ASSETATI? SÌ, DI CULTURA, STORIA E… UN PO’ DI CALCIO

Eventi Vita da Vida

di ALICE QUATTRONE – Dopo sette giorni dal primo “sorso di cultura” organizzato dal liceo Vida, il pubblico lamentava disidratazione… come risolvere il problema se non invitandoli ad un nuovo caffè letterario? Il 17 giugno si è tenuto nel giardino della scuola un incontro con Patrizio Pavesi, direttore di Terza Pagina, giornalista e docente dello stesso liceo, che ha accettato in questa occasione di condividere il viaggio che l’ha portato verso la pubblicazione del suo libro “Il filo granata”. 

Con la passione trasmessa dal papà per il Grande Torino, l’autore fin da piccolo ha conservato nel cuore uno spazio per gli immortali giocatori e, una volta adulto, ha deciso di indagare e scoprire tutto ciò che ruotava attorno a loro, dalle vittorie ai record, dagli aneddoti fino alla tragedia di Superga del 1949, che ha posto fine alla vita dei campioni granata e fatto nascere alla loro leggenda. E’ stata una ricerca lunga e dettagliata svolta non solo sui libri e sulla stampa dell’epoca, ma che l’ha condotto in diverse città d’Italia, così da sentire con le proprie orecchie testimonianze certe e toccanti di coloro che hanno vissuto più da vicino la vita della squadra. 

Il Grande Torino morto a Superga nel 1949

Che cosa l’avrà spinto alla decisione di scrivere un volume? La curiosità ha giocato certamente un ruolo fondamentale, quella curiosità che nasce da dentro e che sprona a scoprire un mondo che ancora non si conosce del tutto. Visitare i luoghi e ascoltare i racconti sulla catastrofe del ’49 ha rappresentato una tappa fondamentale per la realizzazione del libro e ha permesso all’autore di raccogliere tra le pagine non solo dati oggettivi, ma anche le emozioni e le sofferenze che la tragedia ha portato con sé. 

Patrizio Pavesi durante la presentazione di “Il filo granata”

Durante il caffè letterario, Patrizio Pavesi non si è soffermato solamente sul drammatico evento per cui è nota questa squadra, ma ha esplicitato tutti quelli che sono stati i successi e le sconfitte conseguite, in modo da rendere evidente la strada e l’evoluzione che ha seguito il Grande Torino. Quei giovani calciatori non erano solo dei giocatori per la Nazionale, ma rappresentavano la speranza dell’Italia intera nel dopo guerra. Il nostro paese, indebolito e abbattuto dagli scontri, era in cerca di “fede”, di qualcosa a cui credere, in cui riporre le proprie speranze, e i 18 giocatori del Toro rappresentavano proprio questo.

L’autore con commozione ha spiegato come questa tragedia sia stata la fine di un grande cammino sportivo e sociale, una morte che ha lasciato senza parole l’intera penisola, non più abituata ai lutti di massa. Il 4 maggio 1949 alle 17,05 si è spenta l’intera squadra, ma non la gloria e la fiducia che gli italiani avevano in lei e che, anche grazie a “Il filo granata”, rimarrà nella memoria di tutti.

Come nel precedente appuntamento, la serata si è conclusa con un momento di condivisione e saluto finale, con copie vendute e autografate davanti all’ottimo buffet offerto dalla caffetteria del liceo.


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