Un “tg da sogno”…e da podio!

Vita da Vida

di FILIPPO GIAZZI – Esiste un filo, quasi invisibile, nella vita di ogni studente. Un filo che delimita la fine del mondo scolastico con l’inizio del mondo lavorativo, il temuto mondo degli adulti. Un filo che simboleggia non solo le tante paure e timori riguardanti il futuro, ma anche l’assoluta necessità di affrontare esperienze formative e di arricchimento personale. 

Esperienze che si possono vivere svolgendo piccoli lavoretti estivi, corsi extra-scolastici, stages oppure, come è capitato ad alcuni ragazzi della terza liceo classico e della terza liceo sportivo del Vida, dare vita ad un vero e proprio telegiornale “fai da te”: un viaggio all’interno di uno dei Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) proposti quest’anno agli studenti, in un contesto articolato e impegnativo come quello dell’informazione giornalistica. Ma da dove è nata questa iniziativa? 

L’idea di cimentarsi nella produzione di un telegiornale ha preso il via da un concorso indetto dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna(BPER Banca)   proposto dal sito di Educazione Digitale. Il progetto  presentava un regolamento preciso e dettagliato: il notiziario televisivo doveva trattare notizie dal futuro poiché  ambientato nel 2038; doveva avere come snodi centrali tre notizie: attualità, tecnologia e sport.. Come ultimo punto, ma non meno importante, era richiesto il vincolo che in ogni servizio venisse sottolineata la chiave di sostenibilità finanziaria e ambientale. 

Una sfida non semplice che però non ha scoraggiato gli studenti del Vida e che, anzi, ha sviluppato in loro curiosità e voglia di scoprire di più riguardo al mondo del telegiornalismo.  Gli alunni che si sono cimentati in questa avventura sono stati Angelica Zanacchi Salti, Andreas Mario Albarosa, Filippo Giazzi, Flavia Moscato e Beatrice Nobile a rappresentare la terza classico mentre Riccardo Bertolini, Riccardo Filippini, Carlo Tedeschi, Tommaso Paroni e Samuele Scolari sono stati  portavoce della terza liceo sportivo. Una squadra di dieci ragazzi capitanata dal professor Patrizio Pavesi, esperto del settore e giornalista professionista. 

Da sin.: il professor Patrizio Pavesi, Andreas Mario Albarosa, Tommaso Paroni, Riccardo Filippini, Carlo Tedeschi, Riccardo Bertolini, Filippo Giazzi, Beatrice Nobile, Angelica Salti Zanacchi e Flavia Moscato

Il gruppo di lavoro ha iniziato informandosi sulle nozioni essenziali del giornalismo, sulla struttura di una redazione e sul funzionamento di uno studio televisivo: direttore, redattori, inviati, ma anche cameraman, tecnici luci e audio. I ragazzi hanno visionato e analizzato alcuni noti TG per capire in modo più specifico la struttura e le parti più tecniche. Solo in un secondo momento è arrivata la fase del “brainstorming”, la caccia alle idee.

I giovani giornalisti sono stati divisi in gruppi per cercare di ideare le notizie più brillanti,ma solo la scrematura finale ha portato ai tre pezzi da proporre al concorso. I servizi protagonisti del “Tg da Sogno” del Liceo Vida sono stati la ricorrenza del ventennale della morte dell’ex giocatore Davide Astori, scomparso improvvisamente e prematuramente nel 2018, in concomittanza al rinnovamento  in chiave ecologica e green dello Stadio Zini di Cremona (per la categoria SPORT); per la sezione dell’ATTUALITA’  il resoconto di Agenda 2030 con tutti gli obiettivi conquistati e non negli anni post pandemia e infine, per la categoria TECNOLOGIA, l’entrata in scena in ambito scolastico dei robot in veste di aiuto-professori e il rapporto dell’intelligenza artificiale con l’artigianato e la manodopera. 

Il gruppo di lavoro ha scelto una struttura base che fosse semplice ma allo stesso tempo d’impatto per i telespettatori: una conduttrice, servizi coperti e stand up con la presenza di ospiti e interviste. Di pari passo alla scelta della struttura generale era necessario pianificare attentamente la scaletta del Tg in modo che scorresse fluido e accattivante. Oltre al sommario e i rituali saluti iniziali e finali, l’ordine è stato impostato in seguito a diversi momenti di confronto tra i neo-telegiornalisti e ha avuto inizio con il servizio coperto riguardante l’attualità, in seguito il momento di Tecnologia con l’intervento di alcuni esperti del settore e in conclusione il servizio dello sport con la stand up del giornalista sul campo dello Stadio Zini e il ricordo di Davide Astori nelle parole commosse del suo ex allenatore Roberto Venturato

La redazione è poi passata alla stesura dei testi dei servizi e alla ricerca della collaborazione di alcuni soggetti esterni alla scuola. Innanzitutto il prezioso appoggio della società U.S Cremonese, che ha permesso di varcare le porte dello tadio di Cremona e di registrare al suo interno la stand up dell’inviato, poi la disponibilità di alcuni studenti e professori del Liceo Vida  nel farsi intervistare in merito all’arrivo dei robot nelle scuole e infine la testimonianza del maestro liutaio cremonese Alessandro Commendulli. ondamentale è stato poi l’aggancio con il team di Cremona 1 che non solo ha gentilmente prestato il proprio studio per permettere di registrare la parte della conduzione, ma che ha anche mostrato agli studenti i retroscena della messa in onda di un telegiornale, l’impegno che serve per realizzare quotidianamente un prodotto di qualità per le persone a casa e, non ultimo, l’importanza dei rapporti umani e di un’atmosfera serena all’interno di un ambiente lavorativo. 

Tra papere durante le prove di registrazione, speech per i servizi coperti e un corso accelerato di montaggio video tenuto dal prof Pavesi, a una settimana dalla data scadenza il Tg era pronto. La notizia della vittoria del concorso nazionale, a cui hanno partecipato oltre 80 istituti superiori di tutta Italia, è arrivata pochi giorni prima della fine dell’anno scolastico. Una vittoria indimenticabile sia per l’impegno ripagato, sia per essersi aggiudicati come premio la fornitura di nuove attrezzature di registrazione, ma soprattutto per ciò che ha significato vivere questa esperienza. Un’esperienza diversa, che è difficile testare sulla propria pelle a meno che si faccia il giornalista di professione. Un’esperienza di crescita, di maturità che ha responsabilizzato nel proprio piccolo ogni studente partecipante e che, forse, ha reso quel tanto temuto  filo invisibile che separa la vita scolastica da quella lavorativa un po’ meno temibile e un po’ più abbordabile.


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