Astutillo, il “portiere buono”

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di MATTEO FERRARI – Dallo stadio Giuseppe Meazza di Milano all’Aula Bolognini del Vida. Il liceo di via Milano ha ospitato l’ex estremo difensore dell’Inter Astutillo Malgioglio, “il portiere buono”,  che durante la conferenza di martedì 19 Novembre, ha spiegato la sua avventura calcistica ed extra calcistica alle classi dello Liceo sportivo, alla 4 scientifico e agli studenti di alcune sezioni del il liceo “Anguissola” e dell’ITIS.

L’obiettivo della testimonianza era quello di far capire ai giovani che nella vita  l’importante non è avere la macchina sportiva o abitare in una villa, bensì aiutare il prossimo ed essere umile. “La grande gioia parte sapendo di non valere niente” -ha raccontato Malgioglio- “Sporcarsi le mani vale più di tutte le parole e i soldi del mondo”. Il portiere piacentino ha inoltre spiegato che la sua grande volontà di seguire i disabili tramite Era77, l’associazione da lui fondata, deriva da una fede profonda che lo ha portato a trovare la felicità nella vita: “Sono sempre stato una persona molto credente e forse è anche grazie a Dio se ho avuto l’occasione di arrivare sino all’apice del calcio italiano. Però ho anche capito che, nonostante il mio successo, dinanzi al Signore siamo tutti uguali”.

Sin da giovane e per tutto l’arco della sua carriera, Malgioglio alla fine di ogni allenamento è riucito sempre a trovare del tempo per portare avanti il suo progetto di aiuto dei ragazzi meno fortunati e in questo, come ha spiegato durante l’intervista, era supportato da alcuni colleghi, mentre altri lo deridevano e sottovalutavano. Anche i tifosi, ha confessato con amarezza, non erano per niente d’ accordo con questo suo impegno extracalcistico tanto che nel 1985, quando giocava nella Lazio, la curva della squadra espose uno striscione con scritto “Tornatene dai tuoi mostri”. Un gesto volgare e inqualificabile, che lo ha ferito e convinto ad abbandonare la capitale.

Al termine della conferenza, abbiamo potuto incontrare Astutillo Malgioglio per fargli qualche domanda. Dato che lei ha fatto carriera nel mondo del calcio ed è un esempio da seguire anche nella vita di tutti i giorni, ha dei consigli da dare a noi giovani e sportivi?

“Innanzitutto non penso di essere un esempio per nessuno, ho solo raggiunto obiettivi che mi sono posto anche con l’aiuto della mia forte fede. Pertanto  l’importante nella vita è avere un’ambizione e portarla avanti a tutti i costi, disinteressandosi delle persone che non credono in te e prendendo spunto da altre che ti fanno delle critiche”.

Ha sempre avuto una propensione verso chi è meno fortunato o c’è stato un particolare avvenimento che l’ha fatta riflettere?

“Ho sempre avuto un occhio di riguardo per i disabili però un giorno, dopo essere stato in visita a una struttura dedicata, ho deciso di iniziare il mio progetto e portarlo avanti fino ad oggi”.

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