanto agognata Liberté, ed ora invece dovrebbero sacrificare la propria libertà di scelta e pensiero pur di difendere (forse) la salute, al prezzo di una libertà comprata. Una libertà che si può permettere solo un’elite di persone. Una situazione che ricorda le persone che in Germania non potevano entrare in alcuni bar o negozi, solo perché avevano un pezzo di stoffa cucito sulla giacca.

Molti penseranno che non vaccinarsi sia da sciocchi, oppure che per una cosa così piccola non abbia senso protestare. Questo pensiero ad alcuni apparrà incomprensibile, ma il pensiero altrui, anche se non capito, va rispettato. Le scelte vanno rispettate. Quella che Macron propone è un’imposizione dal vago sapore di dittatura.

* foto di copertina ©FNMF/N. MERGUI da www.flickr.com

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