Una passione lunga 1000 Miglia

FuoriLiceo

di GRETA BODANA – Ci sono passioni che si accendono come un motore quando si gira la chiave nel cruscotto, che danno vibrazioni come quelle di un 8 cilindri.. sensazioni che si uniscono alla storia nella mitica Mille Miglia che nel pomeriggio del 16 giugno ha attraversato Cremona.

 In arrivo da Brescia e passando lungo le vie del centro, la carovana è giunta in piazza Duomo. La nostra cattedrale e il Torrazzo hanno fatto da sfondo a questa “corsa” di auto d’epoca che va in scena dal 1977. Il sound aggressivo dei motori ha risuonato tra le case e i palazzi e ha attirato a bordo strada gli appassionati di ogni età, armati di bandierine e cartelloni dedicati all’auto preferita.

Ma facciamo un passo indietro: perché Mille Miglia? La corsa nacque in realtà nel 1926 quando i conti Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e il giornalista Giovanni Canestrini idearono una gara di velocità su un percorso a forma di “8” della lunghezza iniziale di circa 1600 km ovvero 1000 miglia. Dopo l’iniziale successo si decise di ripetere la prova negli anni successivi e furono settantasette gli equipaggi  che parteciparono alla prima storica edizione che si svolse il 26 marzo 1927 vinta da Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi a bordo della loro OM. La gara fu sospesa nel 1940 quando l’Italia prese parte alla seconda Guerra Mondiale per riprendere il 21 giugno di sette anni dopo. Ma ancora una volta ci fu un’interruzione: un grave incidente avvenuto nel 1957, dovuto allo scoppio di uno pneumatico, portò alla morte del pilota Alfonso de Portago, del copilota Edmund Gurner Nelson e di una decina di spettatori. Il governo dichiarò la fine della corsa Mille Miglia. Ma Brescia, con i suoi appassionati di motori, non si arrese e pur di continuare la tradizione decise che la gara non fosse più di velocità, ma quella di regolarità che si svolge ancora oggi. Partendo dalla sua città natale per arrivare a Roma e poi tornare nuovamente alla partenza in Lombardia, in questa competizione basata sulla regolarità non vince chi arriva primo, bensì chi durante il tragitto è riuscito a mantenere una velocità media uguale o simile a quella prestabilita al via. 

Ciò che rende speciale questo evento è la mancanza di un circuito: le auto infatti viaggiano su strade pubbliche e nei centri urbani, permettendo ai conducenti, ai passeggeri ed ai tifosi di godersi stupendi paesaggi in giro per l’Italia. Quest’anno i partecipanti sono stati 375 tra italiani e provenienti da altri paesi dell’Unione Europea, la sfida è stata ardua e solo 341 sono le auto che sono rimaste in gara fino al termine della corsa. Il premio se lo sono aggiudicati Andrea Vesco e Fabio Salvinelli a bordo della numero 43, una mitica Alfa Romeo 6C Super Sport del 1929 già 3 volte vincitrice negli scorsi 3 anni. Quest’anno sono state ideate altre 2 sezioni della gara: la “Mille Miglia Experience” vinta da Kimura Hidemoto e Kawashima Shintaro a bordo della loro Aston Martin V8 Zagato del 1989 e la “1000 Miglia Green 2021” che ha visto tagliare il traguardo alla Jaguar I-Pace di  Stefano Orlandini e Dennis D’Amico. 

Alla gara può partecipare chiunque possieda un’auto d’epoca e molti sono stati i volti noti tra i concorrenti: il presidente di Stellantis e Ferrari, John Elkann con sua moglie Lavinia Borromeo, la presentatrice Caterina Balivo, l’attrice Alessandra Mastronardi , i giornalisti Cristina Parodi e Nicola Porro, la pallavolista Francesca Piccinini.

Il fascino delle auto d’epoca non svanirà mai, ecco perché anche Terza Pagina non poteva mancare.

*immagini dal profilo Facebook della MilleMiglia

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