L’ULTIMO GIORNO DI SCUOLA… NEL MONDO

FuoriLiceo

di BEATRICE NOBILE – Finalmente, anche quest’anno, tra dad e presenza è arrivato l’ultimo giorno di scuola. E per tanti studenti si tratta di un’occasione per festeggiare con amici e compagni, per iniziare al meglio l’estate o (per i maturandi) per chiudere un pezzo del loro cammino di vita.

Uno dei modi più famosi di concludere il percorso scolastico è sicuramente il ballo di fine anno, diffuso non solo in America e nei paesi anglosassoni, ma in gran parte del mondo, con nomi diversi a seconda del luogo.

Foto di Roman Boed

Negli Stati Uniti si parla di Prom (da promenade, termine ottocentesco che indicava i balli di gala) e di solito vi prendono parte solo gli alunni del penultimo e ultimo anno di liceo, vestiti in modo molto elegante: per i ragazzi smoking e per le ragazze abiti da sera e spesso anche il corsage (il braccialetto floreale che portano le damigelle ai matrimoni), regalato loro dai rispettivi accompagnatori, che devono abbinarlo con il fiore appuntato sulla propria giacca. Durante la festa vengono eletti un re e una reginetta del ballo, che dovranno danzare davanti a tutta la scuola.

Lo stesso ballo di fine anno in Gran Bretagna è chiamato Leavers’ Ball, in Irlanda Debs (da debutante ball), in Canada Formal o Grad (da graduation), in Slovenia Maturantski ples e viene organizzato dopo il diploma con fidanzati e familiari degli studenti: secondo la tradizione, ogni studente concede il primo ballo della serata al genitore di sesso opposto.

In Russia, l’ultima campanella, ovvero l’ultimo giorno di scuola degli studenti prima dell’esame, è un rito di passaggio che risale agli anni Cinquanta. Per l’occasione le ragazze indossano abiti tradizionali decorati da un grembiule e si esibiscono assieme ai ragazzi in un elaborato valzer, per il quale si sono esercitate a lungo. Inoltre, insieme agli studenti di prima, piantano un albero di betulla, simbolo della conclusione di un viaggio e del “passaggio del testimone” ai compagni più giovani, seguito dal rilascio di palloncini.

In Italia è diffusa, soprattutto in ambito degli studi militari, la tradizione del “Mak P“. Si dice sia nata nell’Ottocento, a seguito della riduzione della durata dei corsi per ottenere la nomina a sottotenente: in questa occasione pare che un allievo abbia esclamato in piemontese “Mach pì tre ani!” ovvero “Mancano solo tre anni!”. L’espressione è stata presto convertita in “mach pì cènt” (mancano solo cento giorni) e da qui viene il nome Mak P, che indica una festa di gala celebrata cento giorni prima della fine della scuola militare.

Le celebrazioni dell’ultimo giorno di scuola in Italia variano molto anche da regione a regione: nel Nord si preferisce prendere parte a tornei sportivi organizzati dalle scuole o partecipare a cene o uscite serali, mentre nel Centro e nel Sud è abbastanza diffusa l’usanza di una battaglia di gavettoni, che spesso coinvolge anche i professori, accompagnata da scherzi e dispetti.

Quello che è certo è che l’ultimo giorno di scuola è sempre un momento molto atteso: buone vacanze a tutti!

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