“SIAMO NOI I PADRI FONDATORI”: LA COSTITUZIONE AI NEO DICIOTTENNI

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di ALICE QUATTRONE – Compiere 18 anni è una tappa importante: prendere la patente, poter votare, fare il diciottesimo e tra le tante cose, ahimè, anche smettere di dire “questo è sfruttamento minorile” ai propri genitori. In questo elenco però manca un tassello fondamentale: “salire a bordo di una nave ed essere chiamati a governarla”. É con queste parole che il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, ha spiegato ai neo diciottenni cosa significhi davvero diventare maggiorenni. Il 2 giugno 2021, nella sala dei quadri di Palazzo Comunale, due alunni di ciascuna scuola cremonese hanno ricevuto la costituzione italiana tra le mani: un passaggio simbolico per diventare consapevoli dei diritti e i doveri che spettano a ciascuno, “due facce della stessa medaglia chiamata comunità”, ha spiegato il primo cittadino. 

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, Art. 1. Per iniziare la cerimonia è stato letto il primo articolo della nostra Costituzione, il punto chiave da cui partire per capire quali siano i compiti del singolo cittadino. La Repubblica, che ieri ha compiuto 75 anni, è basata infatti sul lavoro, sullo sforzo del singolo che favorisce però la crescita di tutta l’Italia. Nella metafora della nave, siamo tutti chiamati a governare e a impegnarci per il benessere del nostro paese: “se solo uno non dedica se stesso agli altri, l’intera comunità cade”.

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 1

Tutti hanno il proprio incarico, “chi controlla la rotta, chi le vele, chi si occupa della pulizia, ma si è tutti protagonisti allo stesso modo”, in quanto si contribuisce all’avanzamento collettivo. È per questo che ogni anno il sindaco decide di dedicare una cerimonia appositamente per i diciottenni, affinché acquistino la consapevolezza del potere che la repubblica affida ai cittadini che sono diventati e conoscano la costituzione che regola la vita degli italiani. “Siamo noi i padri fondatori, giorno dopo giorno”, ha concluso Galimberti con commozione e un sorriso nascosto dalla mascherina. Insomma, dopo tutto questo non si toglie di certo importanza al diciottesimo con gli amici, ma si può dire che oltre ad essere protagonisti per una sola serata, con i 18 si diventa protagonisti della storia italiana e cittadini a tutti gli effetti.

*foto di copertina dal sito del Comune di Cremona

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