STORIA DI NOTE, NOTE DI STORIA: IL METAL

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di DAVIDE NOBILE – Gli anni ‘60 sono ormai giunti al termine e la musica di consumo è già stata cambiata radicalmente per gli anni a venire, il mondo è rinato, illuminato da stelle come Elvis Presley e i Beatles. Tutti hanno in testa il rock ‘n roll ribelle e il pop pacifista che per vent’anni ha svettato in cima alle classifiche di vendita, ma ecco che arrivano gli anni ‘70 e la musica inizia a cambiare: il volume si alza sempre di più, la batteria si fa sempre più potente, i ritmi più veloci, le voci più tirate e i suoni più duri, più “hard”. Tutto è travolto da un imponente, inarrestabile uragano sonoro che frantuma l’armonia e la la leggerezza della musica dei decenni precedenti: nasce l’hard rock.

Per citare tutti i grandi nomi di questo genere probabilmente non basterebbe un libro intero: Led Zeppelin, Deep Purple, The Who, Kiss e Queen sono solo alcuni tra i nomi più conosciuti. Tuttavia coloro che più di tutti hanno scosso la terra e fatto tremare gli stadi, coloro che con pochi semplici accordi e ritmi in 4/4 hanno imboccato sgommando la “Highway To Hell”, coloro che dopo essere tornati “Back In Black” hanno inciso a lettere di fuoco il loro nome nella storia sono gli AC/DC

La band australiana sin dall’inizio è stata una macchina inarrestabile, simbolo di un’epoca e giunta ancora a tutto volume anche ai giorni nostri. L’hard rock degli AC/DC è energico, irruente, sporco e potentissimo, rappresenta tutto ciò di cui un giovane degli anni ‘70 poteva aver bisogno per distinguersi dalla cultura legata alla musica degli anni ‘60, ormai non più abbastanza ribelle di fronte alle colonne di amplificatori Marshall e alle chitarre a forma di diavoletto dei nuovi giganti del rock. Per quantificare il loro successo basti pensare che il loro album Back In Black ha venduto più di 50 milioni di copie nel mondo, dato che lo rende il secondo album più venduto della storia. Eppure, nonostante il suo volume, la sua forza d’impatto e l’idea di ribellione che circondava l’hard rock, con il sopraggiungere degli anni ‘80 una forza ancora più minacciosa, rumorosa, veloce e potente si impone come voce di una generazione: arriva il metal.

Il metal nasce in realtà negli anni ‘70 e viene (secondo i più) “inventato” dai Black Sabbath (un quartetto dei sobborghi popolari di Birmingham che inciderà nel 1968 l’omonimo album, ritenuto il primo del genere) per poi conoscere una vera e propria esplosione grazie ai primi pionieri del genere: dai Motörhead ai Diamond Head, dai Rainbow ai Judas Priest fino ad arrivare agli Iron Maiden, il metal invade i negozi di dischi, riempiendo le arene per i concerti e scandalizzando chi vedeva nelle chitarre distorte, nei capelli lunghi e nei temi trattati nelle canzoni una minaccia per i valori della società. 

I Black Sabbath nella loro line-up originale: da sx Geezer Butler, Toni Iommi, Bill Ward e Ozzy Osbourne

Ma l’ascesa del metal non era ancora terminata. Sul nascere degli anni ‘80 si affaccia sulla scena musicale una band di quattro giovani ragazzi, fondata dal batterista forse più controverso di sempre, che però diventerà incontrovertibilmente il gruppo più famoso del mondo nel suo genere: con un primo album il cui titolo rende ben chiare le loro intenzioni ecco che nascono i Metallica. 

Kirk Hammett e James Hetfield dei Metallica

Band dal successo enorme, i Metallica hanno suonato nel corso della loro carriera in tutto il mondo (Antartide compreso), si sono esibiti per due volte insieme all’Orchestra Sinfonica di San Francisco, e hanno completamente rivoluzionato il mondo della musica metal e non solo, creando veri e propri inni del genere e dominando le classifiche mondiali. Il loro album omonimo, meglio conosciuto come Black Album, ha venduto finora circa 16 milioni di copie e i suoi componenti (James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Jason Newsted) hanno suonato un concerto tra i più grandi di sempre (a Mosca nel 1991) davanti ad un pubblico di circa 1 milione e 600mila persone. Tuttavia per molti ascoltatori degli anni ‘80 la musica dei Metallica era troppo aggressiva, il che ha portato al contempo a spopolare un particolare sottogenere del metal detto hair metal (o glam metal).

Il genere deve il nome alle capigliature esagerate e allo stile eccentrico sfoggiati dalle band facenti parti della categoria, e si caratterizza musicalmente da tonalità più allegre, temi leggeri legati alla vita sfrenata e sregolata dettata dal rock ‘n roll e sonorità molto orecchiabili, fattori che ne hanno determinato l’esplosivo successo nel clima di generale ottimismo degli anni ‘80. Tra i gruppi hair metal più famosi non si possono non citare i Ratt, i WASP, i Dokken, i Def Leppard e i Twisted Sister, anche se la lista potrebbe andare avanti per chilometri. I più conosciuti tuttavia sono i Mötley Crüe, che con hit del calibro di Kickstart My Heart, Doctor Feelgood, Girls Girls Girls e Home Sweet Home hanno infiammato i palcoscenici dei concerti e portato buonumore a tutto volume a milioni di ascoltatori in tutto il mondo.

Tutta l’euforia dell’hair metal degli anni ‘80 però stava per essere spazzata via con l’arrivo del successivo decennio. Stava iniziando una nuova era con un nuovo modo di vedere il mondo e la vita, stava iniziando l’era del grunge.

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