MORELLI, LA MENTALITA’ DI UN CAMPIONE

Sport Vita da Vida

di FRANCESCA GALIMBERTI – Prima che terminasse l’anno scolastico, gli studenti di tutte le classi prime del liceo Vida hanno avuto l’opportunità di incontrare e intervistare un noto volto del nuoto paralimpico italiano, nonché loro concittadino: Efrem Morelli.

L’atleta ha essenzialmente raccontato la sua lunga e travagliata carriera sportiva che è iniziata con il motocross, da sempre una sua grande passione. Ha cominciato all’età di 14 anni, conquistando un titolo italiano e tre convocazioni europee finché, nel 2000, non è rimasto vittima di un grave incidente, che gli ha causato la paraplegia. Così, per un incidente in pista è cambiata la vita di Efrem Morelli, che fino all’ultimo ha sperato di poter tornare in sella alla sua amata moto. “Metabolizzare la situazione non è stato facile” ha detto Morelli mentre ripercorreva, tra una domanda e l’altra, il suo percorso, ma nonostante questo non si è mai dato per vinto, anzi. Ha ripreso a praticare sport poco tempo dopo l’incidente: per un anno ha praticato basket in carrozzina, poi si è dedicato al canottaggio per tre anni, ma entrambi gli sport sono stati abbandonati essenzialmente per la sua maggiore predilezione verso le discipline individuali.

Il recupero dopo l’incidente è durato circa due anni, periodo in cui, grazie al lungo percorso di fisioterapia, si è avvicinato molto alla disciplina del nuoto. “Ho iniziato a praticare nuoto per riprendere la forma fisica e la coordinazione” ha raccontato Morelli, “nonostante io sia più appassionato alla motocross, il nuoto mi ha aiutato parecchio” ha continuato, cercando di soddisfare ogni richiesta da parte dei ragazzi, che sono rimasti affascinati dal suo coraggio e dalla sua determinazione.

Morelli ha definito il nuoto come uno sport “monotono”, dicendo che una persona non può nuotare senza una forte motivazione; motivazione che a lui non è mai mancata e grazie alla quale è sempre riuscito ad andare avanti, nonostante la fatica e nonostante gli alti e bassi, che l’hanno portato a prendersi un periodo di pausa, necessario per consentirgli di recuperare tutte le forze per continuare a lottare.

Nonostante il nuoto non fosse esattamente come il motocross, che lui stesso ha definito “vario e imprevedibile”, ha sempre lavorato sodo per lasciare il segno anche in questa disciplina, che gli ha regalato parecchie e meritate soddisfazioni, tra cui due titoli mondiali e altrettanti europei, ma soprattutto l’esperienza a cinque cerchi, con il terzo posto alle Paralimpiadi di Rio 2016 nei 50 metri rana.

A questo proposito Efrem Morelli si è sentito di spendere qualche parola riguardo alle tanto attese Olimpiadi di Tokyo che, causa pandemia, sono state rimandate dal 2020 al 2021.

“Indubbiamente sono un grande rischio, ma se venissero annullate sarebbe un dramma per lo sport”, ha affermato l’atleta parlando a nome di tutti gli sportivi che da anni stanno lottando per conquistare un posto nella squadra olimpica. Un altro punto cardine, secondo Morelli, è il fatto che in questi Giochi Olimpici sarebbe necessario chiudere al pubblico le porte dei palazzetti, degli stadi e delle arene. “Olimpiadi silenziose”, ecco come vengono definite. “Un’Olimpiade senza pubblico non è la stessa cosa, potrebbe risultare quasi demotivante” ha asserito, lasciando trasparire dai suoi occhi un lampante dispiacere.

Dopo aver conosciuto la storia di questo grande campione che, per ciò che ha dovuto attraversare e superare, può assolutamente essere definito “maestro di vita”, lui stesso si è sentito di dare qualche consiglio ai ragazzi. “Abbiamo un’energia di riserva da utilizzare in questi casi” ha detto facendo riferimento all’incidente e al recupero sia mentale che fisico a cui è stato costretto dopo. Morelli ha confessato anche di avere un motto che si ripete sempre nei momenti più difficili, sono tre parole: “Concentrazione, costanza, determinazione: bisogna sempre andare oltre le difficoltà e la forza per farlo non proviene da nessun’altra persona al di fuori di noi stessi, della nostra testa, del nostro cuore, della nostra anima”.

Efrem Morelli è l’esempio perfetto di tutto questo, nonostante i mille intoppi e i mille ostacoli si è sempre rialzato, facendo sicuramente una fatica enorme, ma riuscendo ad utilizzare nel modo giusto la sua dose di energia di riserva, energia che l’ha portato a splendere di nuovo nel mondo dello sport.

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