Il filo sottile che ci lega

COVID-19

di ANNAMARIA CECCHINI* – Qual è il senso quotidiano della nostra fretta se oggi siamo tutti fermi?

Ci dobbiamo abituare a questo tempo fatto di ansie vere, di incertezze, di visioni di scoop, di immagini televisive o video agghiaccianti…

Eppure è iniziata la Primavera, la regina delle stagioni, in cui tutto parla di vita, di rinnovamento, diversamente da ciò che, in questo tempo sospeso, succede intorno a noi o addirittura nell’intimità delle nostre case!

E’ proprio questo tempo sospeso e triste che ci dà la possibilità di essere veramente noi stessi, che ci mette “a nudo” senza timori, senza vergogna, perché è un modo per entrare nel mondo di sentimenti condivisi.

Cari ragazzi, è vero…questa “sosta” ci ha un po’ cambiati, ci ha fatto capire quali siano le priorità per le quali val la pena di lavorare, studiare, fare amicizia e divertirsi, anche nel quotidiano, con piccole cose.

Eppure non sembra vero! Abbiamo dimenticato la fretta perché vediamo gli operatori sanitari lottare contro la malattia e il tempo che, spesso, può essere più nemico del Covid 19.

Questo tempo ci ha fatto capire quanto la tecnologia sia diventata indispensabile, non più come gioco o passatempo, ma come mezzo lavorativo, scolastico, amicale a distanza o per sentirsi veramente parte del mondo che soffre….

La positività, oggi, sta nel filo sottile che ci lega e che permette, nei vari tempi della giornata, di esternare, sebbene di fronte a un video, le nostre emozioni più spontanee.

Io come persona e come docente aspetto i collegamenti dei miei alunni con trepidazione, incrociando le dita perché tutto funzioni al meglio…

Ed ecco la gioia più grande nel vedere i ragazzi, a poco a poco, connettersi: li vedo come “tableaux vivents”, sono vicini, vedo le loro espressioni, raccolgo i loro commenti, le trepidazioni e le preoccupazioni, gioisco ai loro sorrisi. Ci confortiamo a vicenda sostenendo anche la cultura, in senso lato, di cui l’Arte è parte significativa!

Veicoliamo le immagini, che spesso sanno essere più significative delle parole, esterniamo e colleghiamo contenuti con diverse discipline…Era così difficile in tempi normali!

Ma allora ce la possiamo fare veramente! Lo dicono questi brevi ma intensi incontri, che porteremo nel tempo delle nostre giornate con coraggio e determinazione, per poter in futuro, quando Dio vorrà, apprezzare di nuovo quel valore inestimabile dal nome “Libertà” di cui oggi siamo in parte privati.

Viviamolo al meglio possibile questo tempo diverso, perché non solo ci renderà liberi ma ci garantirà una personalità più solida, consapevole, coraggiosa, paziente e condivisa.

E quando ci sentiamo un po’ giù pensiamo ad una delle donne pittrici più vitali ed indipendenti del XX secolo: Frida Kahlo le cui “Lettere Appassionate” sono un grande inno alla vita.

Frida Kahlo è un esempio di energia pura: è stata una donna che ha saputo imporre la sua arte e il suo pensiero affascinando chiunque la incontrasse, ma rimanendo sempre fedele a se stessa. Ha amato e sofferto, ha convissuto con il dolore, con quel corpo spezzato, con l’anima lacerata dalla stanchezza e ne ha fatto arte di grande impatto emotivo.

Fino all’estrema ora ha gridato: Viva la Vida!

* docente di Storia dell’Arte del Liceo “M.G. Vida”

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