L’AUTISMO NUOTA CON ME!

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di ALESSIA ANCONE – Quello tra nuoto e autismo sembra un binomio impossibile. E forse lo è, se non intervengono cuore, passione e conoscenze per realizzare un progetto vincente: sono tanti infatti i miglioramenti che si possono notare nei bambini autistici che si approcciano alla piscina. Tutti inizialmente sono spaventati e anche i gesti più semplici, come fare la doccia, diventano impossibili, ma alla lunga i risultati oscurano le difficoltà iniziali. Ed è straordinario come sia nato per caso un progetto per rendere autonomi questi ragazzi. 

È partito tutto da Giorgio Bertasi, istruttore di nuoto, laureato in scienze motorie e già con una lunga esperienza di sostegno a bambini con difficoltà. Il primo allievo è stato Mattia, grazie al desiderio del padre Stefano di fargli imparare a nuotare. La sua esperienza in acqua è iniziata con palline, tubi, giochi colorati, con l’utilizzo del bordo come àncora e per i tuffi. E in poche lezioni è riuscito prima a vincere la diffidenza del contatto fisico, poi ad attraversare la vasca senza avere più paura di nulla. I miglioramenti, oltre che in acqua, sono stati evidenti anche a casa: il bambino ora sa dove deve mettere le ciabatte e l’accappatoio, ma sa anche preparare lo zaino per andare in piscina. 

Dopo il successo dell’esperimento con Mattia, si è pensato di allargare il progetto a più bambini possibile creando dei corsi. Inizialmente con lezioni individuali o a coppie e poi anche in gruppetti da tre o quattro. Gianluigi Ferrari, presidente dell’associazione “Gli amici di Gianni e Massimiliano” (mancato purtroppo lo scorso anno), con il Comune di Cremona, Giorgio Bertasi e altri volontari hanno reso possibile questo progetto. 

Non sono ovviamente mancate le difficoltà nel trovare la piscina più adatta, che dopo  diverse prove è stata individuata all’hotel Pilgrim’s, a Cicognolo. Con il crescere progressivo della sicurezza dei bambini in acqua ci si è spostati nella piscina comunale di Cremona. Per l’estate, invece, i bambini si trovano nella vasca della Canottieri Baldesio.

La prima difficoltà è stata darsi un’organizzazione, perchè prima di questi corsi ho sempre fatto lezioni individuali” -spiega Bertasi- “Ma la vera difficoltà è stata quella di entrare in comunicazione, imparare i loro comportamenti, perchè molti di questi ragazzi non sono verbali. Dal mio punto di vista, lavorare con loro mi ha consentito di allargare le vedute e migliorare la mia interpretazione dei ragazzi, applicandola poi alla mia esperienza di sostegno a scuola. Da un punto di vista sociale i ragazzi hanno imparato e proseguito il loro sviluppo di autonomia, che era un po’ l’obiettivo finale del progetto, tanto che adesso molti di loro stanno seguendo corsi di nuoto con normodotati. Dal punto di vista sportivo poi hanno imparato ad essere autonomi anche all’interno dell’acqua, quindi abbiamo sollevato dalle preoccupazioni i genitori che durante il periodo estivo sono più tranquilli quando il figlio va in acqua“.

La scomparsa del presidente Ferrari e alcune dinamiche all’interno dell’associazionismo cremonese hanno rallentato l’evoluzione del progetto che è arrivato a contare, oltre a Bertasi, altri tre istruttori (Viola Pagliari, Rita Guerreschi e Luca Bonesi) e ben 24 ragazzi. È sicuramente tanto l’impegno e la dedizione dietro a un progetto del genere, ma non può assolutamente mancare un cuore grande per poter seguire bambini speciali e vederli crescere diventando autonomi in tutti i piccoli gesti che a noi sembrano banali.

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