Lotta alla mafia: è il “noi” che vince

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di DAVIDE NOBILE – Il 21 marzo 2021 si celebra la XXVI Giornata della Memoria e dell’Impegno delle Vittime Innocenti di Mafia. Nel primo giorno di primavera, come a simboleggiare la rinascita forte e inarrestabile dall’inverno delle violenze e dei delitti mafiosi. La Giornata, organizzata dal 1996 e legalmente riconosciuta dalla Camera con voto unanime nel 2017, è nata per iniziativa dell’associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, dal dolore della madre di Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone che, nel primo anniversario della strage di Capaci, venne ricordato soltanto assieme ai suoi colleghi come “i ragazzi della scorta”.

Il magistrato Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992

La madre dunque vide negata l’identità di suo figlio, che non era mai stato citato per nome “sebbene fosse morto come gli altri”, come disse la donna in lacrime a don Ciotti, che stava pregando in silenzio. Da allora ogni anno, in città diverse d’Italia, vengono letti ad alta voce i nomi di tutte quante le persone innocenti le cui vite sono state mietute dalla criminalità organizzata. Inoltre l’associazione Libera ha dato vita a Vivi, un archivio  multimediale, aperto e accessibile a tutti, dove sono contenuti i nomi, le storie, i lavori, i sogni, le vite di coloro che ne sono violentemente stati privati dalle mafie.

Quest’anno lo slogan scelto per la XXVI giornata è “A ricordare e riveder le stelle”, ed è uno slogan carico di significato. Il termine “ricordare” è stato scelto per via del suo duplice significato latino: significa infatti “indietro”, ad indicare il guardare alla storia e alla memoria dei tragici eventi successi, ma anche “nuovamente”, a significare il continuo rinnovo dell’impegno nel contrastare la criminalità organizzata. “A riveder le stelle” invece è tratto dalla Divina Commedia di Dante, in particolare dall’ultimo verso dell’Inferno e vuole indicare il forte bisogno di rinascita, di buoni auspici e di luce che illumini per uscire sia dalla pandemia che dalla piaga delle mafie. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si era espresso in occasione del 21 marzo dello scorso anno, sottolineando come tutti i nomi di coloro che hanno perso la vita nella lotta contro le mafie e nel sostegno alle istituzioni repubblicane e alla legalità siano impressi indelebilmente nella storia del nostro Paese e che nel loro ricordo “sconfiggeremo ed estirperemo le mafie”.

Il Presidente Mattarella davanti alla lapide che ricorda l’agguato all’On. Aldo Moro

Purtroppo però la già difficilissima situazione della pandemia di Covid-19 che sta piegando l’Italia da ormai un anno ha permesso alle organizzazioni mafiose di espandere le loro attività, approfittando di uno Stato e una di comunità in gravi difficoltà. A questo proposito, Libera ha curato un rapporto chiamato “La tempesta perfetta. Le mani della criminalità organizzata sulla pandemia” dal quale è emersa una serie di dati allarmanti, tra cui un’impennata delle interdittive antimafia (provvedimenti di esclusione da appalti pubblici per imprenditori in odor di mafia, comminati con una media di sei al giorno nei primi nove mesi del 2020) e un aumento dei fenomeni di usura del 6,5%.

E sarebbe tremendamente sbagliato pensare che il problema resti lontano da noi ed i nostri territori. Stando ai dati dell’ultimo semestre del 2019, la Lombardia è infatti la quarta regione in Italia per numero di immobili confiscati alla malavita e tra le aziende più colpite dalle grinfie del malaffare vi sono quelle operanti nei settori della ristorazione, delle attività ricettive, del commercio e dei servizi a causa di legami con la criminalità organizzata siciliana, campana e calabrese. Un quadro certamente preoccupante che mostra quanto serio sia il problema mafie, ma soprattutto quanto serio sia il costante impegno e l’implacabile determinazione delle associazioni come Libera, che non possono e non devono essere lasciate sole dalle istituzioni e, ancor prima, da tutti quanti i cittadini. “È soprattutto il “noi” che vince, perché non possiamo lasciare le persone da sole, scaricare l’impegno solo a qualcuno” ha affermato infatti don Luigi Ciotti, e questa giornata riunisce tutti i cittadini, tutti noi, perché possiamo insieme ricordare e riveder le stelle.

APPROFONDIRE, CAPIRE E FARSI UN’IDEA

QUIRINALE.IT -Dichiarazione del Presidente Mattarella per la Giornata in ricordo delle vittime delle mafie 2020

VIVI.LIBERA.IT

POLIZIA.IT – La strage di Capaci

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