L’ORFEO, IL NOSTRO BATTESIMO DELL’OPERA

Che Spettacolo!

di BEATRICE NOBILE – Quanti di voi, girando in centro con gli amici, sono passati davanti al Teatro Ponchielli? Ma quanti di voi, spinti da un po’ di curiosità, hanno mai dato un’occhiata all’interno? Nel caso non ci siate mai stati, l’abbiamo fatto noi di Terza Pagina per voi, e non vediamo l’ora di raccontarvi la nostra esperienza. Invitati da Andrea Cigni, Sovrintendente e Direttore Artistico del teatro, abbiamo assistito alla prova generale dell’Orfeo di Monteverdi, che apre oggi il Monteverdi Festival (qui il programma). Per molti di noi era la prima volta e, senza sapere bene cosa aspettarci, abbiamo preso posto in platea.

All’improvviso si abbassano le luci, si apre il sipario e… comincia lo spettacolo!

Dopo l’introduzione della musa, assistiamo al matrimonio tra Orfeo ed Euridice, allietato dai canti dei pastori, che dipingono una scena gioiosa e spensierata. Ma ecco che, mentre Orfeo scherza con gli amici, giunge una messaggera ad annunciare la morte della sua sposa. Allora il cantore decide di scendere nell’Oltretomba per riportare in vita la sua amata e, facendosi strada tra i demoni con la sua musica, ottiene finalmente di poterla riaccompagnare a vedere la luce, a patto che non si volti a guardarla. Ma Orfeo, temendo che Euridice non lo stia seguendo, si gira e la sua sposa gli viene sottratta per sempre. Alla fine dell’opera Orfeo, disperato, invoca gli dei e, ascoltato da Apollo suo padre, viene portato in cielo.

Nonostante per noi profani spesso non fosse facile seguire i dialoghi cantati dagli artisti, l’espressività dei movimenti, dei vestiti, delle scenografie e della musica (che come dice Andrea Cigni, è la padrona dello spettacolo) rendevano chiare le emozioni che ogni scena voleva trasmettere.

Forse molti di voi si staranno chiedendo: perché andare a teatro quando si può andare al cinema? Beh, possiamo assicurarvi che è tutta un’altra cosa: un’opera teatrale viene messa in scena proprio per noi e per nessun’altro, per una ristretta cerchia di “privilegiati” che condividono l’arte, ma anche lo sforzo produttivo messo in campo. E viene messa in scena proprio quella sera, non in un altro momento, non on demand, in quello che è un rito nobile, antico e affascinante. Il fatto poi che alcuni artisti siano arrivati sul palco dal fondo della sala, passando in mezzo al pubblico, ci ha reso ancora più coinvolti e partecipi dello spettacolo. E poi c’è il momento degli inchini finali, quello in cui si possono vedere le persone dietro i personaggi rappresentati: attori soddisfatti, delusi, emozionati, orgogliosi… Ma anche le persone che non si sono viste in scena, senza le quali lo spettacolo non potrebbe stare in piedi.

Anche se l’attenzione degli spettatori è generalmente rivolta verso i cantanti, la vera protagonista dell’Opera è l’orchestra, che dirige, guida e comanda tutti i movimenti degli altri artisti e ha il potere di raccontare e rafforzare le emozioni di ogni scena.

Quello che noi vediamo è il frutto della collaborazione perfetta di musicisti e cantanti, anche se, dietro alle quinte, c’è un vero e proprio mondo in azione che, alla fine dello spettacolo, abbiamo potuto scoprire con i nostri occhi. Infatti il direttore artistico ci ha accompagnato sul palco, molto più grande di quanto si percepisca stando in platea e sovrastato da numerosissimi cavi e meccanismi che permettono entrate e uscite di scena spettacolari, rapidi cambi di scenografia, giochi di luce che rendono magica la rappresentazione. Dietro al palco si trova un ampio spazio vuoto che, come ci è stato spiegato, rende straordinaria l’acustica del teatro e permette di sentire chiaramente le voci degli attori, senza bisogno di microfoni: una sorta di cassa di risonanza, che fa del teatro un grande strumento musicale.

Prima di uscire abbiamo visitato anche la sartoria e il laboratorio dove vengono create e sistemate le scenografie e ci siamo resi conto di quante persone effettivamente siano necessarie per mettere in scena uno spettacolo. Insomma, per essere la prima volta a teatro, l’Orfeo ha acceso in noi di Terza Pagina molta curiosità. E con l’autunno seguiremo il cartellone del Ponchielli, per iniziare a capire (insieme a voi) i segreti di questo mondo magico che troppo spesso i giovani non conoscono.

L’ORFEO

favola pastorale di Alessandro Striggio
musica di Claudio Monteverdi

Interpreti
Mauro Borgioni (Orfeo) , Roberta Mameli (La Musica / Proserpina), Giuseppina Bridelli  (Messaggera /Speranza), Alessandro Ravasio (Caronte), Davide Giangregorio (Plutone), Cristina Fanelli (Euridice), Luca Cervoni (Apollo)

ORCHESTRA E CORO MONTEVERDI FESTIVAL
CREMONA ANTIQUA

direzione e cembalo Antonio Greco – maestro del coro Diego Maccagnola

regia Andrea Cigni
scene e costumi Lorenzo Cutùli
allestimento e produzione
Fondazione Teatro A.Ponchielli Cremona

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