UNA CURA, NON UNA “PAGLIACCIATA”

FuoriLiceo

di ALESSIA ZORZI –La felicità non si ottiene con una pillola” è una della famose frasi di Patch Adams, uno dei primi medici al mondo ad aver intuito che per curare i pazienti non basta somministrare un medicinale, convinto come era che vi fosse differenza tra curare una malattia, contro cui si può vincere o perdere, e curare le persone, con cui invece si vince sempre.

Seguendo il suo esempio, Mattia Villardita, un 26enne di Savona che lavora come impiegato terminalista al porto di Vado Ligure, due anni fa ha fondato “Supereroincorsia”, un gruppo di giovani come lui che si rendono disponibili a portare la felicità ai bambini ricoverati in ospedale, ma non con la loro identità, bensì mascherati dai supereroi preferiti dai piccoli pazienti.

Ho dei problemi di salute sin dalla nascita, quindi sono sensibile all’argomento e ho sempre fatto del volontariato, ma questa idea è nata due anni fa quando, parlando con il primario di pediatria e neonatologia del San Paolo, mi ha riferito che avevano bisogno di un pc per i loro piccoli pazienti… e così sono andato a donarlo vestito da Spiderman. Da quel momento mi sono messo a disposizione del reparto e la cosa ha preso piede”, ha raccontato Villardita, che anche in questo periodo difficile si è ingegnato e ha deciso di fare delle videochiamate molto speciali con i giovani ammalati che, nella monotonia delle stanze ospedaliere, molto spesso si annoiano. Insomma, dei veri e propri eroi!

Mattia Villardita nei panni di Spiderman (dal profilo Facebook)

Alla fine del 2020, lo “Spiderman di corsia” è stato anche nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella “per l’altruismo e le fantasiose iniziative con cui contribuisce ad alleviare le sofferenze dei più giovani pazienti ospedalieri”, insieme ad altre trentasei persone.

Quella di Mattia e degli altri supereroi è la clownterapia o terapia del sorriso (in gergo medico gelotologia) che è diventata sempre più diffusa nella cultura popolare e nelle corsie ospedaliere. Anche se Patch Adams è da sempre stato ritenuto il primo ad aver applicato questa teoria a dei veri e propri pazienti travestendosi da pagliaccio, abbiamo anche l’esempio italiano del beato Angelo Paoli (1642-1720), frate dell’Ordine dei Carmelitani che si dedicò a servire poveri, malati e carcerati assistendoli con iniziative nuove ed originali, come vestirsi da “buffone” per far ridere i malati e i sofferenti.

Il giornalista e scrittore Norman Cousins
Il giornalista e scrittore Norman Cousins (da www.harvardsquarelibrary.org/biographies/norman-cousins-2)

Un altro caso molto noto è quello del giornalista e insegnante americano Norman Cousins che ha dimostrato le proprietà terapeutiche del sorriso tra gli anni settanta e ottanta. L’uomo era affetto da spondilite anchilosante e decise di curarsi solamente assumendo quotidianamente via flebo 25 grammi di vitamina C e guardando 3-4 ore giornaliere di film comici. Il risultato? Inaspettatamente guarì nell’arco di un anno.

Negli anni sono stati realizzati  numerosi studi sul tema. In particolare due ricerche del 2009, “Clowns for the prevention of preoperative anxiety in children: A randomized controlled trial” e “Laughter prescription”, hanno confermato che la clownterapia diminuisce esponenzialmente l’ansia pre operatoria nei bambini tra i 3 e gli 8 anni e che i benefici del sorriso possono essere estesi a qualunque branca della medicina, dalla geriatria alla psichiatria, dalla riabilitazione alle cure palliative, dalle cure terminali a quelle generali. Nonostante le numerose ricerche rimane però ancora un dubbio: può la risata diminuire gli ormoni dello stress? Se la risposta fosse positiva, sarebbe possibile trovare una connessione tra la risata e la funzione immunitaria che porterebbe a importanti scoperte sanitarie.

Quindi la terapia del sorriso non è solo una “pagliacciata” inventata per intrattenere i pazienti, ma può essere considerata una vera e propria medicina, non solo per i bambini, ma anche per gli adulti che si sono sempre mostrati più riluttanti a questo tipo di trattamento. Infatti, sempre Patch Adams, era solito ripetere che “una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia”.

Perciò se un giorno ci svegliamo tristi o sconsolati, basterà fare un sorriso, guardare o pensare a qualcosa di divertente, stare con le persone che ci rendono felici e, molto probabilmente, quelle sensazioni passeranno, perché trascorrere una giornata con il #mood giusto cambierà sempre la prospettiva delle cose.

APPROFONDIRE, CAPIRE E FARSI UN’IDEA

https://www.fanpage.it/attualita/mattia-e-spiderman-per-i-bambini-malati-aiuto-i-piu-piccoli-a-non-pensare-al-coronavirus/

https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/patch-adams-frasi-citazioni/

https://www.medicinanarrativa.eu/la-terapia-del-sorriso-benefici-del-riso

PATCH ADAMS – SITO UFFICIALE: https://www.patchadams.org/

NORMAN COUSINS: https://youtu.be/oas-WpnpQpk

 

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