SANTA MONICA: IERI, OGGI E DOMANI

FuoriLiceo

di MATTEO BOVARINI – Victor Hugo sosteneva: “L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave”. Questo motto potrebbe oggi perfettamente riassumere l’obiettivo dell’ambizioso progetto che ha portato, nel cuore di Cremona, alla rinascita dell’ex monastero di Santa Monica. Il complesso, grazie ad una meravigliosa opera di restauro, ospita il nuovo campus dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un tempo l’area dove ora sorge l’imponente struttura era attraversata dall’antico corso del fiume Po. All’incirca in quel luogo, in uno spazio esteso più o meno sino all’attuale parcheggio di via Massarotti, venne realizzato l’antico porto romano: gli scavi, infatti, hanno permesso di ritrovare centinaia di anfore, testimonianza viva del fiorire di commerci, che all’epoca ebbe luogo in questo importante snodo cittadino. Più o meno su quella stessa riva, immerse in un’ampia zona verde, sono state realizzate comode e spaziose gradinate per gli studenti. Chi non vorrebbe studiare in un luogo del genere? 

Di fronte a quell’esplosione di verde ha sede l’edificio in cui si svolge gran parte dell’attività didattica. La struttura venne realizzata tra il 1880 e il 1891: quelle stanze, che d’ora in poi ospiteranno le aule dei vari corsi di laurea, laboratori scientifici e di informatica, furono usate come caserma militare e magazzino di carri d’artiglieria. Sono molte le scritte, motti militari e note tecniche, trovate e conservate durante il restauro per volere della Soprintendenza. 

Il Presidente Mattarella a Cremona all’inaugurazione del nuovo Campus Santa Monica (foto di Francesco Ammendola – Quirinale.it)

Il monastero, uno dei primissimi sorti a Cremona, venne invece eretto intorno al 1050. Inizialmente fu affidato alle monache benedettine e intitolato a San Salvatore, ma la struttura attuale è frutto della ristrutturazione compiuta attorno al 1470. Per volere pontificio la proprietà passò dalle monache benedettine alla monache agostiniane. Fu in quell’occasione che il nuovo complesso venne dedicato a Santa Monica. La casa delle badessa, poi casa del maresciallo (facilmente riconoscibile grazie alle lesene e al bugnato tipicamente rinascimentali) oggi è sede, al piano terra, del Cersi, il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale, ed al piano superiore della Smea, l’Alta Scuola di Management e Economia Agroalimentare. Nel 1472 venne poi completato l’attuale chiostro, sobrio ma splendido nella sua semplicità, che lo scorso 25 Maggio ha accolto il Presidente Mattarella. Nel 1478, invece, venne inaugurata la nuova chiesa che da settembre ospiterà l’aula magna della nuova sede.

Purtroppo alla fine del Settecento, con gli Asburgo e più ancora con l’arrivo di Napoleone Bonaparte tra il 1804 ed il 1805, le strutture monastiche cremonesi (conosciute anche come “parco dei cinque monasteri”) vennero chiuse, nazionalizzate e convertite in caserme. Santa Monica, nello specifico, divenne la caserma Goito e tale rimase fino agli Anni Sessanta. Oggi, sessant’anni dopo, recuperato l’antico splendore, Santa Monica torna finalmente a vivere.

L’archeologo Gianluca Mete, professore di Greco e Latino del Liceo “M.G. Vida”, ha commentato così il fascino della rinascita di questo luogo: “È stato per me un onore dare un contributo come archeologo, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, partecipare alla riscoperta e valorizzazione culturale e sociale di questo complesso monastico di grande importanza per la città e la sua storia. Assistere al recupero e al restauro è stata un’esperienza davvero unica”.

In tutto il complesso, infatti, ora sono ben visibili splendide decorazioni,  non prive di curiosità, come testimonia un tondo raffigurante un violino probabilmente precedente addirittura a Nicolò Amati, uno dei più importanti liutai cremonesi del XV secolo. Affacciato sul chiostro poi ha sede la biblioteca che pure ospita un altro meraviglioso affresco, datato 1564, integro e perfettamente conservato, con una capacità ed una complessità narrative incredibili che emergono dai volti, dalla Gerusalemme idealizzata sullo sfondo, da ogni particolare.

Le nuove lauree magistrali, alcune delle quali, come la facoltà di Economia in Innovazione e imprenditoria digitale, rappresentano un unicum nel panorama italiano e dovrebbero far raddoppiare  a settembre il numero degli studenti iscritti alla sede cremonese dell’Università Cattolica. La rinascita di Santa Monica ha risvegliato l’intera città: per i futuri studenti sono infatti già stati realizzati o ristrutturati residence ed appartamenti tutt’attorno all’ateneo e presto riapriranno anche piccole botteghe e negozi rimasti chiusi per decenni.

Sarà una rinascita, quindi, totale, aperta al passato e alla storia, ma pur sempre giovane e per i giovani.

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