L’importanza di una risata (oggi più che mai)

Che Spettacolo!

di VIOLA OPPI – Alzi la mano chi ha bisogno di “farsi due risate”. Potrebbe essere la domanda che, qualche secolo fa, fece Ippocrate ai suoi adepti. Lui, considerato il padre della medicina, primo fra tutti a comprendere l’importanza di una sana risata,, diagnosticò che per contrastare ansia, stress, e depressione occorreva un elementare farmaco: la risata, da lui definita “la miglior medicina”.

Una serie di studi universitari confermano che ridere migliora il meccanismo di difesa naturale del corpo aumentando il numero di immunoglobuline. Ridere riduce immediatamente i livelli degli ormoni dello stress, lavora come un’effettiva distrazione dagli elementi che causano ansia e rabbia e inoltre agisce come un antidolorifico naturale. La risata stimola dunque un immediato rilascio di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello che migliorano l’umore, meglio conosciute come “ormoni della felicità”. Inoltre si sa, la risata è contagiosa e proprio per questo motivo facilita le relazioni. Le persone felici sollevano lo spirito di coloro che le circondano.

Ed è proprio nei momenti di difficoltà che sarebbe consigliato attuare una vera e propria “terapia del sorriso”. Questa viene applicata tra gli altri dallo psicologo e psicoterapeuta Stefano Lagona che ne ha riscontrato solo aspetti positivi come la protezione da alcune malattie, il ritardo dell’invecchiamento, l’aumento dell’ottimismo oltre al fatto che vi è un incremento delle guarigioni, inspiegabile secondo la medicina tradizionale. Questa medicina è considerata “soft”, non invadente, stimolante e leggera, tanto che il professore William Fry dell’Università di Stanford (Usa), afferma che cento risate al giorno avrebbero, sul fisico, l’effetto tonificante di dieci minuti di vogatore. Il tipo di terapia del sorriso più consolidata è presente negli ospedali pediatrici come clown-terapia o addirittura yoga-terapia. Dalle strutture sanitarie la terapia ha poi preso piede anche negli orfanotrofi e nei centri di riabilitazione, fino a conquistare le case di riposo per gli anziani. A tal proposito l’Italia vanta circa seimila dottori-clown.

Sono gli stessi medici che ci ricordano di sorridere sempre e di mostrare al mondo i nostri 32 denti smaglianti, anche se stiamo vivendo in una realtà a soqquadro, a stento ricordiamo cosa sia la normalità ed il sorriso pare non caratterizzi più la nostra le nostre giornate…non dimentichiamoci però di prenderci cura di noi stessi partendo innanzitutto dalla risata. Ed è proprio in un periodo come questo che è esploso un fenomeno televisivo che ha conquistato mezza Italia. Parliamo di “LOL: chi ride è fuori”, un un comedy-show lanciato da Amazon. Condotto da Fedez, accompagnato da Mara Maionchi, LOL mette in gara dieci concorrenti con una sola regola: chi ride è fuori! Il cast è composto da nomi noti e meno noti, giovani e meno giovani, conduttori televisivi, fenomeni del web e  comici, che coesistono per sei ore in una stanza-teatro sfidandosi con gag e battute.

Lo show ha avuto il merito di arrivare nel momento giusto: la gente ha bisogno di leggerezza, come dice il vincitore del reality (NON SPOILERIAMO L’IDENTITà, SE MAI VOLESTE VEDERLO) : “LOL è diventato virale, fuori controllo, tutti ne hanno parlato benissimo: è evidente che sia capitato nel momento giusto, visto che siamo costretti a stare ancora dentro casa. Le risate ci fanno dimenticare questo bombardamento mediatico sul Covid“.

Ma nel panorama italiano non c’è solo LOL. Per cercare una risata possiamo andare a pescare nella storia del nostro cinema. Anche i grandi classici possono sempre ravvivare le giornate, come Aldo, Giovanni e Giacomo con “Tre uomini e una gamba” del 1997. Un “comfort movie” sempreverde adatto anche al lockdown. Ma come non citare anche Antonio Albanese, Checco Zalone, Fabio de Luigi e, andando più indietro nel tempo, Alberto Sordi o il nostro Ugo Tognazzi

Insomma, anche se al momento oscurato dalla mascherina, diamo potere alla nostra risata. Quindi…ridiamo, ridiamo, ridiamo!

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