GIOVANI GIORNALISTI, GIOVANI CITTADINI

Editoriali

di PATRIZIO PAVESI – Lascia sempre una piacevole sensazione alzarsi dal divano, caracollando verso il letto, dopo aver visto un bel film. Una sensazione lasciata dal fatto di aver aver resistito fino ai titoli di coda senza addormentarsi, ma soprattutto quello strano formicolio interiore che resta se la pellicola è particolarmente motivante, magari romanzata e difficile da replicare nella vita reale, ma comunque ispiratrice.

Mi è capitato qualche anno fa, e più di recente, con lo stesso film. Una serie tv, in realtà, ma poco importa. Quando la vidi la prima volta inquadrai il mestiere che facevo allora, il giornalista, in un modo nuovo. Ma quando l’ho rivista alcuni giorni fa, con i giovani collaboratori di Terza Pagina, prima di una nostra riunione di redazione, ne ho colto sfumature prima sfuggite. Questa serie si intitola “The Newsroom” e il suo protagonista è un anchorman dal carattere un po’ spigoloso, che all’inizio della prima puntata si lancia in un monologo memorabile sul perché l’America non sia più il più grande paese al mondo. In un passaggio del suo discorso sta l’essenza dell’idea del nostro giornale:

“Quando ci chiedi che cosa fa grande l’America nel mondo non so di cosa stai parlando! […] Lo eravamo una volta: puntavamo sempre in alto, agivamo da uomini, aspiravamo all’intelligenza, la esaltavamo, non ci sentivamo inferiori. […] Tutto questo è stato possibile perché eravamo ben informati, da grandi uomini, uomini rispettati”

Prendendo a prestito il pensiero del burbero Will McAvoy e girandolo sulla nostra Italia, anche noi possiamo farci la domanda: perché siamo così? Forse perché cultura e intelligenza non sono più elementi da esaltare o a cui aspirare? Forse perché non siamo informati, forse perché le persone che dovrebbero informarci non sono più rispettate nella nostra società.

Terza Pagina nasce proprio qui. Dalla considerazione che informarsi e informare sono uno dei fondamenti di una società sana e che questa la si costruisce dal basso, da quei giovani che ne incarnano il futuro. Loro sono i primi a dover essere informati e, perché no, loro stessi devono imparare a informare. A cercare. A essere curiosi, critici, analitici, precisi, non approssimativi.

Ambizioso? Sì. Impegnativo? Di più. Stimolante? Al massimo.

No, prof, di questo argomento non so niente…ma provo a scriverne volentieri, così scopro qualcosa di nuovo”: è in questa risposta di uno dei nostri collaboratori, in questo spirito ed entusiasmo che sta la nostra speranza, in questa curiosità da coltivare la nostra linea editoriale.

L’idea formativa di Terza Pagina è duplice. Da un lato offrire ai nostri collaboratori un percorso professionalizzante che li possa portare a diventare giornalisti pubblicisti, attraverso la stesura degli articoli, la fotografia, la videoripresa, il montaggio, l’incontro con professionisti del settore. Dall’altro c’è la volontà di far vivere loro una vera esperienza di lavoro, essere responsabili, confrontarsi con il mondo adulto, interfacciarsi con esperti, testimoni, fonti. L’obiettivo complessivo è quello di iniziare a formare cittadini consapevoli, insieme all’insostituibile apporto della scuola e delle famiglie. Quello che faremo è piccolo, ma comunque grande.

Terza Pagina non si pone sul mercato come competitor nei confronti di altre testate. Vorremmo, anzi, che ci possano essere collaborazioni con quante più redazioni possibile, per attingere esperienza e portare il nostro entusiasmo adolescenziale. Così come speriamo che in futuro la nostra squadra, formata all’interno del Liceo “M.G. Vida”, possa allargarsi ad altri ragazzi, magari di altre scuole di Cremona.

Ci siamo preparati a lungo per questo esordio: un nuovo sito, tante prove offline e molte idee già in cantiere. Nel nostro giornale non troverete le ultime notizie di cronaca e nemmeno sarà il “giornalino” della scuola, anche se parleremo di temi scolastici e di vita del Vida. Ma vogliamo guardare oltre, a ciò che accade fuori dal liceo: società, cultura, arte, storia, letteratura, sport e spettacolo. Proveremo insomma ad affrontare ogni tema che ci piace, che accende in noi curiosità o che l’attualità ci mette davanti. Nel nostro giornale troverete anche un sacco di errori, refusi e imprecisioni: speriamo possiate perdonarci, perché sapete che proveremo a migliorare. Ogni giorno.


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