È tempo di capirsi

Eventi

Parigi, febbraio 1922.

“Pronto, casa Einstein? Cerco Albert…”.

“Sono io, chi lo desidera?”.

“Sono Henri…Henri Bergson”.

“E cosa volete?! Non scocciatemi che sto scrivendo con i gessetti alla lavagna”.

“Uff, il solito arrogante…Senta, da voi non voglio nulla: vi dico solo che è tempo di capirsi! Facciamola fuori una volta per tutte con ‘sta cosa della relatività: incontriamoci a Parigi, tra un paio di mesi, e vediamo chi ha ragione!”.

Click.

La ricostruzione è (forse) un pochino fantasiosa, ma poichè di assoluto non c’è nulla ci piace immaginare che l’idea quel confronto pubblico sia nata così: con una telefonata, nemmeno troppo cordiale, tra il maestro francese Henri Bergson e l’inventore della teoria della relatività Albert Einstein. Un scontro tra i pesi massimi della cultura del tempo: filosofia contro fisica, pensiero contro sperimentalismo…e al centro del ring il nemico di ogni pugile: il tempo. Quello che si dilata quando l’avversario ti mette alle corde mentre il gong non suona mai o quello che si restringe e corre veloce quando sei a terra ad un passo dal ko, la gente grida e l’arbitro conta “tre…quattro…cinque…”.

Il 6 aprile 1922, sul palco della Sociéte française de Philosophie, si confrontarono animatamente due visioni opposte e inconciliabili del modo di intendere il tempo. Venerdì 23 gennaio sul “ring” allestito dal Liceo “M.G. Vida” (ore 21, Salone Bolognini) queste due posizioni si ritroveranno di fronte, con toni più amichevoli, nell’ultima serata del ciclo di conferenze “Lo Scientifico che cura“: Sara Arcaini, docente di storia e filosofia, e il professore di fisica Elia Rampi discuteranno del tempo filosofico e del tempo fisico partendo dalla ricostruzione del grande confronto Bergson-Einstein. Che allora terminò con una vittoria ai punti della scienza, mentre oggi…chissà: anche quel verdetto, infatti, potrebbe essere soltanto relativo. (pat.pav)

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