BEATI NOI?! NO, VOGLIO SOLO LA MIA VITA SENZA COVID

Quasi Maturi

di ALESSIO PERODI – “Fortunati voi che non avete gli scritti”, “tanto i commissari sono tutti interni”, “la maturità non è più quella di una volta”. Mesi, sono mesi che ci sentiamo dire queste frasi, da ragazzi che l’esame l’hanno già sostenuto e che credono di aver scalato una montagna nella quale è stato scavato un tunnel per noi. Ciò che non tengono in considerazione è però che questa galleria non è illuminata, asfaltata o pianeggiante, ma tutt’altro. É più di un anno che tutti noi affrontiamo questa pandemia, tutti noi, non solo tu, non solo voi, eppure noi maturandi dobbiamo anche sentirci dire che siamo avvantaggiati! Avvantaggiati di aver perso le gite degli ultimi due anni delle superiori? Avvantaggiati di aver passato mesi chiusi in casa senza toccare quei banchi? Avvantaggiati di dover scegliere l’università senza poterne visitare alcuna? 

La situazione non può essere giudicata dall’esterno, da chi non la sta vivendo in prima persona e non sta studiando tutti i giorni per sostenere quest’esame. Perchè sì, seppur diversamente, pure noi dobbiamo sostenere la maturità e c’è anche chi nel frattempo si deve giocare i play-off promozione per la serie A. Questo significa dover svolgere sei allenamenti e due partite a settimana, il che non è proprio leggerissimo. Qualche sera fa ero a Sassuolo, inizio partita ore 21.30, ho toccato il letto alle ore 3… e il giorno dopo? Dovevo essere sveglio e lucido per studiare fisica, filosofia, storia, italiano, matematica, scienze, storia dell’arte, latino, inglese e come se non bastasse, pure l’elaborato.

E questi sono solo i problemi esterni e legati al presente, ma in quinta liceo hai il diritto e il dovere a pensare al futuro, perchè fra qualche mese non sarai più tra queste quattro mura. La sicurezza che deriva dal liceo, specialmente dal Vida, non dura per sempre. Io sono fortunato, ho sempre avuto le idee chiare e so cosa voglio fare, ma come posso decidere in quale città è meglio andare a studiare? Non posso visitare le città, o le università o eventuali appartamenti. Non vi sembra abbastanza da affrontare? Bene, aggiungiamo pure due settimane di quarantena nelle ultime due settimane di liceo. Dopo essere stato lontano da tutto e da tutti per mesi, finalmente torni a frequentare in presenza ed ecco che scatta la quarantena. Cinque anni di scuola che non possono essere coronati dal gran finale, cinque anni che non meritano di finire così. Eppure non si può far nulla, dobbiamo riconoscere i nostri limiti per poterli superare, ma in questo caso possiamo superarli solo temporalmente, perché non avremo mai una maturità normale. 

Per cosa quindi saremmo avvantaggiati? Perché non dobbiamo svolgere gli scritti? Vi assicuro che qualunque maturando preferirebbe fare gli scritti se ciò comportasse però anche i vantaggi di una maturità covid-free. Non voglio però fare inutile vittimismo nei confronti di una categoria alla quale appartengo, intendo solo sottolineare che non è possibile paragonare due esami svolti in due contesti sociali totalmente differenti. Screditare l’esame di maturità di quest’anno non renderà infatti quello svolto dagli altri più importante.

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